Il vento: il petrolio del 2020. Visione europea.

Chi ha la fortuna di frequentare spesso i paesi del Nord Europa o la Spagna non ha potuto di certo ignorare l’aumento esponenziale degli impianti eolici che si è verificato negli ultimi dieci anni. Sembrano spuntare come funghi e le dimensioni delle cosiddette turbine eoliche è sempre maggiore.

Molti si lamentano del fatto che queste grandi strutture “deturpano” il paesaggio con la loro ingombrante presenza ma il loro numero continua comunque ad aumentare senza sosta. La spiegazione a questo fenomeno sta nel fatto che il vento, costante in molte zone nord europee, è una fonte di energia rinnovabile estremamente abbondante e a buon mercato. Non è un caso che Lester Brown, uno dei più grandi pensatori del nostro tempo, nel suo “Piano B” abbia eletto il “vento” come principale fonte energetica nell’economia del 2020.

In un momento come quello attuale, in cui in Italia si fa un gran parlare di ritorno al nucleare, vale la pena di fare una riflessione molto approfondita sulle fonti rinnovabili ed in maniera particolare sull’eolico.

Innanzitutto cerchiamo di capire quali sono i vantaggi dell’energia eolica. Uno dei più evidenti è certamente che lo spazio occupato è estremamente ridotto: una grande turbina eolica da più di un megavatt di potenza può essere installata in un’area di circa 1000 metri quadrati. Per fare un esempio concreto, se si immaginasse di coltivare la stessa area a granturco allo scopo di produrre bioetanolo per autotrazione, si potrebbero ottenere circa 1,4 metri cubi di granturco, che fornirebbero a loro volta 450 litri di etanolo. Il valore di questo combustibile sul mercato è di circa 300 dollari (negli Stati Uniti). L’energia elettrica prodotta dalla turbina ha invece un valore di 300000 dollari! Questo è uno dei motivi per cui già ora moltissimi contadini guadagnano di più dall’energia elettrica prodotta dalle turbine installate nel loro terreno che dai prodotti agricoli. In Danimarca moltissimi cittadini, specialmente agricoltori, hanno già delle partecipazioni negli impianti eolici presenti nel loro terreno, oppure in quelli off-shore. Anche nelle grandi pianure degli Stati Uniti la tendenza è molto simile. Nello stesso tempo quei contadini possono continuare a coltivare prodotti agricoli e ad allevare bestiame negli stessi terreni in cui sono installati gli impianti eolici.

Un altro grande vantaggio è  sicuramente quello che grandi turbine possono essere installate in mare aperto (impianti off-shore) dove la ventosità è costante e l’impatto sul paesaggio estremamente ridotto.

Molti paesi Europei, che in fatto di sviluppo energetico hanno le idee chiare, hanno già fatto una scelta molto precisa, la Danimarca per esempio produce già più del 20% della sua energia elettrica tramite l’eolico e punta ad arrivare al 50% del fabbisogno interno entro il 2020. In questo modo i Danesi stanno pianificando di utilizzare le centrali alimentate da combustibili fossili solo per colmare i “buchi” determinati dalla riduzione dell’intensità del vento. Esemplare è il caso dell’isola Danese di Samsø che già copre il suo fabbisogno di energia elettrica per uso domestico, agricolo ed industriale tramite 10 turbine eoliche da 1 megawatt l’una poste a terra e integrate da altre fonti rinnovabili. L’isola possiede poi un impianto eolico off-shore che consente di pareggiare il bilancio energetico anche per quanto riguarda la mobilità dei veicoli. In termini pratici ciò significa che tutti gli abitanti potrebbero muoversi su auto elettriche sfruttando l’energia del vento. Un vantaggio di questa scelta è che durante la notte, quando le torri eoliche continuano a produrre energia e la domanda per uso domestico si riduce notevolmente, le batterie delle auto possono essere ricaricate con energia elettrica a buon mercato. Quando si ascolta Soren Hermansen, un ex insegnante di scienze naturali ed ideatore del progetto, si capisce immediatamente che è stato grazie alla partecipazione di gran parte degli abitanti dell’isola che questo sogno si è potuto realizzare. Parte della popolazione ha infatti investito il proprio denaro acquistando delle quote negli impianti eolici installati e ha quindi preso parte in prima persona alla realizzazione di un obiettivo in cui tutta la popolazione credeva.

Anche l’Inghilterra punta molto sullo sviluppo dell’eolico tanto che il premier inglese Gordon Brown ha recentemente affermato in un’intervista alla rivista New Scientist  che il vento potrebbe diventare in futuro il petrolio della Gran Bretagna. Il premier ha annunciato la prossima inaugurazione di 3000 turbine eoliche entro il 2020. A causa dell’opposizione di numerose persone all’installazione delle turbine a terra, il governo si propone di puntare molto sul cosiddetto eolico “off-shore” riducendo così l’impatto visivo e guadagnandosi la fiducia della popolazione. L’inghilterra ha infatti dichiarato di partecipare alla realizzazione del cosiddetto Atlantic Array, una centrale off-shore (in mare aperto) da 1500 megawatt al largo della costa del Devon. Da sola questa centrale produrrà energia elettrica per più di mezzo milione di abitazioni.

Passiamo ora all’esempio della Germania, uno dei paesi più industrializzati al mondo, anch’essa ha scelto di puntare in maniera massiccia sulle fonti alternative e in particolare sull’eolico, tanto che è attualmente uno dei leader mondiali per potenza installata. Il Cancelliere Angela Merkel ha dichiarato che perseguirà in tutti i modi l’obiettivo 20-20-20. Questo significa che entro il 2020 la Germania produrrà il 20% della propria energia da fonti rinnovabili e avrà ridotto del 20% la produzione di anidride carbonica da fonti non rinnovabili. C’è da dire che già adesso la Germania produce il 16% della propria energia in questo modo. Il capo del governo ha inoltre dichiarato che la Germania proseguirà con l’obiettivo di produrre il 100% della propria energia da fonti rinnovabili.

Un altro punto estremamente importante è che tutte le fonti energetiche rinnovabili sono un enorme volano per lo sviluppo industriale e la ricerca; in Germania ad esempio il numero di persone impiegate in questo settore è superiore alle 250000! Si pensi quale enorme traino per lo sviluppo potrebbero essere le fonti rinnovabili nelle regioni del Sud Italia dove la ventosità e l’irraggiamento solare sono estremamente abbondanti.

Tutti questi esempi, ma se ne potrebbero portare moltissimi altri, sembrano indicare che tutti i paesi più industrializzati puntano in maniera massiccia sull’eolico. Cerchiamo ora di capire come sta andando invece in Italia, questo settore.

Prof. Stefano Campanaro per il MoVimento 5 Stelle

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