Caro Benzina

Un ennesimo aggiustamento del prezzo dei carburanti. Naturalmente in aumento. Tutte le associazioni di consumatori chiedono all’Antitrust un controllo su questo cartello nemmeno troppo occulto. Calano i consumi, cala il prezzo al barile ma il prezzo del petrolio alla pompa cresce. Aggiungiamo che i margini per i distributori sono esigui. Su chi bisogna intervenire? Dopo i rialzi annunciati dall’Agip venerdì scorso (in marzo la benzina era ai livelli 1,408), tutte le sorelle hanno rivisto i loro listini e la benzina arriva ad un massimo di 1,431 euro/litro mentre il gasolio a 1,275euro/litro. Nel frattempo alcuni piccoli distributori locali e, quando concesso, gli impianti in gestione ai centri commerciali, riescono a calmierare il mercato, ma sono una nicchia. (Per i vicentini possiamo segnalare il distributore alla rotatoria dell’anconetta e quello in zona industriale di Arcugnano, in fondo a S.Agostino).

L’Adoc chiede una riduzione ed un’eventuale abolizione delle accise, introdotte per eventi eccezionali nel corso degli anni, e aumento del numero di distributori e pompe bianche “non-oil”. Secondo Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc occorre abolire le accise introdotte per eventi eccezionali dal 1935 al 2004, e poi rese permanenti, che riuscirebbe a portare ad un taglio di 30 centesimi di euro sul prezzo al consumo di un litro di benzina (le accise inciderebbero per un 21%, tagliandole si otterrebbe un risparmio medio di 360 euro l’anno per automobilista).

 Il governo non ha preso un solo provvedimento, sebbene da oltre un anno annunci la riforma del settore, con il potenziamento del servizio self service, l’ampliamento degli orari di apertura e della vendita di prodotti non oil nonché l’incremento del numero di distributori presso la GDO. Peraltro le poche misure proclamate e mai fatte “sarebbero comunque insufficienti e blande anche solo per attenuare lo strapotere delle compagnie petrolifere”. (http://iltempo.ilsole24ore.com)

Il modello italiano di una concorrenza non regolamentata è perdente. Aumentare i distributori e togliere il personale? All’estero le licenze sono molto ridotte, non capita mai di trovarsi un distributore da un lato all’altro della strada. Va da se che più è la concorrenza, minori sono i margini per il rivenditore, quindi minori le possibilità di adeguare i prezzi. Ogni struttura ha dei costi fissi che incidono moltissimo e come ogni struttura male organizzata la prima soluzione posta è il taglio dei costi del personale perché alla prima occasione in cui si è parlato di rivedere le licenze, scioperi a catena hanno messo in ginocchio il governo. Un governo, il nostro, quale che sia, che si inginocchia spontaneamente alle corporazioni.

Quello che possiamo fare è liberarci da questa schiavitù. Cambiare le nostre abitudini, attivandoci perchè le nostre comunità potenzino i mezzi pubblici, Utilizzando il car sharing (interessante il nuovo sistema di mobilità “agile” proposto da Jungo – www.jungo.it) e tornare alla mai tramontata bicicletta chiedendo nuove ciclabili e percorsi preferenziali.

Siamo schiavi del petrolio, questo è un fatto, ma la storia insegna che i popoli, quando l’hanno voluto davvero, si sono liberati da ogni schiavitù. Ci sono i mezzi, ci sono le tecnologie. Manca la consapevolezza che ognuno vale uno e che tutti, facendo la cosa giusta, ognuno nel suo piccolo, possiamo cambiare le cose.

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