L'unica strada

Oggi, un signore distinto e sulla sessantina mi ha fermato in pasticceria e mi ha testualmente detto: “In queste elezioni non ho votato nessuno, per protesta, ma mi sono detto che se i grillini non avessero fatto inciuci, avrebbero avuto il mio voto. Ebbene alle prossime lo avranno, ma guardi, o cambierà qualcosa così oppure non rimane che farlo in altro modo…”.
Il non aver accettato il patto scellerato di Bersani è stato sintomo di coerenza del M5S verso ciò che la gente vuole veramente: mandare a casa questi incapaci e corrotti che da decenni torturano le nostre vite. Il problema è la seconda parte del ragionamento del mio interlocutore, un ragionamento che sembra ormai essere diffuso e ben presente in molte persone: si prova legalmente, poi chi non ha più nulla da perdere tenterà qualcos’altro.
Rabbrividisco al pensiero. Oggi, un paio d’ore dopo il mio incontro, quasi profetico, hanno sparato a Roma: episodio da condannare senza riserve. Ai poveri Carabinieri tutta la solidarietà; ai parlamentari che già si inerpicavano in valutazioni tendenziose e con l’unico scopo di minimizzare l’allegoria del gesto, beh, è andata male. Perché il gesto è stato simbolico, premeditato, sicuramente mirato ad ottenere il massimo della visibilità, da parte di chi voleva a tutti i costi dire qualcosa allo Stato. Non un pazzo, né uomo in stato confusionale. L’autore del gesto è un padre di famiglia; onesto, dice chi lo conosce, fino ad allora completamente non-violento e senza lavoro da due anni. “Volevo andare a sparare ai politici” dichiara. Invece, alla fine, ha ferito due persone normali, come lui. La guerra tra poveri come annunciato dal Movimento e da Beppe tante e tante volte è nel pieno del suo sviluppo. Mi chiedo: rimarrà sempre tale? Qualcuno parla del “clima che si è creato” alludendo non molto velatamente al M5S, come se fosse stato il MoVimento a creare rabbia e disperazione in questi lunghissimi anni di crisi. Parlano di “clima” proprio i veterani dell’inciucio: ancora non hanno capito che il problema sono loro! Non hanno capito che abbiamo assistito ad un episodio “simbolo”, dove chi non ha nulla da perdere, travestito da passante incuriosito, non ha più tirato le monetine, ma impugnato la sua disperazione e fatto fuoco verso quello che per lui rappresentava il “potere”. I sentimenti suicidi stanno subendo una lenta ma inevitabile trasformazione, nel sentire popolare; il senso di colpa e di fallimento non investono più l’ego ferito di chi non riesce a tirare avanti una vita impossibile, ma stanno diventando armi cariche, alla ricerca di un colpevole.

Il prossimo a sparare potrebbe essere un altro “normalissimo cittadino”, un altro che perde la testa, stanco di vedere la sua dignità calpestata, pronto a calpestare la vita di quelli che per lui sono dei carnefici. Dobbiamo impedirlo. Dobbiamo lottare perché non succeda e dire a tutti che la strada del Movimento 5 Stelle, legale e non-violenta, è l’unico modo per cambiare le cose veramente in questo paese. Dobbiamo dire alla stampa che la smetta di strumentalizzare qualsiasi notizia, perché il paese reale ormai è conscio della verità e se sfuggirà di mano non sarà più possibile fermarlo ed anche i giornalisti avranno la loro parte di responsabilità. Dobbiamo dire alle vecchie nomenklature che è finita, oggi più di ieri; che non basta un governicchio per tirare avanti un altro po’, per salvare amici e “amici degli amici” dai processi e dagli scandali. E’ finita, ormai è finita ed è questione di poco. Si arrendano. Oppure il peggio sarà inevitabile: quando si vedranno rischiare la pelle camminando per strada, solo allora, capiranno di dover mollare la presa che ci stringe il collo?

Maurizio Ottomano
Giornalista
Candidato Consigliere M5S Vicenza

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