La delibera finalmente in Commissione!

Il 30 novembre è stata una giornata importante per il nostro gruppo.

La proposta di delibera di iniziativa popolare “Proprietà e gestione pubblica del servizio idrico” è approdata in Commissione Affari Istituzionali ed è stata esaminata dai capigruppo Capitanio, Zanetti, Formisano, Nisticò, Sgreva e Vigneri.

La proposta verte sui seguenti punti:

Le prime due modifiche attengono all’articolo 3 dello Statuto, denominato “Tutela e valorizzazione del territorio comunale”: con la prima, si inserisce anche l’acqua tra i diritti che il Comune contribuisce a rendere effettivi per i propri cittadini, nel rispetto delle attribuzioni costituzionali e del principio di sussidiarietà.

Il diritto all’acqua viene così a rivestire pari dignità di quelli al lavoro, alla tutela della salute, alla casa e all’istruzione.

Con la seconda, si introduce esplicitamente tra le finalità del Comune quella di assicurare il diritto di accesso all’acqua potabile sia attraverso la fornitura domestica dei servizi di acquedotto per la totalità dei cittadini di Vicenza, sia anche attraverso la salvaguardia e la valorizzazione delle tradizionali fontanelle, che oltre a costituire un elemento piacevole e apprezzato di arredo urbano, offrono acqua, con la medesima generosità, ai cittadini lontani dalla propria abitazione ed ai forestieri.

Nell’ambito del Capo II del Titolo III “Erogazione dei servizi”, si propone poi l’inserimento della nuova sezione II denominata “Servizio Idrico” composta dagli articoli 77 e 77 bis.

Nell’articolo 77, denominato “Servizio idrico integrato”, il servizio idrico integrato viene dichiarato servizio pubblico locale senza scopo di lucro non avente rilevanza economica.

Tale specificazione trova fondamento nell’opportunità di sottrarre l’acqua in ogni caso, conformemente alla normativa europea, ai meccanismi legislativi che riguardino la messa sul mercato dei servizi pubblici, come l’articolo23 bis della legge 133/2008. Sull’acqua non si specula: una gestione virtuosa del servizio, da perseguire con intransigenza e scelte oculate, deve produrre esclusivamente benefici economici per la comunità locale.

Al primo comma dell’articolo 77 bis denominato “Proprietà e gestione del servizio” viene esplicitata la necessità di una gestione unitaria e pubblica del servizio idrico integrato e si conferma la proprietà pubblica e inalienabile della rete di acquedotto.

Nel secondo comma si vuole invece sottolineare l’importanza di quanto stabilito sia dal legislatore nazionale che da quello comunitario per i cosiddetti servizi pubblici locali: questa deve operare unicamente in ambito locale e dal punto di vista del capitale, controllata dall’ente pubblico di riferimento; il controllo da parte dell’ente pubblico dovrà avvenire secondo il sistema del cosiddetto “controllo analogo” a quello dei propri servizi, che significa non solo approvazione dei bilanci e nomina degli amministratori, ma anche controllo diretto durante la gestione (cosa che di fatto già fa fatica ad avvenire nel caso del totale capitale pubblico e risulta irreale nel momento in cui entra il capitale privato).

Il terzo comma, infine, muove da un concetto cardine della proposta di legge popolare nazionale: l’acqua potabile, per la sua natura peculiare di bene essenziale alla vita, deve differire dalle altre forniture “a rete” come gas, energia elettrica, telefonia. E’ un atto di civiltà riconoscere in concreto il diritto all’acqua, nella Carta fondativa della città, assicurando gratuitamente un quantitativo minimo vitale per ogni cittadino – che l’OMS ha quantificato in 50 litri per persona al giorno – i cui costi siano a carico di coloro che rientrano nelle fasce di consumo più elevate e di chi ne fa usi diversi da quello potabile. Proprio la consapevolezza della gratuità di un quantitativo che, per i livelli attuali di consumo, è complessivamente modesto, riteniamo possa indurre nei cittadini una maggiore vocazione al risparmio.

Con le presenti modifiche, chiediamo che il Consiglio impegni la Giunta ed il Sindaco a rendere pienamente attuati i principi espressi, mediante la proposta di modifica dei regolamenti incompatibili e soprattutto mediante la richiesta di scelte politiche coerenti nell’assemblea dell’Autorità Ambito Territoriale Ottimale ed in AIM.

Dopo aver valutato e discusso quanto da noi sottoscritto, la Commissione ha quindi deliberato all’unanimità la sottoposizione al Consiglio comunale della presente proposta di modifica dello Statuto per l’inserimento del concetto di acqua come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.

Abbiamo perciò constatato l’impegno di questa Amministrazione a sostenere e a promuovere un diritto fondamentale del cittadino quale l’accesso all’acqua sottraendolo (diversamente da quanto stabilito dalla legge 133/08) alle logiche di un mercato che, come dimostrato dalla geografia del recente “scandalo arsenico” (come il Lazio e la Toscana, ove la privatizzazione è presente da più di un decennio), invece di contribuire al risanamento di una rete idrica ormai obsoleta, si è posto come unico obiettivo la remunerazione dell’investitore privato.

Quanto da noi proposto spera quindi di trovare il parere favorevole dell’intero Consiglio Comunale e la convergenza di tutti gli schieramenti politici su una tematica che ha come unico obiettivo la salvaguardia dell’intera cittadinanza.

Ercole Dalmanzio

Associazione Vicenza Cinque Stelle – Movimento Beppegrillo.it

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