Acqua, diritto umano universale: Il Comune metta in pratica il suo Statuto!

statuto comune di vicenzaL’acqua è un diritto umano universale sancito a livello mondiale e messo nero su bianco in numerosi documenti ufficiali, persino nello Statuto del Comune di Vicenza. Avendo ricevuto segnalazioni di chisure del servizio dell’acqua, chiediamo che anche a Vicenza sia garantita una quantità minima.

MOZIONE

Premesso che:

  • l’Amministrazione locale, nella persona del Sindaco, è la responsabile primaria della salute dei propri cittadini, Diritto inviolabile tutelato dalla Costituzione Italiana (Art. 32);
  • La Costituzione Italiana all’Art. 2 recita: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”, e all’Art. 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”;
  • Lo Statuto della Regione Veneto, all’Art. 8 – Patrimonio culturale e ambientale., comma 2, esprime: “La disponibilità e l’accesso all’acqua potabile, nonché all’acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi, costituiscono diritti universali. La Regione garantisce a ciascun individuo il diritto al minimo vitale giornaliero d’acqua quale diritto alla vita“;
  • Lo Statuto della Provincia di Vicenza, all’Art. 1 – (I valori della Comunità), comma 2. Recita: “La solidarietà deve essere finalizzata a rendere il cittadino progressivamente più libero e più indipendente, in modo che la sua personalità sia liberata da tutti gli impedimenti che ne limitano il pieno sviluppo e quindi gli sia consentita la completa integrazione nella comunità provinciale;
  • Lo Statuto del Comune di Vicenza, all’Art. 4 (Diritto all’acqua) dice:
  • Il Comune di Vicenza riconosce il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua potabile come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico e garantisce che la proprietà e la gestione degli impianti, della rete di acquedotto, distribuzione, fognatura e depurazione siano pubbliche e inalienabili, nel rispetto delle normative comunitarie e nazionali;
  • Il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale di interesse generale che, in attuazione della Costituzione ed in armonia con i principi comunitari, deve essere effettuato da un soggetto di diritto pubblico, non tenuto alle regole del mercato e della concorrenza.

Tenuto conto che

  • La Carta dei diritti dell’uomo all’art. 25 comma 1 recita: “Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione….”;
  • L’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, nella nota del settembre 2007 The Right to Water afferma: “È ormai tempo di considerare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi sanitari nel novero dei diritti umani, definito come il diritto uguale per tutti, senza discriminazioni, all’accesso ad una sufficiente quantità di acqua potabile per uso personale e domestico – per bere, lavarsi, lavare i vestiti, cucinare e pulire se stessi e la casa – allo scopo di migliorare la qualità della vita e la salute. Gli Stati nazionali dovrebbero dare priorità all’uso personale e domestico dell’acqua al di sopra di ogni altro uso e dovrebbero fare i passi necessari per assicurare che questa quantità sufficiente di acqua sia di buona qualità, accessibile economicamente a tutti e che ciascuno la possa raccogliere ad una distanza ragionevole dalla propria casa“;
  • La risoluzione ONU del 28 luglio 2010 dichiara per la prima volta nella storia il diritto all’acqua ” un diritto umano universale e fondamentale “. La risoluzione sottolinea ripetutamente che l’acqua potabile e per uso igienico, oltre ad essere un diritto di ogni uomo, più degli altri diritti umani, concerne la dignità della persona, è essenziale al pieno godimento della vita, è fondamentale per tutti;
  • Nel1998 il “Comitato internazionale per il contratto mondiale sull’acqua” si è riunito a Lisbona e ha proclamato il “Manifesto dell’acqua che si conclude con l’affermazione: “L’acqua è patrimonio dell’umanità”;
  • Sempre nel 1998 prese il via la “Campagna Internazionale per il Contratto Mondiale dell’acqua” nell’ambito della quale furono stabiliti 3 diversi livelli d’utilizzo:

– 40 litri d’acqua al giorno garantiti per persona

– Il consumo in eccesso è a pagamento

– L’abuso è vietato

  • Il Manifesto si basa su 4 idee chiave fondamentali:
  • fonte insostituibile di vita, l’acqua deve essere considerata un bene comune patrimonio dell’umanità e degli altri organismi viventi;
  • l’accesso all’acqua, potabile in particolare, è un diritto umano e sociale inalienabile,che deve essere garantito a tutti gli esseri umani indipendentemente dalla razza, l’età, il sesso, la classe, il reddito, la nazionalità, la religione, la disponibilità locale d’acqua dolce;
  • la copertura finanziaria dei costi necessari per garantire l’accesso effettivo di tutti gli esseri umani, nella quantità e qualità sufficienti alla vita, deve essere a carico della collettività, secondo le regole da essa fissate, normalmente via la fiscalità ed altre fonti di reddito pubblico. Lo stesso vale per la gestione dei servizi d’acqua (pompaggio, distribuzione, trattamento);
  • la gestione della proprietà e dei servizi è una questione di democrazia. Essa è fondamentalmente un affare dei cittadini e non (solo) dei distributori e dei consumatori.

Pertanto, nell’interesse pubblico dei vicentini, la consigliera Liliana Zaltron chiede al Sindaco e alla Giunta Comunale di impegnarsi a:

  1. comunicare ad Acque Vicentine la volontà del Comune di Vicenza di fermare le chiusure per morosità dovuta a necessità e che tale problema venga affrontato eventualmente dall’Assessorato alla Comunità, utilizzando la quota parte di competenza del Comune di Vicenza degli utili che Acque Vicentine produce, garantendo così alle famiglie bisognose il pagamento annuale delle bollette dell’acqua ;
  2. Ad adottare il “Manifesto dell’acqua” inserendolo nello Statuto comunale;
  3. A far modificare dall’Autorità di bacino “Bacchiglione” la Carta dei Servizi:
    1. introducendo il concetto di “acqua diritto inalienabile dell’uomo”
    2. introducendo la minima quantità di almeno 40 litri per abitante come minimo vitale, così come inserito nel “Manifesto dell’acqua”, costo finanziabile con parte dell’utile che Acque Vicentine ultimamente produce.

Vicenza, 17/11/2015
Liliana Zaltron

Movimento 5 Stelle Vicenza

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