Chiariamo subito…non rubiamo voti a nessuno

Chiariamo subito un concetto: noi non rubiamo voti e non danneggiamo nessuno. Semmai i vari partiti, nessuno escluso, con le loro dichiarazioni e con le loro scelte si stanno distruggendo da soli.
Da un po’ di tempo ci stanno arrivando “consigli” in merito alla nostra partecipazione alle Regionali da parte di “anonimi e non”. “Dove volete andare”, “Ci rubate voti spalancando le porte alla Lega”, “Vi riterremmo responsabili del successo della Lega”.
Di tutto ciò a noi non ce ne può fregar di meno; tuttavia dietro queste frasi si delinea un concetto ben chiaro: Siamo scomodiFacciamo paura. Quando arriviamo con Beppe Grillo le piazze si riempiono automaticamente: 1000, 2000, 3000 “persone vere” che applaudono spontaneamente.
In pochi mesi abbiamo creato dal nulla una organizzazione “cittadina” per partecipare alle elezioni Regionali; in pochi mesi abbiamo raccolto più di 20.000 firme “pulite”, di “persone vive e vegete”; anzi ne abbiamo anche avanzate ma essendo firme di “incensurati” probabilmente non interessano a nessun partito (parola di Beppe Grillo).
Qualcuno si sorprende del fatto che in lista ci sono solo “incensurati” e “cittadini comuni”; qualcuno si sorprende che non appoggiamo nessun partito e nessun movimento e qualcuno si sorprende quando, ai vari comizi, affermiamo che, forse (anzi senza forse), saremo gli unici a rinunciare ai Rimborsi Elettorali. Quanti partiti ci seguiranno in questa nostra scelta? Domanda da sottoporre ai candidati della Regione Veneto.
Si leggono frasi del tipo “Allarme fallimento per centinaia di imprese, migliaia i lavoratori a rischio” e poi vediamo che la priorità è il “legittimo impedimento”.
La priorità e la necessità che vogliono farci credere è la giustizia, la riforma della giustizia e leggi, leggine, decreti, de-cretini annessi. Ed in questo caso la Lega è colpevolmente complice votando a fianco del PdL.
I nostri dipendenti denunciano il fatto che non sono “liberi” e “tranquilli” per governare e forse sono stati questi i motivi che in Lombardia e nel Lazio hanno determinato la necessità di “riparare” ad errori “infantili” mediante un decreto legge firmato tempestivamente dal Presidente della repubblica, mentre noi, completamente inesperti, all’apertura delle Prefetture e della Corte d’Appello abbiamo consegnato tutti i pacchi di documentazione. Solo a questo punto siamo andati tutti a “mangiarci un bel panino”.
Ma dove vogliono andare? Ma ci rendiamo conto che ai vari dibattiti si discute del “nulla”?
Le più alte cariche “politiche” hanno dei riflessi da far invidia al miglior pugile: in questi giorni si sono accorti che ci sono corrotti all’interno dei partiti dopo che da anni dentro il cassetto del “dipendente” Schifani ci sono 350.000 firme di cittadini (il primo V-day) che denunciano proprio questo problema.
Sono tutti, ma proprio tutti, indietro anni luce. Hanno programmi – quando ce li hanno – vecchi e morti: si parla di Nucleare, di infrastrutture, di raccolta differenziata … noi siamo già al TELETRASPORTO. Noi abbiamo idee non ideologie.
Ufficialmente dalla sera della “famosa firma” di Napolitano l’Italia non è più un Paese democratico.
Uno dei punti focali del nostro programma è invece rivalutare il rapporto stato/cittadino; il cittadino deve ritornare ad essere il protagonista delle istituzioni.
Chiediamo l’insediamento di quella Costituzione così maltrattata dalle nostre istituzioni e chiediamo l’esame obbligatorio per il rappresentante pubblico.
Il “dipendente” deve firmare un contratto “A PROGETTO” e non a tempo indeterminato con annessi tutti i privilegi tra cui quello scandaloso di andare in pensione dopo 2 anni. Contratto a progetto e verifica del “buon” o “cattivo” operato ad ogni progetto. Questo mediante verifiche periodiche attraverso il Web. Di conseguenza ci dovrà essere un drastico ridimensionamento dello stipendio per il “dipendente” regionale.
Come già attuato a Treviso anche il palazzo della regione deve diventare trasparente: i cittadini devono poter entrare in ogni momento e verificare istantaneamente cosa sta accadendo. Attraverso il web anche la totale rintracciabilità dei fondi europei che passeranno attraverso la regione Veneto: destinazione e come verranno spesi.
Chiediamo il divieto di esercitare un’altra professione durante il mandato e chiediamo il divieto di cumulo di cariche. Fondamentale è la non eleggibilità di cariche pubbliche per i cittadini condannati.
Chiediamo che tutte le leggi siano rese pubbliche on-line almeno tre mesi prima della discussione in modo da dare la possibilità ai cittadini di poter intervenire. Con il Movimento a 5 stelle decade il concetto di affidarsi ad un’unica persona: entrerà un intero network composto da cittadini comuni. Tutto ciò spiazzerà, come già accaduto a Treviso, la politica tradizionale in quanto noi del Movimento abbiamo la mente libera da qualsiasi condizionamento politico.
I punti focali del nostro programma:

  • Lavoro: studio per la creazione di nuovi posti di lavoro associati alle nuove tecnologie
  • Salute dei cittadini: bonifica di siti inquinati
  • Trasporti: Incentivazione al tele-lavoro e al consumo di prodotti locali; utilizzo di mezzi non inquinanti
  • Sviluppo: zero cemento, riqualificazione energetica degli edifici e ristrutturazione degli edifici esistenti.
  • Acqua: l’acqua deve rimanere pubblica
  • Energia: Il Veneto deve diventare autosufficiente (FEDERALISMO ENERGETICO) e certamente non attraverso una centrale nucleare bensì attraverso fonti rinnovabili. Se si sviluppa la micro-cogenerazione diffusa, si ottiene una produzione aggiuntiva di energia elettrica come sottoprodotto del riscaldamento degli ambienti, quindi senza consumi aggiuntivi di fonti fossili, con un rapporto minimo di 5 utenze elettriche per un’utenza termica. Questa è un’alternativa concreta alla costruzione di nuove centrali termoelettriche, alle trivellazioni petrolifere e ai rigassificatori, realizzabile in tempi più brevi e più conveniente economicamente. Non si rinuncia a niente, a parità di chilowattora elettrici prodotti le emissioni di CO2 si riducono di quattro quinti, si crea occupazione qualificata, si eseguono lavori che hanno un senso, ma si riducono i consumi di fonti fossili e, una volta ammortizzati gli investimenti, si ha una riduzione del prodotto interno lordo.
  • Rifiuti: Raccolta differenziata spinta porta a porta (come già fatto a Treviso) con relativo abbassamento della tariffa TIA e no deciso a qualsiasi forma d’incenerimento. RIFIUTI ZERO (sono anni che parliamo di rifiuti zero:BEN ARRIVATO TRA NOI SIG. BORTOLUSSI !!! … DOV’ERA FINO A IERI?)
  • Trasparenza: Contratti e appalti in rete.
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