Gli intrallazzi della fiera preoccupano imprenditori e dipendenti del settore Oro Vicenza

Al riguardo, il Movimento 5 Stelle ha emanato un Comunicato Stampa ed inviato una Interrogazione Comunale per avere risposte e garanzie, che l’accordo tra Fiera ed Emirati Arabi, non pregiudicherà i livelli occupazionali e lo sviluppo economico della città e del suo indotto.

COMUNICATO STAMPA

Cosa dice Variati oggi, riguardo al pericolo che corre il bilancio di Fiera Spa dal combinato disposto di una fiera di maggio che non si sa che fine farà e di un accordo che non si sa quanto frutterà? Come commenta il fatto che una società partecipata al 98% dal pubblico diventa socia al 49% di un’azienda estera, dovendo quindi sottostare alle sue decisioni finali? E’ così che si gestisce il denaro pubblico? E al presidente della Fiera Matteo Marzotto, da poco insediatosi, chiediamo come Movimento 5 Stelle di Vicenza: come intende rassicurare gli orafi vicentini riguardo a queste notizie?

Ma diciamo che in questo senso abbiamo la necessità di illustrare meglio ai cittadini che cosa si dice e cosa sta avvenendo nell’ambito “FIERA”.

Il 14 marzo al Giornale di Vicenza il direttore generale della Fiera Spa di Vicenza, Corrado Facco, in merito all’accordo con il World Trade Center di Dubai ha affermato: «Lo scopo – ricorda Facco – è quello di presidiare un mercato, quello degli Emirati, che da solo attira un miliardo di euro relativo a prodotti di gioielleria italiana. Dal momento che la società è di emanazione governativa, la legge prevede che Dubai abbia il 51 per cento e noi il 49. Siamo ormai ai dettagli finali, credo che per aprile sarà tutto definito».

Aprile è arrivato e vogliamo sperare che su questo tema i cittadini, i lavoratori del comparto orafo e le numerose aziende piccole e medie che operano in questo settore in grande sofferenza da troppo tempo non si trovino con il nulla di fatto in mano oppure con il “era già tutto deciso da tempo” che non risolve nulla.

Secondo il piano strategico industriale approvato il 29 novembre 2013 dal Cda allora guidato pro-tempore dal vicepresidente Stefano Stenta (poi riconfermato alla vicepresidenza, che tuttora ha), la joint venture con la società dell’emirato arabo si svilupperà in tre anni, dal 2015 al 2018 e darà vita ad un’esposizione annuale ogni aprile, prevedendo un Ebitda (la reddività lorda) di 1 milione di euro. Una stima puramente previsionale. Nel contempo, il piano mette un punto interrogativo a VicenzaOro Spring di maggio: si parla di rimodularlo, ma lo si lascia nell’incertezza in quanto il fatturato viene azzerato, di fatto cancellandola dal bilancio. L’ultima relazione di bilancio del 2013 presenta VicenzaOro Spring con un margine operativo lordo (Mol) di 3 milioni 969 mila euro e un fatturato di 6 milioni e 612 mila.

Ricordiamo che sulla fiera orafa di maggio sempre Facco al Giornale di Vicenza del 14 marzo dichiarava che «stiamo valutando le opinioni che abbiamo chiesto agli operatori del settore e poi annunceremo, proprio durante la prossima inaugurazione, le caratteristiche della rassegna che organizzeremo».

Ora: a fronte di un’intesa con una società estera che non dà e non può dare certezza in termini di fatturato e margine, si lascia nel vago il destino di un appuntamento che finora ha sorretto il bilancio della Spa. A questo proposito, giova ricordare quanto sosteneva nel 2013 il sindaco Achille Variati, rappresentante del Comune azionista al 32% della Fiera. Variati, agli altri azionisti riuniti il 27 giugno 2013, esprimeva preoccupazione per l’equilibrio economica e finanziario, e a nome di tutti e tre i soci pubblici (Comune, Provincia, Camera di Commercio) evidenziava la criticità legata alla perdita di fatturato causata dall’eventuale cancellazione della manifestazione orafa di maggio che ha fatturato 6 milioni e 600 mila euro. Sottolineava, soprattutto, l’esigenza che la società indicasse quali fossero gli eventi sostitutivi a garanzia della tenuta economica e finanziaria della società nel caso di cancellazione. Continuava ricordando di fornire dati oggettivi sull’impatto riguardante l’indotto e il distretto orafo locale (la fiera di maggio ha perso interesse per i grandi marchi, non per le piccole e medie aziende vicentine, verso cui Variati sosteneva di avere particolare attenzione).

Pungoliamo non solo il Sindaco, ma anche i massimi responsabili della Fiera!

Se non vogliono rapidamente dare a noi le informazioni mediante il percorso istituzionale che mettiamo in atto con  le interrogazioni in Consiglio, ci domandiamo come mai gli organi di stampa cittadini, non lo facciano attraverso una sana indagine giornalistica. Perché i quotidiani locali, on-line e di carta stampata non ficcano un po’ il naso?

Ci piace che i cittadini sappiano che ora, “chiediamo conto” anche a loro.  Già la “stampa” che in qualità di soggetto sociale che informa la cittadinanza su quello che avviene, stavolta, mica può starsene zitta, no?

Che domandi, interagisca, consulti ed offra l’occasione di dar voce e di far uscire allo scoperto chi invece usando il tono felpato cerca di eludere i contraccolpi di apparire nello spiegare.

Che cosa sta avvenendo su questo fronte?

Che si spieghi a tutti noi cittadini, lavoratrici e lavoratori, imprenditori del settore orafo, lettori ed elettori in grande apprensione a quale presente e con che futuro nel contesto della Fiera di Vicenza dovremo confrontarci.

Movimento 5 Stelle di Vicenza

Liliana Zaltron Capogruppo M5S Consiglio Comunale

 

Di seguito interrogazione inoltrata:

 

Al Sig. Sindaco

Al Segretario Generale

All’Assessore competente

Premesso che:

Il 14 marzo al Giornale di Vicenza il direttore generale della Fiera Spa di Vicenza, Corrado Facco, in merito all’accordo con il World Trade Center di Dubai ha affermato: «Lo scopo – ricorda Facco – è quello di presidiare un mercato, quello degli Emirati, che da solo attira un miliardo di euro relativo a prodotti di gioielleria italiana. Dal momento che la società è di emanazione governativa, la legge prevede che Dubai abbia il 51 per cento e noi il 49. Siamo ormai ai dettagli finali, credo che per aprile sarà tutto definito».

Secondo il piano strategico industriale approvato il 29 novembre 2013 dal Cda allora guidato pro-tempore dal vicepresidente Stefano Stenta (poi riconfermato alla vicepresidenza, che tuttora ha), la joint venture con la società dell’emirato arabo si svilupperà in tre anni, dal 2015 al 2018 e darà vita ad un’esposizione annuale ogni aprile, prevedendo un Ebitda (la reddività lorda) di 1 milione di euro. Una stima puramente previsionale. Nel contempo, il piano mette un punto interrogativo a VicenzaOro Spring di maggio: si parla di rimodularlo, ma lo si lascia nell’incertezza in quanto il fatturato viene azzerato, di fatto cancellandola dal bilancio. L’ultima relazione di bilancio del 2013 presenta VicenzaOro Spring con un margine operativo lordo (Mol) di 3 milioni 969 mila euro e un fatturato di 6 milioni e 612 mila;

Sulla fiera orafa di maggio sempre Facco al Giornale di Vicenza del 14 marzo dichiarava che «stiamo valutando le opinioni che abbiamo chiesto agli operatori del settore e poi annunceremo, proprio durante la prossima inaugurazione, le caratteristiche della rassegna che organizzeremo». Ora: a fronte di un’intesa con una società estera che non dà e non può dare certezza in termini di fatturato e margine, si lascia nel vago il destino di un appuntamento che finora ha sorretto il bilancio della Spa;

A questo proposito, giova ricordare quanto sosteneva nel 2013 il sindaco Achille Variati, rappresentante del Comune azionista al 32% della Fiera. Variati, agli altri azionisti riuniti il 27 giugno 2013, esprimeva preoccupazione per l’equilibrio economico e finanziario, e a nome di tutti e tre i soci pubblici (Comune, Provincia, Camera di Commercio) evidenziava la criticità legata alla perdita di fatturato causata dall’eventuale cancellazione della manifestazione orafa di maggio che ha fatturato 6 milioni e 600 mila euro. Sottolineava, soprattutto, l’esigenza che la società indicasse quali fossero gli eventi sostitutivi a garanzia della tenuta economica e finanziaria della società nel caso di cancellazione. Continuava ricordando di fornire dati oggettivi sull’impatto riguardante l’indotto e il distretto orafo locale (la fiera di maggio ha perso interesse per i grandi marchi, non per le piccole e medie aziende vicentine, verso cui Variati sosteneva di avere particolare attenzione);

Tanto premesso, la sottoscritta Liliana Zaltron, nella qualità di consigliere comunale, chiede:

Cosa dice Variati oggi, riguardo al pericolo che corre il bilancio di Fiera Spa dal combinato disposto di una fiera di maggio che non si sa che fine farà e di un accordo che non si sa quanto frutterà?

Come commenta il fatto che una società partecipata al 98% dal pubblico diventa socia al 49% di un’azienda estera, dovendo quindi sottostare alle sue decisioni finali? E’ così che si gestisce il denaro pubblico?

E al presidente della Fiera Matteo Marzotto, da poco insediatosi, chiedo: come intende rassicurare gli orafi vicentini riguardo a queste notizie?

Si richiede risposta scritta.

Vicenza,07/04/2014

Liliana Zaltron Consigliere Comunale Movimento 5 Stelle

 

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