Acqua pubblica a prezzi di mercato.

In questi giorni verrà discussa alla Camera il decreto legislativo 135/09, riguardante la cosiddetta privatizzazione dell’acqua, avendo già incassato il sì del Senato il 4 novembre 2009 con voto bipartisan. Infatti, l’approvazione senatoriale ha visto i voti favorevoli di PD, UDC, PDL e Lega Nord.

Una anomala convergenza istituzionale su questo tema, delicatissimo, in cui anche l’UE si é espressa in passato.

Infatti la Risoluzione Europea 11 marzo 2004, “Strategia per il mercato interno, priorità 2003-2006″, paragrafo 5, enuncia: “Essendo l’acqua un bene comune dell’umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno“.

Padre Alex Zanotelli, in una sua lettera, denuncia con forza questo atto disgustoso del Governo italiano che smercia impunemente la risorsa più importante del nostro pianeta, una risorsa che si sta dissipando rapidamente senza che noi ce ne accorgiamo e che, se messa nelle mani dei capitalisti, potrebbe essere venduta al rialzo senza che il potere pubblico possa intervenire.

L’ACQUA E’ UN DIRITTO FONDAMENTALE UMANO, NON UN BENE ECONOMICO.

Si deve difenedere questo diritto a tutti i costi.

Tuttavia questo diritto deve essere salvaguardato attraverso politiche di sostenibilità idriche. Lester Brown, nel suo libro “Piano B 3.0” scrive:

il pianeta va verso un enorme deficit idrico, per ora gran parte invisibile ma in rapida crescita. Essendo principalmente la conseguenza del sovrapompaggio degli acquiferi, spesso si manifesta solo quando i pozzi si prosciugano …

Le suddette politiche possono riguardare l’aumento della produttività idrica per le coltivazioni, oppure un incentivo ai coltivatori perché utilizzino tecnologie d’irrigazione più efficienti, oppure la conversione a colture che richiedono meno acqua. Una cosa però é certa.

Lester Brown, sempre nel libro sopracitato, auspica l’eliminazione dei sussidi pubblici per l’acqua, in modo tale da indurre i consumatori ad un utilizzo più razionale del cosiddetto “oro blu“. Infatti, portare l’acqua a prezzi di mercato significa collegare il prezzo di questo bene tanto prezioso con l’abbondanza dello stesso sul nostro territorio.

Ma portare l’acqua a prezzi di mercato significa ledere le norme della risoluzione europea sopracitate? O si parla solo di gestione amministrativa, e dunque un ipotetico aumento dei prezzi non si scontra con alcun fondamentale principio dell’umanità?


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