Da dove viene la nostra acqua?

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Mercoledì 12 novembre, nell’ambito dell’iniziativa Serate a Tema, è stato nostro graditissimo ospite il Dott. Lorenzo Altissimo, direttore del Centro Idrico di Novoledo (VI). Questa società si occupa della conservazione e gestione del sistema idrologico “Astico-Bacchiglione”, nonché della predisposizione ed implementazione di studi per quanto riguarda gli aspetti qualitativi e quantitativi delle acque del territorio.

Non tutti sanno che il sottosuolo della pianura vicentina contiene un importantissimo bacino d’acqua composto da un’unica grande falda nella parte superiore della pianura mentre in quella media si ripartisce in più livelli, dando luogo ad un sistema artesiano di falde sovrapposte. Questi bacini d’oro blu vengono sfruttati dai più importanti acquedotti delle province di Vicenza, Padova e Verona.

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Il Dott. Altissimo ci ha esternato la sua preoccupazione dettata dalla registrazione negli ultimi anni di una diminuzione permanente del livello delle falde dovuta a diversi fattori tra cui la riduzione della piovosità, l’aumento della superficie impermeabile dovuto all’urbanizzazione e dei consumi idrici della popolazione. Questi problemi portano alla necessità di avviare una gestione attenta della risorsa idrica che, pur consentendo lo sfruttamento per il soddisfacimento della domanda pubblica o privata, garantisca la sostenibilità dell’utilizzo della risorsa idrica e la salvaguardia della sua qualità.

Sono stati inoltre illustrati i danni che negli anni hanno interessato le diverse falde, dovuti principalmente al rilascio di agenti inquinanti da parte di industrie private. Grazie ad una gestione oculata e ad una rete di pozzi “spia” il Centro Idrico di Novoledo è in grado di monitorare costantemente la qualità delle acque ed intervenire per tempo in caso di allarme, evitando i rischi per la salute pubblica.

Infine un altro progetto portato avanti dal centro è quello della sensibilizzazione ambientale dei cittadini grazie alla visita guidata nella bellissima Oasi naturalistica di Villaverla, uno dei più importanti “laboratori verdi” del nostro Paese. Qui l’uomo sta collaborando con la natura per riportare uno straordinario lembo di area umida di pianura all’aspetto che aveva prima dell’antropizzazione.

Per chi fosse interessato ad intervenire prossimamente verrà fissato un ulteriore incontro col Dott. Altissimo sempre in ambito idrologico.

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