La teoria del secchio bucato

A Porto Viro esiste il primo rigassificatore off shore del mondo.  Una struttura per l’importazione del gas metano via mare. Gas proveniente dal Quatar dove viene estratto, liquefatto a -163 gradi e caricato in nave. Arrivato in Italia, viene riportato a temperatura ambiente, riacquistando così il suo volume originario e quindi messo in rete. A detta di molti permetterà di non essere dipendenti al 100% dalla produzii_1-324x230one russa, ma di diversificare gli approvigionamenti.

Questa è la filosofia di base che c’è dietro ad ogni politica energetica italiana: quella del secchio bucato. La politica del secchio bucato è semplice: invece di chiudere i buchi del secchio, si pensa di aumetare la quantità di acqua che entra per compensare le uscite. Più della metà del metano importato viene letteralmente sprecato per inefficienza.

Per riportare il gas metano a temperatura ambiente verrà utilizzata l’acqua marina che cederà il suo tepore al gas. In altre situazioni tale enorme potenza frigorifera verrebbe utilizzata per processi industriali che ne hanno bisogno. In questo caso invece, viene letteralmente sprecata.

Questo impianto è costato 2 miliardi di euro e fornirà il 10% del fabbisogno italiano. Quanti sprechi si  evitarebbero risparmiando 2 miliardi di euro? Il Veneto diventerebbe autonomo energeticamente.

La proprietà dell’impianto è così divisa: Il 45% appartiene alla ExxonMobil, il 45% alla Qatar Petroleum. Il 10% alla Edison. In caso di crisi energetica il gas prodotto non sarebbe sufficiente a coprire il fabbisogno di un comune di 15000 abitanti.

Gran parte di questo gas verrebbe utilizzato per riscaldare le abitazioni. Ma quante delle abitazioni in Veneto hanno una discreta certificazione energetica? Molte poche. Perchè allora non partire limitando la dispersione del calore dagli edifici in modo da consumare meno combustibile possibile?

Carlo Braggio

P.S. Domenica 7 giugno la Lista Civica Vicenza a 5 stelle ha iniziato la raccolta firme per la proposta di delibera di iniziativa popolarePer una Vicenza rifornita solo da energia pulita“. Fino ad’ora sono state raccolte 20 firme. Grazie a quanti hanno prestato la propria collaborazione.

Il prossimo appuntamento è fissato per giovedì 11 giugno dalle ore 9 alle ore 20 in contrà Garibaldi.

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