Oasi di Casale: inutile il sopraluogo fatto tanto per fare

oasiNon c’è alcun pericolo di inquinamento nell’Oasi di Casale”. L’articolo sul GDV di mercoledì 25/05/2016 riporta le dichiarazioni dell’assessore alla progettazione Antonio Dalla Pozza.

Cosa dà questa certezza all’assessore?

…I risultati delle ultime analisi svolte dal settore ambiente del Comune di Vicenza e dall’Arpav. Analisi richieste attraverso un esposto dal Comitato di Casale e liberi cittadini”.

Ora, una persona ragionevole, conoscendo il problema dell’interramento di sacchi contenenti il famigerato cromo esavalente, avvenuto una trentina di anni fa, come denunciato dal Comitato, si potrebbe immaginare uno schieramento di tecnici qualificati che, dotati di sofisticati e precisissimi strumenti di misurazione, sondano il terreno prelevando campioni da avviare alle analisi.

Ma quali sono state le analisi eseguite? E come mai l’assessore rilascia tali dichiarazioni anziché rispondere all’interrogazione presentata in data 01/04/2016 allegando le analisi – che si spera siano recenti- ed il documento a firma del dirigente preposto?

Speriamo vivamente che l’assessore non si riferisca al sopralluogo del 26/02/2016

Si deve sapere infatti che in data 26/02/2016 è avvenuto un sopralluogo con alcuni tecnici del Comune e di Arpav rivelatosi poi più una passeggiata, alla quale hanno partecipato anche alcuni cittadini, attraverso l’oasi alla ricerca di rilievi esclusivamente visivi che nulla avevano a che vedere con le “analisi” richieste dal comitato e da più di 400 cittadini.

Gli stessi tecnici del Comune e dell’Arpav avevano dichiarato che il sopralluogo aveva solo lo scopo di evidenziare visivamente la presenza di materiali inquinanti e che non sarebbero stati fatti in quella occasione prelievi scavi o altro.

La scampagnata non ha dato, perché non lo poteva dare per la sua essenza superficiale, alcun risultato a parte la presa visione di pneumatici che stazionano da anni in loco.

Vogliamo ben sperare che invece non sia diventata, agli occhi dell’assessore, la prova inequivocabile dell’assenza di sacchi di cromo interrati. Sarebbe veramente troppo!

Dall’ultima verifica è emerso che non c’è alcuna evidenza dell’interramento di sostanze pericolose” dichiara l’assessore.

Quindi ora assessore aspettiamo che ci faccia avere in tempi brevissimi, risposta all’interrogazione del 01/04/2016 – sono ampiamente scaduti i 30 giorni entro i quali Lei avrebbe dovuto rispondere – con allegati i documenti di un ulteriore indagine e le analisi effettuate.

Ci auguriamo infatti che le analisi che hanno dato tanta sicurezza al nostro assessore non siano quelle che risalgono ai dati dell’indagine del 1989.

Non è che forse l’assessore vuole rassicurare i cittadini sul fatto che non ci sono sacchi interrati affidandosi ad una scampagnata e a documenti aggiornati al 1989?

Non interessa all’Assessore e quindi neppure all’Amministrazione sapere se quei sacchi nel tempo hanno ceduto alle falde il loro contenuto mortale?

E se interessa quando e quali approfondite analisi e verifiche sono state fatte?

La vita, la salute e la tranquillità delle persone residenti non vale un’analisi approfondita e definitiva?

Per noi si, e così dovrebbe essere per tutti in un paese civile!

Liliana Zaltron

Movimento 5 Stelle – Vicenza

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