“I have dream” diceva Martin Luther King

Anch’io ho un sogno: vorrei una città pulita e a misura d’uomo. Sogno piste ciclabili sicure, trasporti pubblici gratis e funzionanti, accesso alla rete internet libero e capillare, sanità gratuita. Penso che la soluzione esista: servizi pagati con una tassa comune. Solo per il fatto che esistiamo consumiamo e inquiniamo ed è proprio per questo che voglio raccontarvi in mio modo di vedere il problema rifiuti. Sappiamo bene ciò che è successo in Campania, specialmente a Napoli, per lo smaltimento dei rifiuti urbani, che io non chiamerei smaltimento ma bensì deposito in un buco. Il problema nasce alla radice dei prodotti e oggetti che stiamo costruendo, dalla filiera corta al concetto stesso del prodotto, che sia usa e getta o meno. Il riciclaggio dei materiali è l’unica soluzione definitiva al problema dei rifiuti. Se la produzione industriale fosse più compatibile con l’ambiente e avesse un carico inquinante sopportabile si potrebbe pensare di premiare quelle aziende che a parità di prodotto adottano questa strategia, di conseguenza ne gioverebbe l’ambiente a discapito delle famigerate discariche. Anche chi produce un oggetto che scartato può diventare la materia prima di un’altra azienda potrebbe essere incentivato e via così. Al contrario le aziende che inquinano indiscriminatamente dovrebbero essere sottoposte ad un aggravio fiscale sul prodotto e, con il ricavato ottenuto, si potrebbe istituire un ente pubblico che smaltisca appositamente tali rifiuti, senza appaltare a privati. Si eviterebbe così ciò che è accaduto: sversamenti di rifiuti tossici in campi coltivati, greti di torrenti fondamenta di palazzi, nonchè i profitti delle mafie locali. Per i prodotti d’importazione vale lo stesso ragionamento: un oggetto non facilmente riciclabile pagherà una tassa di ingresso per smaltimento e danno ambientale, che dovrà essere molto onerosa così da non incentivare questo tipo di commercio. Così facendo si potrebbero risolvere anche problemi di qualità e quantità di lavoro, potrebbero rientrare nel nostro paese manifatture ora decentrate solo per la convenienza fiscale sui prodotti a basso impatto ambientale e ne gioveremmo tutti perché i prodotti inquinanti non sarebbero così appetibili sul mercato. Ricordiamoci dei nostri figli, facciamo in modo che possano vivere in un mondo sano e che possano ricordarci come una generazione che ha contribuito al progresso senza intaccare le generazioni future.

Fabrizio Meneghetti

MoVimento 5 Stelle – Vicenza

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