Fondazione Roi e BPVI, il conflitto d’interessi è servito

Fondazione RoiComunicato Stampa

“Nella grande bufera che si è abbattuta sulla Banca Popolare di Vicenza, il tema culturale è piccolo, ma non per questo insignificante. Lo sanno bene gli addetti ai lavori … che hanno avuto modo di conoscere il ruolo tradizionalmente svolto dalla Popolare nel sostegno finanziario a una vasta gamma di iniziative. In tempi ormai lontani gli interventi erano direttamente della banca. Da un quinquennio a questa parte, sempre più spesso ciò è avvenuto “per interposta Fondazione Roi”, istituzione benefica privata legata a doppio filo all’istituto di credito di via Framarin, per il semplice fatto che gli uomini che la guidano sono anche quelli che guidano la Popolare.” VVox 30 settembre 2015

“Il crollo del valore delle azioni di Banca Popolare di Vicenza investe la Fondazione Roi aprendo una voragine nel suo patrimonio. L’istituzione culturale vicentina detiene infatti 471.026 azioni dell’istituto di via Framarin, titoli che sono stati svalutati dai 60 euro di pochi mesi fa fino ai 6,30 euro attuali. Un tonfo che si è ripercosso sulle casse della Fondazione: il capitale è passato da 29 a 2,9 milioni di euro nell’arco di pochi giorni” VVox 19 febbraio 2016”

Nella vicenda emergono tre dati di fatto:

La gestione della Fondazione, dopo la morte del Marchese Roi, è stata esercitata dalla Banca Popolare di Vicenza.

Il patrimonio della Fondazione Roi in azioni BPVI a fine 2015 risultava essere pari a 471.026 azioni ovvero in euro a 29,4 milioni con l’azione a 62,5 euro.

Il Comune di Vicenza si dice preoccupato sulla futura sostenibilità degli interventi economici della Fondazione nelle attività culturali.

Una conseguenza evidente dei tre dati sopra citati è che il patrimonio della Fondazione risulta essere investito, per una parte molto significativa, in una sola società, fino ad oggi non quotata.

A questo punto sorgono spontanee tre domande:

Si ritiene etico che la Banca Popolare di Vicenza abbia gestito il patrimonio della Fondazione Roi, investendo una parte così significativa in una sola società, per giunta in pieno conflitto di interessi?

Come, e in base a quale considerazione, si è bypassata una delle regole più conosciute da seguire negli investimenti finanziari, e cioè quella di diversificare gli ambiti in cui si alloca un patrimonio?

Da ultimo, le 471.026 azioni erano presenti prima o dopo il cambio di gestione?

Liliana Zaltron

Movimento 5 Stelle Vicenza

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