Area ex Dal Molin: Salviamola dai leghisti !

L’onorevole leghista Manuela Dal Lago, rappresentante della filosofia  “paroni a casa nostra” ma che non ha ostacolato assieme al suo partito in alcun modo l’invasione militarizzata nell’area Dal Molin, ora si permette anche di esser portavoce dei cittadini di Vicenza senza averli interpellati, decidendo a nome nostro che non abbiamo bisogno di  un parco verde di 165 mila metri quadrati.

Sostiene la sua causa affermando che sarà costoso e difficile da mantenere, invece, ovunque si hanno esempi eccellenti di autogestione da parte dei cittadini di spazi verdi in città. Provate a immaginare questo immenso parco dove bambini giocano immersi nel verde mentre poco più in la genitori e nonni organizzano un pic-nic o coltivano una piccolo fazzoletto di terra per i propri fabbisogni; certamente anche dare in gestione parti di parco per chi abita in condominio e non può avere un proprio orto sarebbe una cosa ben più intelligente.

L’esponente leghista ignora le osservazioni di  uno dei massimi esperti del settore: il paesaggista tedesco Kipar,  progettista del recupero dell’aeroporto voluto da Hitler a Berlino che ha definito la trasformazione dell’area Dal Molin in parco urbano un’operazione dai costi esigui perché “al parco non serviranno tanti giardinieri, ma tante persone che lo vivono”.

L’onorevole preferisce la costruzione di un maxi centro della protezione civile, con conseguente colata di migliaia di metri cubi di cemento. Afferma che un eliporto e la costruzione di una caserma dei vigili del fuoco abbia una rilevanza sociale maggiore di un parco urbano. Adduce come seconda motivazione l’espediente alluvione, ma forse l’onorevole non sa che il più grande nemico dell’acqua non è la natura stessa ma il cemento, elemento che impedisce il suo normale scorrere.  I cittadini san bene che tra le cause dell’alluvione che ha travolto Vicenza vi sono i tagli dei fondi per la manutenzione dei corsi d’acqua e la cementificazione selvaggia. Se si necessita di una caserma per i Vigili del Fuoco o di altre strutture, è sufficiente occupare un’area dismessa senza costruire nuove cubature in cemento che nessuno, tranne i produttori di calcestruzzo vuole.

Fino a quando avremo dei rappresentanti che porteranno avanti una politica di distruzione del nostro territorio, non basteranno nemmeno dieci maxi centri della protezione civile per salvarci dalle alluvioni!

E’ chiara la politica fallimentare di questa Lega Nord: la promessa difesa del territorio e la salvaguardia dei diritti della popolazione autoctona si è trasformata nell’aprire le porte all’invasione militarizzata straniera e allo slogan lanciato dall’onorevole Dal Lago:  il verde a Vicenza non serve!

Diffidiamo l’onorevole a parlare in futuro per nome dei cittadini di Vicenza se non previa consultazione della popolazione. Ricordiamo a tal proposito che in comune a Vicenza è in discussione la proposta della modifica dello statuto del comune al fine d’inserire il referendum propositivo / abrogativo come strumento di democrazia diretta.

Ci permettiamo anche di suggerire una modifica al loro simbolo partitico: il verde non concilia con la loro politica, il grigio cemento li rappresenta decisamente meglio!

MoVimento 5 Stelle

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