Le nostre risposte per Vicenza

In questo post raccogliamo le risposte date al Giornale di Vicenza dalla nostra portavoce Liliana Zaltron sui problemi e i “temi caldi” della città.

Alluvioni e bacino di Caldogno

Come ha spiegato egregiamente l’ex magistrato alle acque Baldisserotto venerdì dal palco di Beppe Grillo, i bacini di laminazione sono interventi puntuali che da soli non bastano. In particolare, quello di Caldogno da solo serve a gran poco: calcolando il rapporto tra la sua capacità e la portata del fiume, infatti, il bacino di Caldogno si riempie in quattro ore, mentre le ondate di piena in città durano molto di più. Non basta quindi a salvare Vicenza, i suoi abitanti e i suoi beni dalla furia dell’acqua. Una furia causata dall’incuria, dalla cementificazione e dalla burocrazia. Le opere più urgenti e alle quali daremo priorità su qualsiasi altra cosa, sono la pulizia degli alvei fluviali, anche dragandone il fondo, e golene, ossia argini rialzati a qualche metro dal letto del fiume, in grado di incrementare notevolmente la portata nei giorni di piena. Interventi che la cittadinanza attende dal 2007, tre anni prima del disastro del 2010. Si è perso troppo tempo e si specula sulle emergenze. E’ il momento di dire basta.
Dal 2010 ad oggi si è pensato a tutto fuorché alla sicurezza idraulica di Vicenza. Abbiamo visto l’inaugurazione di una fontana in Viale Roma, fioriere sui ponti, asfaltature di superficie, mini-rotatorie in ogni quartiere. Abbiamo le sirene per dare l’allarme, come in guerra. Ma il nemico qui non è il fiume. E’ la politica dei partiti che negli ultimi mesi ci ha abituato a un muro contro muro tra Comune e Regione. I politici promettono ma traccheggiano, mentre i vicentini vivono nel terrore di un nuovo incubo esondazione. Non si fa nulla per prevenire i disastri. In compenso vanno avanti senza problemi i lavori al Dal Molin a nord e a Borgo Berga a sud della città, che hanno solo aggravato la situazione impermeabilizzando ulteriormente il territorio lungo il corso del Bacchiglione. Evidentemente per i partiti le urgenze sono altre e ripulire gli alvei dei fiumi dal punto di vista elettorale è molto meno conveniente di tagliare nastri davanti alle telecamere.

Rilancio del Centro e Basilica Palladiana

Il centro sta soffocando, realtà storiche e consolidate chiudono i battenti a causa di una promozione disarticolata e poco efficace e della mancanza cronica di posteggi. Andando a potenziare i parcheggi periferici, Canove, Stadio e Ponte Alto, si può arrivare quasi a raddoppiare i posti, liberando allo stesso tempo piazze per ospitare eventi e marciapiedi, per i pedoni e le bici. Pensiamo a Piazza Matteotti, Piazzetta S.Pietro, Canove Vecchie e Piazza Erbe, proprio sotto il nostro monumento simbolo, da poco restaurato. Tutti spazi che oggi sono occupati dalle auto e che devono tornare ai cittadini. Il nostro progetto è quello di fare respirare il centro. Per incentivare l’afflusso di turisti vogliamo puntare sulle produzioni locali. Il vicentino è un territorio di eccellenze, dai mobili, al vestiario, alla ceramica, ai prodotti Dop, e fucina di artisti di primordine. Perché non ospitare queste produzioni e questi artisti nel nostro meraviglioso centro storico? Quello che serve veramente sono inventiva e forza di volontà.

Degrado e rivitalizzazione quartieri

Il problema sicurezza a Vicenza è molto sentito. La cronaca recente è stata segnata da fenomeni gravi legati al degrado e la politica pare incapace di dare risposte efficaci. La soluzione passa prima di tutto dai cittadini, che vanno coinvolti come attori principali in questa “lotta”: vivere gli spazi è l’unico modo per tenere lontana la delinquenza dai quartieri. Per questo pensiamo a iniziative diffuse sul territorio, attraverso convenzioni con le scuole e le associazioni culturali e sportive. Inoltre intendiamo sviluppare nuovi servizi gratuiti di prevenzione, come una piattaforma di “web-police” e un servizio di “stuart” volontari per segnalare in tempo reale alle forze dell’ordine crimini in atto e fenomeni di delinquenza. Ricette di buon senso e soluzioni intelligenti per reprimere il degrado puntando su una città più vivibile e vissuta. Un’altra idea che va in questa direzione e da sviluppare con i cittadini consiste in un progetto di urbanistica partecipata per ridisegnare Campo Marzo, pensando a zone ristoro, spazi per attività ludiche e sportive. Le giostre e i mercatini da soli non bastano. Per tornare ad essere dei vicentini il parco deve essere vissuto sempre.

Tangenziale e manutenzione strade

Vicenza negli anni ha continuato a espandersi senza i dovuti adeguamenti strutturali e perciò è soffocata dal traffico. Quello diretto a Nord, in particolare, interessa le vie cittadine con problemi di circolazione, inquinamento e sicurezza. La tangenziale nord-est cinque anni fa figurava come l’opera principale a “rimborso” della città per la nuova base Usa. In tutto questo tempo il progetto è rimasto fermo al palo e i soldi non si vedono. A quanto ci è dato sapere l’intenzione è di procedere a stralci, partendo dal prolungamento di Via Aldo Moro fino a Ospedaletto. Un primo “troncone” che andrebbe a sgravare S. Andrea, Viale Trieste e Anconetta dal traffico interurbano e pesante, ma che non dà risposta ai nuovi problemi viabilistici che comporta l’apertura della nuova base al Dal Molin, che complicherà ulteriormente la situazione già critica dell’Albera. E’ mancata la concertazione e per questo cittadini e comitati sono sul piede di guerra, non certo da oggi.
La bretella per il Dal Molin purtroppo si è resa necessaria con la nuova base, ma ci battiamo affinché sia parallela alla tangenziale e non perpendicolare lungo l’argine del Bacchiglione, come attualmente previsto, per minimizzare l’impatto ambientale. Per il prolungamento di Via Aldo Moro sosteniamo da sempre il tracciato lungo la ferrovia per ridurre il consumo di territorio e tutelare le nostre campagne e il paesaggio. Il restante tratto di tangenziale tra Via San Antonino e Ospedaletto, invece, resta un’incognita: in tanti anni non se n’è venuti a capo, tanto che oggi è lo stesso Variati a gettare la spugna, al punto da declassarla tra le opere non prioritarie. Un motivo in più per concentrarsi sulla sicurezza dei cittadini nelle strade già esistenti. Per noi è quella la vera priorità. Proprio Via Aldo Moro è uno dei nodi più spinosi e più pericolosi specie per i ciclisti, sia a Ca’ Balbi, sia all’incrocio con strada di Bertesina. Servono attraversamenti sicuri, soprattutto in prossimità delle grandi rotatorie.

TAV

Come noto, il Movimento 5 Stelle non nutre una grande simpatia per la linea TAV. E’ un’opera che allo stato attuale serve solo ad ingrassare il nostro debito pubblico. Una fermata a Vicenza, inoltre, appare inutile: è il buon senso a suggerire che, fermando già a Verona e Padova, un treno che dovesse fare tappa anche nel nostro capoluogo non potrebbe nemmeno raggiungere l’alta velocità per cui è progettato.
Se l’alta velocità s’ha da fare, come il nuovo esecutivo sembra fare intendere, la nostra proposta è che la linea passi a sud della città, senza fermata. Quello che serve ai vicentini non è l’alta velocità, ma la “bassa velocità”: infrastrutture e mezzi per la vita di ogni giorno, per pendolari e studenti che si muovono nel territorio provinciale. Pensiamo alla linea Vicenza-Schio, oggi sottoutilizzata, e il cui tracciato può ospitare una metropolitana di superficie che colleghi la stazione all’Anconetta, passando dallo stadio e S. Andrea, e al miglioramento del servizio ferroviario, anche in orario notturno, a collegamento con Verona e Padova, sia per i pendolari, spesso ammassati in pochi vagoni quasi sempre in ritardo, sia in previsione delle nuove utenze della Linea Tav.
Le posizioni dei maggiori avversari politici sull’argomento denotano ancora una volta il distacco tra i partiti e i cittadini. I primi si preoccupano dei supertreni e degli appalti ai soliti costruttori, i secondi chiedono di non essere costretti a viaggiare stipati come animali a causa delle infrastrutture ferroviarie ferme al dopoguerra. Ci chiediamo quanto a lungo dovremo sopportare di vedere portate avanti mega-opere miliardarie, mentre il Paese soffre e nulla viene fatto per migliorare la qualità della vita di ogni giorno, con la scusa, la menzogna, che “non ci sono soldi”.

Stadio 

Come abbiamo avuto modo di spiegare ai residenti e come inserito nel nostro programma, il Movimento 5 Stelle è per il mantenimento dello stadio Menti, anche per non trovarsi ad avere un altro “buco” in città. Riteniamo che i lavori di restauro o l’eventuale demolizione della gloriosa struttura calcistica siano da concertare insieme alla società, ai tifosi e al comitato dei residenti, in qualità di diretti interessati.
L’amministrazione comunale ha ammesso lo scorso gennaio che i lavori al Menti richiedono “qualche milione di euro rispetto alle decine di milioni di euro per la realizzazione del nuovo impianto”. Meglio quindi mantenere lo stadio dov’è ora, concentrandosi sulle priorità del quartiere che da 80 anni lo ospita. Priorità soprattutto infrastrutturali, a tutela della sicurezza dei residenti e a favore di una mobilità sostenibile. Pensiamo alla riqualificazione dell’argine del Bacchiglione, a dossi o autovelox per limitare la velocità dei veicoli in Viale Stadio e Viale Trissino, all’apertura serale della passerella tra l’università e lo stadio, all’ampliamento di Park Bassano, su più piani, per permettere di rimuovere strisce blu dalle carreggiate in favore di piste ciclabili che colleghino Borgo Casale e Viale della Pace a Piazza Matteotti. Da troppo tempo si pensa solo allo stadio in sé trascurando gli abitanti della zona. E’ ora di pensare anche a loro. Non capiamo come si possa continuare a dire che “non ci sono soldi”, ad esempio, per risistemare gli edifici scolastici e pensare poi di spendere milioni per sostenere gli investimenti di una società privata quale il Vicenza Calcio.

AIM e partecipate

Il gruppo AIM è una grande realtà di proprietà di tutti i vicentini e pertanto rappresenta un patrimonio di assoluta importanza, che va salvaguardato. Da realtà industriale al servizio della città che generava utili per il Comune, nell’ultimo periodo si è trasformata in una società che vede nel mercato la propria ragion d’essere e il proprio futuro. Questa dolorosa trasformazione è stata frutto di molte scelte sbagliate, che purtroppo continuano a perpetrarsi. Noi proponiamo di mantenere la vicentinità di questa importante realtà, perciò siamo favorevoli alla gestione in-house. Non riteniamo corretto esporre la municipalizzata a rischi che qualora si concretizzassero ricadrebbero sulla collettività e i dipendenti. Su questo non transigiamo. Riteniamo invece che l’azienda debba essere gestita in modo più attento, in modo da ritornare presto a quello che era: un’azienda sana ed efficiente, che assicuri i servizi essenziali ai cittadini, garantendo qualità a prezzi accessibili.

Tasse e tariffe

La pressione fiscale è a livelli insostenibili e le famiglie e le imprese che non riescono a reggerne il peso cresce ogni giorno, purtroppo con risvolti spesso drammatici. Non vogliamo fare false promesse elettorali, che non sono nel nostro stile, ma ci impegneremo per raggiungere l’obbiettivo di contenere le tasse e le tariffe che oggi pagano le famiglie vicentine, puntando sull’efficienza della macchina amministrativa, che può portare a risparmi sostanziosi per le casse comunali. Per questo faremo tutto il possibile per tagliare gli sprechi e migliorare i servizi offerti, mettendo al centro del nostro operato realmente il Bene Comune.
Intendiamo seguire l’esempio di Parma, chiedendo ai cittadini di inviare i propri curriculum per trovare le professionalità migliori per amministrare la città in maniera trasparente e partecipata. Inoltre, come a Parma, punteremo sul bilancio partecipativo, permettendo che siano i cittadini a scegliere dove destinare le risorse, se finanziare una tangenziale o gli asili nido. Destra e sinistra non significano più nulla. Oggi la distinzione è tra cittadini e partitocrazia. Non a caso il nostro motto è “votate per voi”: l’alternativa è una sola e i vicentini sono stanchi delle promesse non mantenute di chi antepone gli affari al bene comune.

Liliana Zaltron, candidata sindaco di Vicenza
Movimento 5 Stelle

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