“Noi amiamo Silvio”, nel libro del premier foto ritoccate per moltiplicare la folla

L’editore: lui ha voluto cambiare un po’ la scenografia…
Vacon Sartirani, grafico bergamasco, ha notato le stranezze

MILANO (3 febbraio) – L’uso di photoshop negli scatti vip non è certo una sorpresa, appare tuttavia più curioso quando si tratta di politici. L’escamotage più in voga per calendari e copertine è stato malamente utilizzato nel libro “Noi amiamo Silvio” dell’editore Alberto Peruzzo. In una foto si vede la folla che acclama il premier letteralmente “duplicata” rispetto al reale.

L’immagine è racchiusa in un volume dedicato al premier e nel quale sono raccolte le foto – si legge nella prefazione firmata dall’editore Alberto Peruzzo – che testimoniano il suo impegno a livello nazionale e internazionale. Un album dove Berlusconi appare accanto ai sostenitori e ai leader mondiali e che è in edicola dal 27 gennaio scorso.

L’editore: lui ha voluto cambiare un po’ la scenografia. L’editore si giustifica dicendo che Berlusconi sapeva della preparazione del libro «e mi ha chiesto di fargli avere una bozza in anteprima per vedere se le immagini erano a posto». Poi conclude: «Cosa vuole che le dica, io avrei lasciato tutto al naturale, lui ha voluto cambiare un po’ la scenografia. D’altronde la gente è abituato a vederlo in un certo modo e magari senza quegli accorgimenti non l’avrebbe riconosciuto».

I “ritocchini”. Vacon Sartirani, grafico bergamasco, ha acquistato il volume e ha notato alcune stranezze in un’immagine: si vede Berlusconi che da un parapetto in piazza Duomo si sporge verso la gente che lo acclama, peccato che da un lato e dall’altro della foto vi siano le stesse persone. Non somiglianti, non sosia, proprio le stesse. In pratica, grazie a photoshop un “pezzo” di folla è stato copiato e incollato dall’altra parte.

Sartiani, che definisce i ritocchi «grossolani» precisa: «Innanzitutto è sbagliata la didascalia: quello scatto risale al 1998, e non al 2008. E poi si tratta di un’immagine costruita: Berlusconi regge un mazzo di fiori palesemente disegnato, e sono stati «clonati» dei pezzi di folla, per riempire la piazza». A questo punto Sartirani scansiona la foto e la manda al blog San Precario, ed ecco che si scoprono altre imprecisioni: due bandiere di Forza Italia aggiunte successivamente, ad esempio. «Poi c’è il parapetto del palco, i cui contorni sono troppo sfumati per essere veri» insiste Sartirani.

FONTE: il Messaggero.it

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