Oasi di Casale: l’indagine la paghiamo noi abitanti ma vogliamo arrivare alla verità

Oasi-Wwf-Stagni-di-Casale-F02Plaudiamo all’attività ecologica dell’ Assessore alla Progettazione e sostenibilità Urbana, che con tempestività ha rimediato all’inopportuno affioramento di “inerti copertoni”, nell’ Oasi di Casale senza per questo disturbare la nidificazione degli aironi guardabuoi.

Forse la rana  avrebbe qualcosa da ridire sullo sconvolgimento del suo habitat generato dall’attività “di pesca” dei suddetti copertoni da parte del sommozzatore!!

Assessore, ma non ha sempre detto che i carotaggi da noi proposti  nella zona dell’interramento di rifiuti pericolosi  erano troppo invasivi ed avrebbero alterato l’equilibrio ecologico ormai instauratosi?

Forse tale ragionamento è valido solo per quell’area?

Non vorremmo che l’ “Operazione Copertoni” fosse stata fatta per riacquistare una qualsivoglia “verginità”ecologica proprio nell’area dove da anni il Comitato di Casale, e Giuseppe Romio in particolare, sono impegnati per far chiarezza su episodi da “Terra dei Fuochi”.

Evidentemente all’assessore interessano di più i “Bubulcus ibis”, gli Aironi guardabuoi appunto, ma facciamo notare all’assessore che nei dintorni dell’Oasi vi è anche un consistente insediamento di “Homo sapiens”: forse questa specie ha meno dignità della precedente per cui non merita di essere considerata?

Non interessa all’assessore approfondire e capire, al di là dei tranquillizzanti comunicati ufficiali degli “enti preposti”- Arpav ed ULSS-, come mai in un raggio di qualche chilometro e per una comunità così esigua, sono comparse- come indicato dal Comitato- nel corso degli anni così tante patologie tumorali ?

Chiediamo solo, e lo chiediamo da anni, che vengano fatte delle indagini accurate per capire se c’è inquinamento, qual’è la sua entità e se vi è correlazione.

Solo questo: magari le indagini ci faranno capire che tutto questo non esiste, ma intanto l’avremo appurato, col risultato anche di tranquillizzare la popolazione.

Allo stato attuale dei fatti riteniamo sia  molto grave che si continui ad ostacolare e a non volere tali indagini.

Pertanto chiediamo che  venga consentito al Comitato di Casale di poter accedere all’area e di fare le indagini secondo il protocollo che è stato presentato al costo di circa 14.000 €.

Il Comitato ha dichiarato infatti di essere disposto ad accollarsi tale spesa, per cui non c’è neanche il pericolo del “danno erariale”, che tanto preoccupa l’assessore.

L’assessore, che ha dichiarato che in passato l’Oasi è stata una discarica, ovviamente non controllata e quindi non protetta, non pensa sia il caso di procedere alla bonifica dell’intera area, in modo che non si trasformi in “bomba ecologica”?

E per finire ci piacerebbe sapere quale attività di scavi  effettuano i volontari del Wwf  nei campi vicini allo stagno principale.

Liliana Zaltron

Movimento 5 Stelle – Vicenza

 

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