Asfalto assassino o cattiva amministrazione?

Pubblichiamo una significativa testimonianza giuntaci da un concittadino:

“Leggendo la cronaca locale,  è stato per me inevitabile,  sentirmi coinvolto nel  sentimento di disagio nel realizzare come una fatalità  quale una buca  nell’asfalto, sia potuta divenire  importante concausa della perdita della vita, da parte di un mio concittadino che si allenava in bicicletta da corsa sui Monti Berici.  Infatti sono da ciclista prima e pedone poi  , tanto consapevole quanto vittima del fatto che, a seguito di una incuria da parte  degli enti preposti   nell’amministrare i beni  che costituiscono un pubblico interesse, la  vita di ciascuno di noi, potrebbe    prematuramente venir meno od essere pesantemente ribassata nella sua qualità, più o meno permanentemente .  Faccio riferimento   ad esempio all’evento, che appartiene  oramai alle cronache locali,  che mi ha visto protagonista  qualche mese fa, consistente  in  un “voletto di un paio di metri”   giù per una  roggia,    lasciata senza   protezioni o  segnalazioni,in un tratto di marciapiede di via Quadri.   Dunque:  Al di la del fatto che una vertebra rotta non è certo paragonabile  ad un decesso ma consapevole  che  il prossimo a finire dentro una buca potrebbe essere il mio tandem con me  sopra, mi domando…  in futuro come si potrebbero evitare o ridurre certi eventi dannosi? A  questo punto allora, andando a ritroso nel ragionamento come un gambero, realizzo che  alla risposta di  questo genere di quesiti, vi sono uno straordinario numero di   amministrazioni locali all’uopo previste nel nostro ordinamento.  Nonostante  questo però, paragonando le nostre strade a quelle che possiamo  trovare in paesi al nostro assimilabili, quali Francia, Svizzera  Austria  o Germania, che tra l’altro ho avuto il piacere di   “girare in  bicicletta”, non appare immediatamente spiegabile  l’eccessivo divario fra la buona qualità dell’asfalto e dei marciapiede dei paesi sopra citati ed il nostro . Ciò non   appare giustificato tanto più considerando che, come si accennava sopra, in Italia gli     enti territoriali     rappresentati da soggetti eletti dal popolo  affinché  questi  gestiscano   il territorio, sono  numericamente ben superiori a quelle dei nostri colleghi europei .  se  ciò non bastasse poi   va aggiunto che  il cittadino  Italiano, almeno sulla carta   rispetto ad un  omologo francese o tedesco,   dati O.C.S.E. alla mano  risulta essere “più fortemente impegnato”  nel versamento di  tributi  che  possano consentire proprio la fondamentale gestione  delle  strade e se vogliamo  più in generale  del territorio che   “rappresenta il nostro quotidiano”. Sì    quel territorio    che, a novembre 2010,  ci ha ricordato che  la scelta politica di non investire il danaro pubblico in  tutela  ambientale  bensì, nei migliori dei casi, in investimenti immobiliari più proficui nel breve  termine, abbiano di fatto bruciato  abbondantemente  tali profitti  trasformandosi in gravissimi costi per la  collettività.

A questo punto   però,   forse anche per non abbattermi troppo, il mio pensiero   avanza cercando una soluzione. Soluzione che  possa portare ad un cambiamento forte, che   si traduca in un miglioramento dello status quo tale, da consentirci di  metterci in linea con la situazione rinvenibile nella c.d. Europa che conta, della quale, fino a prova contraria, noi siamo parte integrante. Ecco così che mi appare una luce alla fine del tunnel… essa piano piano, definendosi nei suoi contorni, fa  risplendere una formula magica  risolutrice, od almeno questo è il parere della  parte politica che  essendo così fortemente   presente nella nostra regione, è di recente divenuta  governatrice della stessa. Bene come avrete intuito   questa formula è proprio il federalismo fiscale che, da  circa 25 30 anni  la Lega  propone come fine della  carenza d fondi per    amministrare bene il “territorio Padano” .  Si! È vero dunque che, eliminato il problema   della carenza di risorse economiche per il Veneto, riconducibile alla   sindrome di Roma ladrona che   sperpera  al sud Italia il danaro raccolto dai tributi pagati al nord,  finalmente  potremmo anche noi pensare di vivere in una  nuova “Svizzera”  sicura ed efficiente?   Purtroppo in realtà, ora come ora, certezze   nessuna. Almeno  fino a quando i   Decreti Legislativi  già approvati dal  Governo nazionale in tema di federalismo, ed in particolare di quello   fiscale,non diverranno  operativi. Vale però la pena chiedersi,  nell’attesa  dei  Regolamenti attuativi ed altri provvedimenti necessari, almeno cosa il  Parlamento ha  incaricato di fare al Governo in tema di federalismo mediante Leggi Delega.  insomma! Cosa contengono queste scatole ancora chiuse  chiamate appunto Decreti Legislativi? Le risposte  che si possono rinvenire nei media sono molteplici e si possono differenziare prevalentemente se a parlarne è un soggetto  orientato a destra  piuttosto che  a sinistra. Cioè volendo  semplificare al massimo: la sinistra dice che il sistema non  funzionerà mentre la destra dice che sarà un successo . Così  nel tentativo di  tenermi  equidistante dalle due posizioni ho cercato di costruirmi una opinione propria il più possibile   libera da preconcetti . Inizierò   così con il dire che, il principio della devoluzione  del potere  della raccolta dei  tributi  ad enti locali ( che  tra l’altro non è federalismo) come idea mi piace!  Mi  piace nella misura in cui questo nuovo sistema fiscale   possa portare, mediante la costrizione al pagamento del dovuto al fisco da parte di   tutti,  al conseguente    abbassamento della pressione fiscale.  Tutto bene allora? Abbiamo davanti a noi un futuro roseo? Non esattamente. Infatti abbandonando  per un istante la teoria  leghista secondo la quale il problema delle mancate entrate  nelle casse dello stato è rappresentato  quasi esclusivamente dai meridionali che non “fatturano”  nulla o quasi,  si arriva a comprendere veramente il nocciolo della questione  in oggetto .     Così   considerando i dati tecnici della Guardia di  Finanza, che spiegano  l’evasione nella quantità e qualità così come si  distribuisce nel territorio,     le tesi di questo Governo appaiono per lo meno efficaci.    ad esempio   Se nella regione Lombardia si evade per circa il 10 % e in quella campana per il 60 %,  prendendo in considerazione non più le  percentuali  bensì i numeri assoluti, scopriamo che quantitativamente  a far mancare risorse allo stato  è prevalentemente il nord che gode di una ben più amplia   potenzialità contributiva   rispetto al sud.  Dunque se io al nord non riesco a  far pagare le tasse a chi dovrebbe farlo, conti alla mano sono punto a capo . Anche perché il  c.d. fondo  di  perequazione previsto per aiutare le regioni in  difficoltà, così come  disciplinato dal Decreto Legislativo sul federalismo fiscale, squarcia il “velo di Maia”. Signori  la verità è che se oggi come da troppi decenni mancano le risorse per la sicurezza di noi contribuenti, quale appunto la sicurezza nelle strade, non è perché i meridionali sono disonesti bensì perché gli italiani sono eccellenti evasori fiscali corrotti e concussi! Balle? Bene  andiamoci a leggere la relazione della  Corte dei  Conti di questo anno, del  precedente, del precedente ancora eccetera.   Potremmo così renderci conto che forse la linea disegnata dalla Lega,  potrebbe non essere quella  migliore per noi cittadini onesti. Forse il vero   problema è dunque un “mos  italicus”,   non certo limitato al sud  Italia,  che ci sta  portando verso il baratro. Se  qualcuno a questo  punto volesse obbiettare che in realtà non è così e tutto andrà bene  ribatterei di andare a vedere quello che è già accaduto nell’unico settore che oggi è regionalista o federalista. Parlo della sanità. Essa assorbe circa  l’ottanta percento delle risorse  del bilancio regionale  perché ex Art. 117 Cost., Mediante una legislazione concorrente con quella dello stato,  le regioni amministrano il settore sanitario . Ora osservando i risultati vedo che se da un lato è vero che al nord si sta meglio del sud, invito  voi tutti a leggere qualche libro di ex leghisti lombardi usciti dalla  lega per quanto accadeva nella sanità  pubblica lombarda . Parlo di lottizzazioni  sprechi e truffe da far rabbrividire .  Se poi  questo al veneto medio non interessasse lo inviterei a considerare le casse della nostra regione.  Quest’ultima  di recente si  è  trovata a dover reperire le risorse per  colmare un disavanzo di  bilancio nella sanità che,  se non è certo tragico come quello  laziale o campano, comunque fa emergere un problema comune. Insomma! Il problema è che qui se non ci mettiamo tutti ma proprio tutti nel  giusto ordine di idee  quasi tutti  andremo a fondo  ed a  salvarsi saranno solo   quei pochissimi che in questo paese detengono gran parte delle risorse private  . Non   possiamo però far a meno di osservare come  il percorso di questi Decreti Legislativi pare   destinato a realizzarsi, alla luce dell’attuale assetto degli   equilibri fra partiti politici  .  Questo  però   potrebbe   ritorcersi  contro i  propri autori e rappresentare così l’inizio della fine per il  percorso politico della Lega . Intendo dire cioè che, se questo governo, retto  dalla lega con  la condicio sine qua non del federalismo fiscale, attuerà finalmente  questa riforma,questo potrebbe essere  la fine del  movimento politico  padano. Infatti    penso  che il federalismo  fiscale non porterà nessuna riduzione della pressione fiscale,  anzi molto probabilmente questa aumenterà   a causa del crescere dei tributi locali.   Così una volta visto il “re nudo”  il cosiddetto popolo capirà  di aver   rincorso un miraggio e smetterà di  cedere la propria sovranità al più vecchio partito politico italiano: la Lega nord.

Concludendo dunque   cerchiamo di dare una bella ripulita a  questo paese da Bolzano a Canicattì, per poter pagare meno ma tutti quei  tributi  necessari e sufficienti ad avere  marciapiedi, strade,  territorio ed ambiente in genere  sicuro e salubre.”

Riccardo Melchiorre

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