Non capisco! (la ghettizzazione del trasporto pubblico come metodo di distruzione di massa)

In questi giorni dalla cucina di casa mia  vengo colto dal  riverbero dei   classici  frastuoni derivanti da  “lavori in corso”. Musica per le mie orecchie, visto che provengono   dalla ultimazione della opera pubblica dinnanzi al cavalcavia di Via Quadri che, grazie ad  una nuova grande rotatoria, permetterà una viabilità  molto più scorrevole rispetto al passato per quanto riguarda via quadri appunto, via ragazzi del 99  eccetera . Bene  dunque, visto che  i fattori che  consentono di alzare la qualità della vita in un paese, secondo la comunis opinio delle ricerche  internazionali comparate, sono azioni  quali   il fluidificare la circolazione delle automobili  , vero?   Certo perchè riducendo soste e rallentamenti   si ridurranno conseguentemente i livelli di inquinamento acustico e quello provocato dalle polveri sottili.   poco conta se per fare ciò  siano necessitanti atti   quali “il  rosicchiare”  spazio da un asilo .   Ottimo quindi anche il progetto di spendere una bella somma di danaro per  espropriare dalle Banche (Popolare di Vicenza) palazzi  da abbattere, al fine di  costruire nuove  corsie da riservare  ai mezzi pubblici  in via XX settembre IV  novembre, Legione Antonini   eccetera,      di modo che gli stessi non intralcino il  trasporto privato. Infatti è  palese a tutti come,  servano nuove corsie,   per  permettere ad autobus e corriere di servire i cittadini di serie B, da considerarsi tali per non   potersi spostare utilizzando le proprie auto.   Cosa accadrebbe infatti se le strade  pubbliche fossero concepite in primis per il  trasporto pubblico?  Follie! Molto  più ragionevole: prima  ridurre il servizio di trasporto pubblico per mancanza di  risorse, poi costruire nuove corsie per il servizio stesso, aspettando fiduciosi   il giorno in cui  questo  arrivi a  raggiungere  livelli da paese  veramente moderno . Sicuramente  con  questa mentalità e lungimiranza Vicenza e tutta la pianura padana si  libererà  da quella cappa di smog che attanaglia la salute di noi tutti. D’altronde è con questo genere di mentalità che Vicenza ha ottenuto il decimo posto di categoria per numero di abitanti,  secondo l’indagine di Pragma market   research company,  in tema  di performance  ambientali  in Italia.  Cosa conta   poi se oltrepassando i confini nazionali  con una semplice   occhiata in rete, possiamo   capire che in realtà stiamo vivendo in una delle aree più inquinate d’Europa tanto da violare i limiti posti dalla stessa per moltissimi giorni l’anno (vedi blocchi del traffico)… non saremo mica nell’era della globalizzazione vero?

Al di la  dell’ironia   sinora  ostentata per concludere ci tengo a precisare che io sono stato un utilizzatore dei mezzi pubblici per   tanto tempo e per quanto  riguarda il trasporto su gomma ho oggettivamente accertato come negli anni questo sia divenuto sempre meno  efficacie ed accessibile .  In particolare per quanto riguarda le corriere, ricordo che dinnanzi al sovraffollamento  di quelle utilizzate dai ragazzi di scuola (e Proff sfigati)  le corse  giornaliere  programmate per  l’anno scolastico 2011 2012  dall’autorità competente,  ipotizzavano un     taglio di circa il 15% rispetto all’anno precedente . Allora per  non   comprimere ancora di più  gli  studenti,  si è  pensato di eliminare corse in fasce orarie pomeridiane.  Certo! Perchè le persone normali di pomeriggio non si spostano, vero? se poi uno studente non riesce a   utilizzare la corsa per il suo  paese  entro le  13.30circa ,  perchè  invitato a  scendere dall’autista  dopo che lo stesso  abbia verificato  il superamento del carico consentito, che problemi ci sono se la corsa successiva sarà  ore dopo?    Inoltre  il fatto che il    sottoscritto oggi non necessiti più  delle corse della F.T.V. per il cambiamento del  posto di lavoro e che la locazione  di quest’ultimo mi   spinga verso il trasporto pubblico urbano, ha risolto il mio problema?    No perchè la realtà che mi sono trovato  ad  affrontare relazionandomi con la A.I.M. mi ha    convinto a desistere  fino al punto di  non  fare   neppure l’abbonamento.   Questo sia certo per l’impossibilità di  accedere alle  fermate utili a causa della mia disabilità , sia però anche per l’esiguità  del servizio.  Servizio che diviene poi ancor più esiguo quando   la” stagione degli studenti” ha termine e alcune   linee per questo vengono  soppresse  (esempio  linea 3). Così   facendo di necessità virtù, oggi  la mia ancora di  salvezza  è diventata la camminata, che per circa  un’ora e mezza fra andata e ritorno, mi impegna quotidianamente . Se però questo da un lato  mi  inorgoglisce per la  conseguente riduzione del mio peso sull’ambiente, dall’altro mi preoccupa per il futuro perchè non  dispongo della certezza   sulla salute necessaria per questo genere di tragitti che, per un cieco, qualche  avversità in più del normale la presenta .

Cosa ci occorre allora per cambiare lo status quò  ed ottenere una viabilità sostenibile?, Forse l’ennesimo imprecare contro le scelte politiche della pubblica amministrazione locale? Non credo  perchè queste, se pur criticabili,  sono  probabilmente  specchio di ciò che la  cittadinanza è  divenuta, visto che il trasporto  pubblico di fatto è poco utilizzato dai  vicentini . Serve allora un cambio di mentalità che parta dalla base, dal popolo, da noi cittadini che   dobbiamo capire come, vivere in un   ambiente salubre   non sia  solo un astratto diritto   costituzionale, bensì  una concreta necessità per  prolungare ed alzare veramente la qualità della vita . Siamo oggi allora in grado di capire che chi usa i mezzi pubblici è una persona intelligente e non uno sfigato?   Cioè Il Vicentino o meglio l’italiano medio è  adesso in grado di intelligere la realtà che lo circonda  tanto da  rinunciare  a certi agi, per   far del bene a se ed ai propri figli?   Temo che  questo momento non sia ancora giunto   ed allora  arrivo a pensare  a  soluzioni   alternative.   Pensieri che fanno intravedere soluzioni   quali ad esempio  un rincaro dei carburanti di un ulteriore 100%, che ci   obblighino ad utilizzare l’auto solo se necessaria . Si questa   potrebbe divenire una soluzione perchè    forse aveva ragione    mio nonno  che spesso mio padre mi cita recitando  la formula … “Ricordati che a certe persone è più facile metterlo in quel posto che  in testa!”… siamo forse appartenenti alla categoria?

Riccardo Melchiorre

 

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