La Dal Lago e l’orgoglio xenofobo

La Dal Lago dice no al Pride. A cosa serve schierarsi contro un evento di festa già autorizzato e sostenuto senza distinzione da movimenti, associazioni e partiti di ogni colore? Serve forse a conciliare quel clima di distensione di cui tanto si serve parlare? O è solo una presa di posizione propagandistica per dimostrarsi inflessibile a quell’elettorato di destra a cui strizza l’occhio per raccattare qualche voto?
No teròni, no negher, no islam”… no gay, ovviamente! La Lega e più in generale le destre, hanno da sempre nella paura del diverso il proprio punto di forza. Il razzismo -in questo caso l’omofobia- come arma di consenso.
Nel capolavoro del suo ragionamento, la Dal Lago riesce ad affermare tutto e il contrario di tutto, nel tentativo di dimostrarsi sensibile al “problema”: si dice paladina dei gay, salvo schierarsi perché rimangano nell’ombra. In più, afferma di essersi fatta in quattro per l’istituzione di un ricovero per malati di Aids. Quest’ultima affermazione in particolare testimonia il pregiudizio latente “gay uguale contagio”. Un’equazione sbagliata e offensiva. Basterebbe informarsi, infatti, per sapere che a dispetto dei preconcetti la categoria a maggior rischio di esposizione al virus Hiv è la coppia “tradizionale”, per via del ricorso alla prostituzione, che secondo i dati ufficiali riguarda nove milioni di italiani.
Il Movimento 5 Stelle, spesso additato come violento quando non addirittura di “fascista”, è da sempre a favore dei diritti civili in ogni loro forma e sostiene il Pride come evento universale di uguaglianza e libertà. Concetti ostici per chi invece vorrebbe fare da paròne a casa degli altri e tenta di imporsi sulle scelte individuali e sul diritto all’autodeterminazione. E’ grazie a posizioni bigotte come quelle della Dal Lago e all’ostruzionismo di Lega e Pdl se in Italia le unioni civili ancora non sono riconosciute e di fatto esistono cittadini di serie A e di serie B. Il Pride, per un giorno almeno, mette tutti sullo stesso piano. Viva le diversità, viva il Pride. Orgogliosi di essere umani.

Print Friendly
Share