IgNobel a 5 Stelle

Il premio IgNobel è una parodia del premio Nobel, che premia ricerche scientifiche umoristiche ma dall’alto contenuto accademico.
Per esempio, tra i premiati del 2009 ci sono dei ricercatori che hanno dimostrato che le vacche a cui viene dato un nomignolo fanno più latte di quelle anonime, altri per aver dimostrato che una bottiglia di birra rotta in testa fa più male vuota che piena, altri per aver inventato il reggiseno che si può trasformare in maschera anti-gas ed altri per aver dimostrato che il 90% dei rifiuti domestici potrebbe essere smaltito usando i batteri degli escrementi dei panda giganti.

E’ un premio molto ambito e ogni tanto ne arriva qualcuno anche a ricercatori italiani con opere che hanno un forte contenuto “a 5 stelle”, come diremmo noi del Movimento.

Nel 2003 il professor Gian Vittorio Caprara e il professor Claudio Barbaranelli, entrambi dell’università la Sapienza di Roma, si sono aggiudicati il premio per la psicologia grazie a uno studio condotto in collaborazione con il professor Philip Zimbardo dell’università di Stanford e pubblicato sulla rivista “Nature” nel 1997 intitolato Politicians’ uniquely simple personalities (La personalità particolarmente semplice dei politici). Partendo da una accurata ricerca statistica, i nostri luminari dimostrano inequivocabilmente che tanto Silvio Berlusconi quanto Romano Prodi hanno personalità meramente bidimensionali. Assai più complessa e articolata, invece, è la personalità di soggetti quali Pippo Baudo e Alberto Tomba, che si sviluppa su ben cinque dimensioni.

Ma l’aspetto politicamente più inquietante è che questo studio dimostra scientificamente la totale mancanza di senso della realtà nei leader di entrambi gli schieramenti. Infatti, mentre il pubblico capisce immediatamente che se si mettono di profilo diventano invisibili, essi stessi—poveretti—si illudono di avere personalità a tutto tondo come gli altri esseri umani.

2010. Quest’anno invece sono stati premiati altri ricercatori italiani: Alessandro Pluchino, Andrea Rapisarda, e Cesare Garofalo dell’universita’ di Catania. I tre hanno dimostrato per la prima volta con un modello matematico il ‘principio di Peter’, enunciato negli anni ’60, che afferma che in una organizzazione gerarchica spesso chi arriva al vertice raggiunge un minimo nella sua competenza.

“Abbiamo anche studiato possibili strategie per evitare gli effetti negativi del fenomeno – spiegano i tre da Boston, dove si e’ tenuta la cerimonia di consegna del premio organizzato dalla rivista Annals of Improbable Research e sponsorizzato dall’universita’ di Harvard – Per quanto possa sembrare paradossale, una strategia che promuova ai ranghi superiori in maniera casuale sembra dare dei buoni risultati ed aumenta l’efficienza dell’organizzazione”. [Ansa]

Non avete la sensazione che anche alla luce di queste ricerche il nostro Movimento a 5 stelle sia la vera alternativa ai partiti? Non concepiamo infatti l’esistenza dei politici di professione, puntiamo molto sulla meritocrazia degli eletti e candidiamo gente “normale” (perchè sono i politici attuali ad essere “anormali”).
Dal mio punto di vista le ricerche sono esatte: in alcuni casi abbiamo candidato cittadini a caso, nel senso che erano a completo digiuno e lontanissimi dalla politica tradizionale, ed abbiamo ottenuto risultati sorprendenti, che altri eletti di altri schieramenti politici faticano, invece, a comprendere.

Carlo Braggio
MoVimento 5 Stelle – Vicenza

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