La strada

(Superstrada Pedemontana veneta: sogno e tentazione di ogni politico)

Ormai ci siamo! Si, dopo vari ricorsi ormai siamo giunti alla fine di quella che sembrava una storia infinita. Gli ingegneri della SIS S.c.p.a. 1 sono al lavoro, frenetico lavoro, visto che il progetto definitivo dovrà essere presentato per la fine di dicembre e che il nostro governatore vorrà presiedere alla posa della prima pietra (ndr prima di terminare il suo ultimo mandato) per i primi di marzo. Più che la fine è l’inizio di un’opera che viene definita da tutti indispensabile per la viabilità veneta. Dicono che i 94 km di pedemontana saranno costruiti con le più moderne tecnologie e nel maggior rispetto della natura e degli abitanti dei paesi interessati all’opera. I residenti saranno omaggiati di esenzione di pedaggio per tratte di circa 21 km. Politici, progettisti e impresa costruttice a decantare il project financing2, ma qui tutta la vicenda non sembra più così trasparente. La cessione della superstrada è basata su un progetto sviluppato da Pedemontana Veneta Spa, con tutti i pro e i contro di tale proposta operativa. Mentre si svolgeva l’asta e passavano gli anni, vennero interpellati i sindaci dei comuni interessati, i quali fecero proposte relative a varianti a seconda delle esigenze delle zone. Ora però la SIS vincitrice dell’appalto sta lavorando al progetto sviluppato da Pedemontana Veneta Spa, e proporrà solo successivamente alla regione le varianti che non erano presenti nel disegno iniziale. La regione deciderà caso per caso quali accettare e quali no, e il tutto con il criterio della spesa, visto che dovranno essere pagate a parte. Molte varianti sono ritenute essenziali per l’impatto urbanistico della Pedemontana. Nel tratto tra Breganze e Mason andrà a sostituire l’attuale Gasparona, con la conseguenza di riversare nelle vecchie strade comunali molti mezzi che per brevi tratti non saranno disposti a pagare il pedaggio. Tutto questo mi puzza di cosa mal amministrata. Ho già assistito alla trasformazione della campagna in una bellissima striscia grigio scura di catrame e smog, però l’idea di un’altro sfregio alla madre terra, mi lascia molto amareggiato. Non mi dà pace l’assistere a politici che vedono queste opere come unica aspirazione per il benessere collettivo e credono nei crescenti volumi di traffico come un bene perchè “…porteranno più introiti dai pedaggi…”. Come far capire a questa gente che l’auto e i camion sono delle specie in via di estinzione? Per quanto tempo ancora insisteremo a basare la nostra esistenza nel petrolio, ormai in fase di esaurimento? Per migliorare la viabilità non dobbiamo costruire nuove strade, ma migliorare quelle già esistenti e ridurre il numero di veicoli che le affollano. A quel punto potremmo dire di aver agito per il bene comune e non per l’interesse del singolo.

1 Gli azionisti sono la SACYR S.A., impresa di costruzioni del Gruppo Sacyr Vallehermoso di Madrid per il 60% e, per il restante 40%, le imprese italiane INC General Contractor S.p.A. e Sipal S.p.A. entrambe appartenenti al Gruppo FININC S.p.A. di Torino
2 Meccanismo attraverso cui il soggetto proponente assume l’onere della realizzazione e della gestione dell’opera, in cambio degli utili che deriveranno dalla riscossione dei pedaggi

Matteo Todesco, candidato provinciale lista civica “MoVimento Veneto a 5 Stelle”

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