Acque Vicentine chiude… il rubinetto dell’acqua!

Acqua diritto umano

INTERROGAZIONE

Premesso che:

  • ci pervengono da varie parti segnalazioni di chiusure di contatori per l’erogazione dell’acqua potabile da parte di Acque Vicentine,
  • che tali chiusure vengono giustificate con morosità degli utenti,
  • ci viene riferito che oggi al contrario di qualche anno fa, non vengono più inserite le “lenti tarate”, prima del contatore, per consentire il passaggio di una seppur minima quantità di acqua,

Rilevato che:

  • la Carta dei diritti dell’uomo all’art. 25 comma 1 recita: “Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione…
  • l’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, nella nota del settembre 2007 The Right to Water afferma: “È ormai tempo di considerare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi sanitari nel novero dei diritti umani, definito come il diritto uguale per tutti, senza discriminazioni, all’accesso ad una sufficiente quantità di acqua potabile per uso personale e domestico – per bere, lavarsi, lavare i vestiti, cucinare e pulire se stessi e la casa – allo scopo di migliorare la qualità della vita e la salute. Gli Stati nazionali dovrebbero dare priorità all’uso personale e domestico dell’acqua al di sopra di ogni altro uso e dovrebbero fare i passi necessari per assicurare che questo quantità sufficiente di acqua sia di buona qualità, accessibile economicamente a tutti e che ciascuno la possa raccogliere ad una distanza ragionevole dalla propria casa“
  • la risoluzione ONU del 28 luglio 2010 dichiara per la prima volta nella storia il diritto all’acqua “un diritto umano universale e fondamentale“. La risoluzione sottolinea ripetutamente che l’acqua potabile e per uso igienico, oltre ad essere un diritto di ogni uomo, più degli altri diritti umani, concerne la dignità della persona, è essenziale al pieno godimento della vita, è fondamentale per tutti
  • Nel 1998 il “Comitato internazionale per il contratto mondiale sull’acqua” si è riunito a Lisbona e ha proclamato il “Manifesto dell’acqua che si conclude con l’affermazione: “L’acqua è patrimonio dell’umanità.”

Nel 1998 prese il via la “Campagna Internazionale per il Contratto Mondiale dell’acqua” nell’ambito della quale furono stabiliti tre diversi livelli d’utilizzo:

  • 40 litri d’acqua al giorno garantiti per persona
  • Il consumo in eccesso è a pagamento
  • L’abuso è vietato

Il Manifesto si basa su quattro idee chiave fondamentali:

  • fonte insostituibile di vita, l’acqua deve essere considerata un bene comune patrimonio dell’umanità e degli altri organismi viventi.
  • L’accesso all’acqua, potabile in particolare, è un diritto umano e sociale inalienabile,che deve essere garantito a tutti gli esseri umani indipendentemente dalla razza, l’età, il sesso, la classe, il reddito, la nazionalità, la religione, la disponibilità locale d’acqua dolce.
  • la copertura finanziaria dei costi necessari per garantire l’accesso effettivo di tutti gli esseri umani, nella quantità e qualità sufficienti alla vita, deve essere a carico della collettività, secondo le regole da essa fissate, normalmente via la fiscalità ed altre fonti di reddito pubblico. Lo stesso vale per la gestione dei servizi d’acqua (pompaggio, distribuzione, trattamento)
  • la gestione della proprietà e dei servizi è una questione di democrazia. Essa è fondamentalmente un affare dei cittadini e non (solo) dei distributori e dei consumatori.
  • La Costituzione Italiana all’art. 2 recita: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.” E all’art. 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
  • Lo Statuto della Regione Veneto, all’art. 8 – Patrimonio culturale e ambientale., comma 2, .esprime: “La disponibilità e l’accesso all’acqua potabile, nonché all’acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi, costituiscono diritti universali. La Regione garantisce a ciascun individuo il diritto al minimo vitale giornaliero d’acqua quale diritto alla vita. “
  • Lo Statuto della Provincia di Vicenza, all’Art. 1 – (I valori della Comunità), comma 2. Recita: “La solidarietà deve essere finalizzata a rendere il cittadino progressivamente più libero e più indipendente, in modo che la sua personalità sia liberata da tutti gli impedimenti che ne limitano il pieno sviluppo e quindi gli sia consentita la completa integrazione nella comunità provinciale.
  • Lo Statuto del Comune di Vicenza, all’art. 4 (Diritto all’acqua) dice:
  1. Il Comune di Vicenza riconosce il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua potabile come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico e garantisce che la proprietà e la gestione degli impianti, della rete di acquedotto, distribuzione, fognatura e depurazione siano pubbliche e inalienabili, nel rispetto delle normative comunitarie e nazionali.
  2. Il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale di interesse generale che, in attuazione della Costituzione ed in armonia con i principi comunitari, deve essere effettuato da un soggetto di diritto pubblico, non tenuto alle regole del mercato e della concorrenza.
  • La Carta del Servizio Idrico Integrato dell’Autorita’ d’ambito Ottimale Bacchiglione al punto 6.3 Morosità- esprime: “In caso di morosità è prevista la sospensione del servizio. Scaduto inutilmente il termine per il pagamento della fattura, il Gestore sollecita all’Utente il pagamento delle fatture insolute indicandone gli estremi ed inviando, su richiesta dell’Utente, il duplicato delle fatture stesse. Trascorsi 30 giorni dalla scadenza indicata nella prima fattura, verrà inviato all’Utente un avviso di messa in mora in cui il Gestore comunica al Cliente la prevista sospensione di fornitura e indica le modalità per evitarla. Il Gestore comunica altresì le modalità ed i tempi per la riattivazione della fornitura, che avverrà entro 2 (due) giorni lavorativi dal pagamento. Se entro 30 giorni dall’invio della messa in mora le fatture risultassero ancora insolute, il Gestore sospenderà la fornitura. Il Gestore individua eventualmente procedure specifiche per i casi di erroneo distacco per morosità o insolvenza. In nessun caso sarà addebitato all’Utente subentrante la morosità pregressa”.

Considerato che:

  • da più organismi, i più autorevoli compreso il Comune di Vicenza, l’acqua è considerata un diritto inalienabile dell’uomo, stride leggere nella Carta del Servizio Idrico Integrato che riguarda anche il Comune di Vicenza, come l’acqua sia diventata un bene economico, quindi soggetta ad un pagamento, per l’intera quantità, ed a una chiusura di contatore in mancanza di pagamento della bolletta.

Risulta ovvio e chiaro che:

  • in una simile disputa, tra la considerazione che l’acqua sia un diritto o un bene economico, non possa che essere degno di considerazione solamente il concetto che si tratti di un diritto, in quanto si sta parlando di un qualche cosa che è essenziale alla vita, prima ancora che al benessere e per una certa qualità della vita: considerare l’acqua un bene economico è stravolgere, tra le altre cose, anche le finalità del Servizio Idrico Integrato quando è stato creato con la legge 36/94, la “Legge Galli”, ossia che si tratta di un servizio pubblico che basa la sua essenza sulla solidarietà, ancorché svolto su basi industriali.
  • non possiamo rimanere inermi di fronte a situazioni di chiusure di contatori per morosità, quando l’Istat ci comunica che 3 milioni di famiglie non riescono a coprire i costi familiari della quarta settimana: qui siamo di fronte a morosità dettate dal bisogno e non da scarsa volontà.
  • è necessario che alle famiglie, molto spesso con presenza di bambini piccoli e di anziani siano garantiti i servizi essenziali, tramite un serio impegno delle istituzioni e delle loro aziende: ci riferiamo al Comune di Vicenza e ad Acque Vicentine nella fattispecie.
  • il problema della morosità per necessità è oggigiorno un problema assillante ed impellente per molte persone, che non possono essere lasciate sole, per cui il problema deve essere preso in carico dal Comune di Vicenza e da Acque Vicentine in sinergia tra di loro, procedendo con uno scambio di dati per mettere in atto le migliori soluzioni

Tutto ciò premesso la sottoscritta Liliana Zaltron in qualità di consigliere comunale chiede:

  1. quante sono state le chiusure nel 2014;
  2. Quante sono state le chiusure nel 2015 fino ad oggi;
  3. Qual è attualmente la frequenza di chiusure giornaliere che Acque Vicentine opera;
  4. Quali sono i criteri che determinano la chiusura dei contatori.

Inoltre invita l’Amministrazione comunale (a breve seguirà mozione):

  1. Ad operare in sinergia con Acque Vicentine in modo che non vengano più operate chiusure per morosità, ma che il problema venga affrontato eventualmente dall’Assessorato alla Comunità e alle famiglie.
  2. Ad adottare il “Manifesto dell’acqua” inserendolo nello Statuto comunale
  3. A far modificare dall’Autorità di bacino “Bacchiglione” la Carta dei Servizi,
    1. introducendo il concetto di “acqua diritto inalienabile dell’uomo”
    2. introducendo la minima quantità almeno di 40 litri per abitante come minimo vitale, così come inserito nel “Manifesto dell’acqua”

Si richiede anche risposta scritta.

Vicenza, 09/11 /2015

Liliana Zaltron

Movimento 5 Stelle Vicenza

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