FTV: coi tagli si deve cambiare mentalità e bloccare gli sperperi

Tagli, tagli, tagli. Questa volta a lamentarsi è l’amministratore unico di Ferrovie Tramvie Vicentine, Baruchello.

Oggi tocca al settore del trasporto pubblico Vicentino, ieri è toccato alla scuola, domani toccherà alla sanità, dopodomani all’agricoltura.

Perché questi tagli imposti dalla regione Veneto all’azienda pubblica FTV? Le cause non sono da ricercare nella famosa crisi, né tantomeno nell’aumento del costo del gasolio.

La regione Veneto da svariati anni porta avanti una politica d’impoverimento delle risorse del territorio, con contemporaneo spreco di denaro pubblico.

E’ di pochi giorni fa l’articolo del Giornale di Vicenza in cui vengono pubblicati i dati da record  relativi all’inquinamento da polveri sottili: nei soli primi quaranta giorni del 2011 il limite imposto dall’Unione Europea  è stato superato ben venticinque volte, a fronte di un limite annuale di trentacinque sforamenti.

Qualunque buon amministratore percepirebbe la necessità di migliorare ed aumentare il servizio di trasporto pubblico in modo da far diminuire il traffico cittadino ed il conseguente inquinamento. Ma qui in Veneto ormai le gestioni pubbliche sono spesso scelte suicide.

Le nostre abbondanti risorse vengono impiegate non per migliorare la qualità della vita, ma per aggiustare alla meno peggio gli sbagli fatti nel passato, senza per altro dimostrare di aver imparato qualcosa dagli errori commessi.

C’è poco da gloriarsi nel sottrarre sessanta milioni di euro alla nostra cassa regionale, quando vanno spesi per rattoppare un territorio lacerato dalla cementificazione che ormai non sa più difendersi dall’avanzare di questo cosiddetto sviluppo.

Si tagliano fondi per i trasporti pubblici come quelli destinati alle FTV, mentre si sperperano milioni di euro nel progetto Pedemontana, incentivando (o obbligando a seconda del punto di vista) il trasporto privato su gomma; un progetto scriteriato che vedrà la regione impegnata a rimborsare società private nel momento in cui non sarà raggiunto il minimo traffico veicolare pattuito.  Non contenti di aver fatto arricchire ancora una volta pochi costruttori a discapito della nostra salute e del nostro territorio, potremmo già, a ragion veduta, prevedere un “fondo alluvione eterno” per coprire i disastri ambientali futuri causati dalla cementificazione.

La politica dello spreco sembra inarrestabile: si ricorre al project financing per la costruzione dell’ospedale di Mestre (già gravemente indebitato) piuttosto che per l’ospedale di Santorso dove a fronte di un investimento da parte del privato di 70 milioni di euro circa, la regione rimborserà gli investitori nell’arco di 24 anni con almeno, nelle migliori delle ipotesi, 300 milioni.

Questi sono solo alcuni degli scempi che si stanno perpetrando nella nostra regione. Queste e molte altre ancora sono le cause della forsennata mal politica della regione Veneto . Una politica fatta di colate di cemento e di sperpero del denaro pubblico. Ed ecco perché poi la mannaia cade sui servizi verso il cittadino come appunto il servizio pubblico offerto da FTV.

Il Movimento 5 Stelle crede in un progetto di mobilità diversa. Dove si debba disincentivare al massimo l’utilizzo dell’auto e favorire al contrario l’utilizzo dei mezzi pubblici. Servizio che di pari passo deve adeguarsi alle tecnologie tutt’ora presenti e realizzate nel mondo. Perché abbia successo e venga scelto il mezzo pubblico, per il cittadino, dev’essere prima di tutto economico. E l’economicità la si ottiene incentivandone l’utilizzo, spostando i parcheggi fuori dai centri storici, realizzando collegamenti frequenti e rapidi verso il centro città, spostando la mobilità su rotaia o mezzi quali la metropolitana di superficie, creando corsie preferenziali per i mezzi pubblici in ogni arteria stradale. A guadagnarne sarà la salute, l’ambiente e la qualità dei servizi per i cittadini.

Il MoVimento 5 Stelle con la presente non critica la “richiesta di aiuto” di FTV, ma sprona a pensare la mobilità in modo diverso. Una mobilità che coinvolga comuni, provincia e regione. Che blocchi la distruzione del tessuto naturale del Veneto, che disincentivi la mobilità privata e che favorisca l’utilizzo dei mezzi pubblici.

Un doveroso richiamo va fatto anche a tutti noi cittadini. Dobbiamo cambiare la nostra mentalità, arrivare a capire che un Suv da 200 cavalli di potenza esalterà forse la propria autostima ma è totalmente inutile oltre che altamente inquinante dal momento che la velocità media nel traffico cittadino è nell’ordine dei 30 km/h e la velocità massima consentita in autostrada è di 130 – 150 km/h (che si raggiungono anche con una Panda a metano). Non lasciamoci ingannare da logiche di mercato perverse e limitiamo quanto più possibile il nostro consumo del territorio!

Solo così, con una programmazione a più livelli, e con maggiore consapevolezza da parte del cittadino,  potremo  godere ancora dei fantastici panorami Veneti (quelli che ci restano) e ottenere un miglioramento sotto l’aspetto della qualità di vita e salute di tutti noi cittadini.

Giovanni Baron, Lucia Sibillin – MoVimento 5 Stelle

Print Friendly
Share