Piove, governo ladro!

Piove, il fiume non regge, il terreno urla, la grande onda che emerge; cantine allagate, case allagate, pozzanghere allagate.
– Maga, o maga, dacci un segno! –
– “Capricorno!” disse lei con un tono di mistero.
Come gli eroi delle mitiche favole anche noi abbiamo bisogno di segnali, di un segno; qui a Vicenza lo abbiamo appena avuto: dopo una settimana all’insegna del sole e del divertimento dal giorno sabato 30 ottobre la pioggia è scesa a fiotti e quasi d’incanto vicenza si è trovata sotto acqua.
Come è possibile tutto ciò? Variati, attuale sindaco, denuncia in un comunicato i pesanti tagli ai fondi comunali da parte di governo e regione che rendono impossibile una corretta gestione delle risorse idriche comunali.
Nulla però giustifica la totale impreparazione delle istituzioni e delle amministrazioni, nulla giustifica l’edilizia selvaggia quale la continua costruzione di case vicino al fiume, la costruzione di ecomostri in cemento dannosi per la falda acquifera e per l’ambiente tutto come una base militare proprio sopra la falda acquifera, nulla giustifica le continue tradizioni dell’aratura che rendono il terreno instabile, più impermeabile e molto più facilmente erodibile dai fenomeni naturali.
Tutto questo mischiato a quell’incredibile miscuglio di variabili e di possibilità che è il clima ed il sistema pianeta terra, o più semplicemente lo scirocco che soffiando da sud spinge tutte le nuvole verso la nostra pianura crea un alluvione, un alluvione in una città come Vicenza, la ricca e tecnologica Vicenza, campionessa nazionale in esportazioni, gioiello nel nord-est.
Denuncio, denuncio questo fango limaccioso che scorre sotto i piedi e che ancora non si decide a defluire, denuncio l’impraticabilità delle strade, denuncio quelle buche che non puoi sapere quanto sono profonde, denuncio la polemica e le cantine allagate.
Propongo, propongo banchetti di azione pubblica, di sensibilizzazione riguardo ai diciassette punti espressi nella carta di Firenze, programmi di informazione riguardante la bioedilizia, le alluvioni perché no, sensibilizzazione riguardo alla gestione corretta del territorio, energia, economia, acqua, trasporti.
Perché come recita un vecchio adagio: “dopo la tempesta viene sempre il ciel sereno” e saremo noi tutti, liberi cittadini a illuminarlo.

Girolamo Da Schio

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