Lega Nord e rimborsi elettorali: storie di truffe

Il 14 settembre 2011 sotto la basilica Palladiana eravamo presenti a raccontarvi la vera identità dell’azienda di famiglia Bossi: la Lega nord.

Oggi c’è poco da stupirsi di quello che si legge nei giornali, piuttosto stupiamoci delle illazioni rilasciate a loro  discolpa.

Tutti sapevano, politici e giornalisti, nessuno escluso. Credieuronord, cooperative padane, villaggi in Croazia, il caso Tanzania non sono altro che gravi indizi di colpevolezza nei confronti della Lega Nord.

Le dichiarazioni rilasciate dal “trota”, da Maroni o chiunque altro appartenente ai loro “cerchi magici” sono l’ennesima presa per i fondelli per il loro elettorato.

I finanziamenti elettorali, spacciati per rimborsi, sono semplicemente una truffa ai danni dei cittadini che li hanno aboliti con un referendum. I soldi vanno restituiti! Fa sorridere Di Pietro e la sua Italia dei Valori che dopo aver intascato anche loro milioni di euro di rimborsi elettorali ora propone un ulteriore referendum per abolirli. Ricordiamo che per i  promotori di un referendum è previsto a loro volta un rimborso. Oltre al danno la beffa!

In questi anni il Movimento 5 Stelle ha dimostrato che è possibile fare politica senza l’uso di denaro pubblico. Alle scorse elezioni regionali il movimento 5 stelle ha rifiutato senza la necessità di alcuna legge o referendum un milione e 700 mila euro di rimborsi elettorali.

Se chiunque di questi partiti si sentissero ora in colpa per i rimborsi elettorali ricevuti, non devono far  altro che intestare un assegno alla tesoreria dello stato.

Fuori i soldi dalla politica, fuori gli interessi privati. Fare politica deve diventare un servizio prestato dai cittadini per il bene dei cittadini.

Print Friendly
Share