“Fiat-Pomigliano, ecco le proposte non firmate”

Perchè preoccuparsi dei diritti dei lavoratori in Cina se possiamo tirare gli occhi fino a farli diventare a “mandorla” ai lavoratori italiani? Gli imprenditori rischiano il capitale delle banche e dello stato e si inventano sanzioni verso gli operai se non vengono raggiunti i risultati. Negano il diritto allo sciopero, Impongono turni di 24 ore e tagliano stipendi, premi e pause. Parliamo di un lavoro “usurante”, in catena di montaggio. Ora si chiamano “addetti alla linea”, ma sia chiaro, sono operai alla catena di montaggio, le pause sono importanti. Se si è poco lucidi per stanchezza, si rischia la vita. Non è ammissibile accettare quello che viene proposto. I diritti dei lavoratori conquistati negli anni azzerati. Annientati da chi di tasca propria non ci ha mai messo una lira. Marchionne, vattene! Degno rappresentante di una famiglia di imprenditori che ormai da tre generazioni non produce assolutamente nulla di buono per l’economia italiana. A voler pensare male a tutti i costi, non sarebbe da scartare nemmeno l’ipotesi che una proposta di tale entità, davvero di rottura per il fronte sindacale, non sia proprio un’iniziativa isolata, ma una manovra guidata da governo e confindustria, che sfrutta l’impatto sociale della FIAT per arrivare poi a tutti i contratti integrativi. Perchè pensare a complicate manovre fiscali se puoi ottenere lo stesso risultato riducendo i costi del lavoro con l’accordo dei sindacati? Perchè pensare ad accordi internazionali che tutelino il made in italy o che penalizzino le delocalizzazioni se puoi continuare a produrre in casa tagliando sulla vita dei lavoratori? Italiani svegliatevi, altro che il bavaglio all’informazione! Dov’è l’informazione su queste questioni? Dov’è l’informazione su tutto quello che non riguarda il gossip? Il bavaglio se lo sono messi da soli i giornalisti, il governo ha solo stretto il nodo dietro la testa.

Fonte RaiNews24

“Roma, 14-06-2010

18 TURNI.  C’e’ una nuova organizzazione sugli orari di lavoro con 18 turni settimanali. L’utilizzo degli impianti di produzione avverra’ per 24 ore al giorno e 6 giorni a settimana, compreso il sabato. Il 18mo turno potra’ essere coperto con un mix tra permessi annui retribuiti (Par), festivita’ di domenica e 4 novembre, permessi dei turnisti di notte. Il 18mo turno lavorato, per esigenze produttive, avverra’ con il ricorso allo straordinario, per un massimo di 15 volte l’anno. Ad oggi, sono ancora due le ipotesi in ballo: 18mo turno di sabato o domenica notte (dalle 22 alle 6), riposo a scorrimento o settimana lavorata alternativamente per 6 e 4 giorni.

STRAORDINARIO. Passano a 120 le ore annue di straordinario ‘comandate’ dall’azienda (80 ore in piu’ obbligatorie, dalle 40 attuali, che arrivano quindi a 15 sabati dai 5 di oggi). Questo straordinario sara’ comunicato con almeno quattro giorni di anticipo e terra’ conto delle esigenze personali nel limite del 20% della forza, a quel punto da sostituire con volontari.

PAUSE. Sulle linee meccanizzate vengono ridotte a 30 minuti (dagli attuali 40) e i 10 minuti in meno vengono monetizzati in una nuova voce retributiva di 31 euro lordi al mese. Questa novita’ viene legata al ricorso a nuove soluzioni ergonomiche e impiantistiche. La pausa mensa viene spostata a fine turno.

ASSENTEISMO E MALATTIA. Viene introdotta una clausola sull’assenteismo ‘anomalo’. Ossia, in caso di picchi di assenze per malattia collegati a scioperi, manifestazioni esterne, “messa in liberta”‘ per cause di forza maggiore o mancanza di fornitura, l’azienda si riserva di non retribuire i primi tre giorni. Prevista la costituzione di una Commissione paritetica composta da delegati delle Rsu e dell’azienda “per esaminare i casi di particolare criticita’ cui non applicare” la clausola.

SANZIONI. Viene introdotta anche una clausola di ‘responsabilita” per il rispetto degli impegni assunti nell’accordo aziendale, prevedendo sanzioni alle organizzazioni sindacali (con trattenuta dei contributi sindacali, permessi per direttivi, permessi sindacali Rsu aggiuntivi e per gli esperti) ma anche sui singoli lavoratori che sono tenuti al rispetto dell’accordo e delle clausole per cui, l’eventuale violazione, implica sanzioni disciplinari e anche il licenziamento per mancanze, come previsto dal Ccnl.

SCIOPERO. Lo sciopero non e’ proclamabile, per esempio, nei casi in cui l’azienda ha comandato lo straordinario per esigenze di avviamento, recuperi produttivi e punte di mercato. COMMISSIONE GARANZIA. Sulle clausola di responsabilita’ si prevede una Commissione nazionale di raffreddamento o garanzia che, prima di ogni eventuale sanzione, esamini la questione. Questa Commissione sara’ inserita nel testo definitivo, domani.

CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA. Per predisporre gli impianti alla produzione della nuova Panda, viene riconosciuta la cig straordinaria, per ristrutturazione appunto, per due anni dall’avvio degli investimenti.

DECADENZA ACCORDI. L’intesa in questione “annulla e sostituisce quanto in precedenza pattuito sulle medesime materie”.

CLAUSOLE INTEGRATIVE CCNL. Le clausole dell’accordo “integrano” i Contratti collettivi nazionali di lavoro.”

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