I flop di Variati e della precedente amministrazione di centrodestra sulla mobilità sostenibile a Vicenza

La “rivoluzione” della viabilità a San Lazzaro è costata 700 mila euro e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il famoso pannello a messaggio variabile è stato installato in un contesto talmente caotico che è stato incidentato dopo soli tre giorni di funzionamento e le biciclette viaggiano più veloci degli autobus. Il flop della corsia preferenziale a orari riservata ai bus in viale Verona e viale San Lazzaro è l’ennesimo esempio della fallimentare politica sulla mobilità portata avanti dall’attuale giunta. Una politica di maquillage che è proseguita in perfetta continuità con quella della precedente amministrazione di centrodestra, tant’è che lo stesso sindaco Variati, per almeno metà del suo mandato, si è servito a questo scopo del consigliere delegato Claudio Cicero, ex assessore alla mobilità nella precedente amministrazione.
Malgrado le strade prossime al centro siano intasate di traffico ed i livelli inquinamento si siano attestati a livelli da capogiro, la Giunta Variati non ha cambiato strategia rispetto al passato nella politica alla mobilità sostenibile, l’unica soluzione possibile, che sembra stare a cuore solo al Movimento 5 Stelle. Non volendo scontentare nessuno, sono state messe insieme un’accozzaglia di soluzione pasticciate e costosissime che non vanno bene né per gli automobilisti, né per i ciclisti, né per la rivitalizzazione del centro storico; ad esempio nel primo tratto di corso San Felice è stata ristretta la carreggiata riservata alle auto, facendo posto ad una pista ciclabile a senso unico piuttosto pericolosa, con parcheggi per auto di lato, mentre sul lato opposto i tombini sono rimasti talmente infossati rispetto al piano stradale, da costituire delle vere e proprie trappole per le due ruote. Sembra che più che come persone, i ciclisti siano considerati alla stregua di birilli da abbattere nel bowling quotidiano del traffico…
La nuova pista ciclabile di Strada di Longara si interrompe pericolosamente su più punti, la rete ciclabile urbana e interurbana è assolutamente incompleta nei punti più critici, i singoli percorsi non sono interconnessi e sboccano in molti casi in strade altamente trafficate. Il numero impressionante di rotatorie costruito ha inoltre reso più pericolosa la circolazione per i ciclisti in tutte le principali arterie (il numero di sinistri in 10 anni è praticamente raddoppiato).
Il fatto di lasciar transitare le auto in centro non ha evitato che il centro storico si svuotasse e che molti negozi chiudessero. Quello che manca a Vicenza è una rete capillare ed efficiente per migliorare la qualità della vita di ogni giorno, riducendo i tempi di percorrenza e i volumi di traffico dovuti al trasporto privato.
Il potenziamento del trasporto pubblico con nuove tratte, nuovi sistemi di pagamento che prevedano anche particolari agevolazioni per studenti, disabili e anziani, il rinnovo del parco macchine con mezzi metanizzati è un primo passo, ma il Movimento 5 Stelle a Vicenza propone di tornare ad un nuovo il concetto di città a misura d’uomo: va incentivata la riduzione del traffico di autoveicoli potenziando il trasporto pubblico e l’interscambio; il People Mover, finanziabile al 90% con fondi europei è un realtà in molte città d’Europa e non inquina, va incentivata anche la soluzione di interscambio bus-biciclette, l’accessibilità al centro storico va migliorata anche mediante nuovi corridoi ciclo pedonali (greenway, corridoi verdi, senz’auto) attraverso i quartieri periferici e con il completamento della rete ciclabile con priorità agli assi di collegamento dei tracciati esistenti e soprattutto una fascia di parcheggi per cicli e motocicli limitrofa alla ZTL, soluzioni queste che sono già una realtà consolidata in altre città d’Italia.
Infine, la città soffre per un tasso d’inquinamento atmosferico tra i più alti in Italia, causato non solo dal traffico (è da segnalare un preoccupante trend di crescita del benzene), ma soprattutto dalla dispersione energetica degli edifici, un problema da affrontare, con un piano pubblico e privato di risparmio energetico da attuarsi con impianti di cogenerazione e con coibentazioni, soluzioni che possono migliorare la qualità della vita che sono sostenibili anche economicamente.

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