Equivoche somiglianze

Avevo sempre tacciato di assoluta esagerazione chi paragonava B. a M. (Mussolini, ndr). Ma come si fa anche solo a pensare che un dittatore plenipotenziario possa in qualche modo essere paragonabile al presidente del consiglio di un paese occidentale avanzato e moderno? Lo credevo anche io. Era una panzana. B. avrà mille difetti, ma con il Duce non ha c’entra niente.

Poi… Poi ho visto il documentario “La grande storia – La propaganda del Duce” andato in onda su Rai3 lo scorso 4 giugno. E mi è venuto un dubbio: non è che forse chi da anni parla di equivoche somiglianze fra B. ed M. (non saprei dire chi dei due si possa ritenere onorato del paragone) abbia in qualche modo ragione? Le veline del Duce si sono evolute in editti bulgari o in telefonate minacciose, il ministero della propaganda è stato sostituito dal CdA della Rai (e da Scodinzolini al TG1), le amanti (più o meno) segrete sono diventate escort da palcoscenico. L’epiteto di Duce è stato modernizzato dalla parola Premier (peraltro, entrambe le figure non sono previste dalla nostra Costituzione). Forse quella non era poi una panzana.

Ma non vi voglio influenzare. Vi volevo semplicemente invitare a vedere un bel documentario sulla storia d’Italia. Storia passata o presente? Giudicate voi.

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