L’acqua è trasparente, vogliamo trasparenza sull’acqua

dal sito del comitato No Dal Molin

Lo straordinario risultato della raccolta firme per indire un referendum sulla ripubblicizzazione dell’acqua e dei servizi, un milione e quattrocentomila firme raccolte, di cui oltre ventitremila solo nella nostra provincia, ha dato un salutare scossone al dibattito sul governo dei beni comuni e sui processi di privatizzazione che, espropriando la collettività, garantiscono a pochi privati la gestione di risorse fondamentali e comuni.

A Vicenza questa discussione, con l’esplodere della vicenda Dal Molin, ha sensibilizzato e responsabilizzato migliaia di cittadini che, preoccupati dall’impatto che la nuova base avrebbe avuto sulla falda sottostante, si sono mobilitati per denunciare i rischi e per difendere uno dei beni comuni per eccellenza: l’acqua.

Tra poche settimane si apriranno a Cancun i lavori del COP16 sui Cambiamenti Climatici, dopo il sostanziale fallimento del vertice di Copenhagen dello scorso dicembre. La crisi ambientale e climatica è sotto gli occhi di tutti. Già dal 21 agosto noi tutti saremo a credito per sostenere il peso dell’impronta ecologica umana sul pianeta. Per noi è sempre stato importante pensare globalmente per agire localmente. Siamo convinti che ognuno debba essere responsabile di fronte a questa situazione. Vogliamo partire dalle buone pratiche che possono essere sviluppate a livello locale.

Per questo avevamo proposto molti mesi fa un ordine del giorno in consiglio comunale sulla difesa dell’acqua come bene comune. Conseguentemente abbiamo presentato una proposta di modifica dello Statuto che sancisse formalmente che l’acqua, essendo un diritto umano fondamentale, è una risorsa priva di rilevanza economica. “L’accesso all’acqua potabile è un diritto umano fondamentale”, ha addirittura sancito, con una storica risoluzione, l’assemblea delle Nazioni Unite nel luglio scorso.

Purtroppo, ad oggi, solo l’ordine del giorno, che è semplicemente un atto d’indirizzo, è stato portato in discussione in consiglio comunale, dove è stato tra l’altro approvato a larghissima maggioranza. E’ invece bloccata la proposta di modifica dello statuto, a quanto sembra per la difficoltà nell’avere un parere da parte di AIM sulla materia.

Noi vogliamo invece che la questione venga discussa pubblicamente, in consiglio comunale perché, come dicevamo prima, l’acqua è trasparente, e vogliamo trasparenza sull’acqua. Che è di tutti, non di un presidente di CdA o di un amministratore locale.

Per questo presenteremo una diffida al presidente del CdA di AIM, al sindaco Variati e al segretario generale del Comune, dott. Vetrano, affinché sia garantita la discussione di questo importante tema in consiglio comunale. Sabato 23 ottobre, dalle 10, effettueremo un sit in di fronte alla sede di AIM a S. Biagio per sensibilizzare la cittadinanza e per consegnare ad AIM la diffida, così come verrà fatto successivamente anche a Palazzo Trissino.

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