I respingimenti si sono effettivamente dimostrati una soluzione?

Riportiamo il punto di vista di un nostro sostenitore:

“Se  la questione in discussione è la  convivenza degli abitanti con  gli immigrati oggi presenti nell’isola di Lampedusa, non credo  che   sia cosa  necessaria ricordare come,  molti di quei migranti”  abbiano scelto di lasciare la loro terra,   spesso perchè gli interventi   sul territorio delle loro nazioni da parte di  noi   occidentali, hanno reso   quegli stessi territori   invivibili.      Si  tratterebbe in tal senso di considerare:  tanto i bombardamenti in Libia in totale violazione con quel deleterio accordo bilaterale sottoscritto con quello stesso paese  solo un paio di anni prima,    e tanto contestato dalle    Istituzioni Comunitarie per le possibili violazioni dei  diritti dell’uomo,   quanto in generale del progressivo impoverimento del continente africano  a vantaggio del nostro benessere che oggi, credo giustamente, ci  voglia presentare  il conto.  Appare    invece più opportuno  concentrarsi  sul futuro  per cercare, con lungimiranza, di   offrire a questo mondo globalizzato,  nuove regole sulla migrazione dei  popoli, più corrispondenti a  criteri di equità e giustizia .  Dunque guardando al futuro,  potrebbe  divenire  fondamentale il fatto che, a dettare le nuove regole, piuttosto che   soggetti   legittimati dal popolo, siano soggetti semplicemente ed effettivamente capaci di farlo. Infatti se sino ad ora la soluzione offerta dai  rappresentanti della maggioranza    relativa degli italiani poteva  sembrare rinvenibile in una normativa che “mettesse un tappo”  al flusso di immigrati, ora è chiaro che non è più così. Intendo dire ora, perchè  è oggi sottto gli occhi di tutti il fatto che la nostra legislazione, così   fortemente impostata dal 2008 verso la ”cacciata dell’extracomunitario”  si è dimostrata  inefficacie   , sia di fatto (vedi numero  immigrati)  sia  di dirittto (vedi recente bocciatura in sede europea del c.d  decreto sicurezza) .  Decreto che introducendo il reato di clandestinità    e criminalizzando tantissimi extracomunitari, ha    obbligato questi  ultimi   ad effettuare ricorso alle istituzioni comunitarie.    E’ così accaduto che: in primo luogo   la    Corte di giustizia Europea, avendo accolto nel 2011 tali istanze,  ha riconosciuto loro  il  diritto ad essere scarcerati in quanto mai autori di comportamenti  pericolosi  per la società . In secondo luogo tali  pronunce della corte hanno obbligato il  nostro paese a riscrivere le norme appena redatte sul tema della migrazione  (vedi L.94 del 2009)   in quanto in contrasto con la  Direttiva Europea sul tema dei reimpatri entrata in   vigore lo scorso dicembre .  Quindi: se quanto sino ad ora fatto si è dimostrato sbagliato e  inefficacie, ed essendo costretti dalla U.E. a riscrivere le   nostre regole, come pensare di riaffidare il compito a coloro i quali non vedranno mai l’immigrato come risorsa bensì solo come minaccia,  a meno che non si parli di giocatori di calcio o ballerine?  Come cioè affidare questo delicatissimo compito a coloro che hanno già  affermato definitivamente che non   vogliono  uno stato multietnico  senza rendersi conto che di fatto, a causa della presenza di etnie slave in Friuuli o Germaniche in  Trentino,  multietnici lo siamo sempre stati?    L’algerino Hassen  El Dridi  qualche mese fa la sua battaglia contro il nostro sistema l’ha   vinta  in sede europea come sopra accennato, riappropriandosi della libertà personale, ma noi italiani come faremo a  rialzarci   dalla  posizione  prona che  l’ignoranza  ci ha condannato a  tenere?  Come spiegare ad esempio ad un  leghista che per salvare l’italia non serve puntare i piedi     per opporsi ad una sacrosanta  riforma del sistema  pensionistico,  visto che se non troviamo dei  giovani extracomunitari  da assumere,  in futuro molti    contribuenti    odierni una pensione   dignitosa   non la  potranno proprio percepire  nonostante i contributi effettivamente versati?  Ecco allora che forse un governo tecnico,  per quanto aberrante possa sembrare ora che    la  politica  dovrebbe  esaltarsi  assumendosi le responsabilità del  proprio  ruolo, potrebbe essere il minore dei mali per uscire dai guai. Rifarsi  cioè a soggetti che, pur non essendo eletti dal popolo,   siano in grado di vedere oltre    ai  pochi lustri di vita che resteranno     a coloro  che oggi ci opprimono con una  gerontocrazia     irraggiungibile.  Individui ai quali l’unico futuro che  interessa assicurare oltre al proprio e quello  della loro prole ed  eventualmente  dei propri clientes “.

Riccardo Melchiorre

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