Movimento 5 stelle di Proposta

Proposta accanto alla protesta. Questa è la forza del MoVimento 5 Stelle. Questo è quello che spaventa la Casta. Spaventa perchè il MoVimento 5 Stelle è soprattutto proposta. Il programma è on-line da oltre un anno, il blog è pieno di idee quotidianamente. Non se ne parla e quindi sembra che non sia così. Si parla solo della protesta. E quindi, il MoVimento è solo protesta. Non è così. Proposta accanto alla protesta.

In alternativa a questa manovra del governo:

  1. Rimettere in moto il settore edilizio-immobiliare senza nuove cementificazioni. Bisogna incentivare il mercato attraverso la detassazione delle compravendite, abbattendo l’IVA sulle case e rimuovendo l’obbligo dell’atto notarile. Incentivare riqualificazioni e restrutturazioni aumentando la pressione fiscale su immobili fatiscenti o inutilizzati.
  2. Incentivare i mercati in espansione, favorendo con mezzi legislativi la nascita o lo sviluppo di aziende che operano in determinati settori (es. Energie Rinnovabili). Nessuna spesa per l’istituzione di nuove aziende, tasse fortemente ridotte per investimenti in ricerca, accesso al credito agevolato per aziende meritevoli, queste sono una serie di misure che non rappresentano costi per lo stato bensì ricavi posticipati. Un idea di sviluppo e non una politica rivolta solo a mungere una mucca ormai munta.
  3. Abbattimento della spesa pubblica senza impatto per il cittadino. Eliminare le provincie, non come funzione, ma accorpandole nelle regioni, riducendo i centri di costo ed eliminando una struttura politica che crea ulteriori rallentamenti nel processo burocratico e serve solo a permettere a partiti minori di crearsi un bacino elettorale a spese della cittadinanza. Limitare le auto blu ed i benefit accessori ai politicim, ma soprattutto a tutti quelli che gli gravitano intorno senza avere una funzione degna di merito. Ridurre drasticamente il numero dei parlamentari. Un processo di moralizzazione nato dall’alto crea un processo virtuoso che incentiva tutti i cittadini a tenere un contegno più adeguato ed a rispettare delle regole condivise. In uno stato eticamente ben condotto, evadere le tasse e comportarsi aggirando le regole diventa un disonore.
  4. Una politica fiscale equa che limiti l’evasione. Se un paese ha 100 miliardi di euro di evasione, è un dovere cercare di combatterla con tutti i mezzi. Ma la lotta deve essere fatta contro gli “intoccabili”. Abbiamo a disposizione liste su liste di persone che hanno reimportato capitali per centinaia di milioni di euro. Non ha senso impostare una linea di tracciabilità dei pagamenti di piccolo importo, perché significa penalizzare chi lavora. Altra cosa è invece rendere tracciabile ogni pagamento relativo alle attività dei professionisti. Notai, medici, commercialisti.
  5. I governi hanno permesso a poche aziende di ingrassarsi senza vergogna negli ultimi vent’anni. Ai primi cedimenti nei margini hanno cominciato a delocalizzare le produzioni con lo sdegno di tutti, ma contemporaneamente nella totale inerzia. Ora che è finita la pacchia, chiudono definitivamente lasciando capannoni vuoti, scempi ambientali e famiglie senza lavoro. Niente marchio made in Italy per che scappa perchè sono sciacalli, non imprenditori. Esproprio dei capannoni, dei terreni ed obbligo di ripristinare le zone sfruttate.

Come sempre è la volontà a fare davvero la differenza. Strumenti per iniziare davvero a sistemare le cose ce ne sono moltissimi, spesso di immediata e gratuita attuazione. Quello che manca davvero è la volontà politica di farlo.

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