Più servizi ai cittadini, meno affari per gli imprenditori del cemento

Stato di shock. Questa è la reazione nel leggere l’articolo a pag. 6 de “il giornale di Vicenza” del 27 settembre. Viene da chiedersi di cosa si stia parlando a leggere project financing, società di corridoio, lotto costruttivi.

Basta! Smettiamola di prendere in giro il cittadino. Non serve una scossa per riuscire a costruire le nuove infrastrutture che garantiscano sviluppo all’Italia, serve che un’intera classe politica che ha ingrassato i soliti imprenditori asfaltando l’Italia, distruggendo il territorio e i diritti dei cittadini se ne vada!

Si vuole rivisitare la legge obbiettivo superando così gli eventuali “niet” delle regioni.  Il governo infatti è stato astuto a commissariare con decreto d’urgenza (al pari di un terremoto in corso) la costruzione dell’autostrada pedemontana veneta, ignorando prima la proposta condivisa presentata nel 2002 dalla conferenza dei sindaci dell’area interessata e secretando poi la convenzione economica e il progetto ai ricorrenti al Tar.

Si vuole ridurre il peso del debito pubblico? Si vogliono rateizzare gli investimenti attraverso i “lotti costruttivi”? Per il primo punto, sono azioni già attuate. 39 anni di concessione per l’autostrada pedemontana, 24 per l’ospedale di Santorso, 27 per l’Ulss 8 e 29 per l’Ulss12  ci sembrano rateizzazioni più che sufficienti per garantire un cappio al collo al Veneto per il  futuro prossimo. Riguardo ai lotti costruttivi, ovvero la realizzazione per stralci, non prendiamoci in giro, produrranno lavoro per gli inviati di “Striscia la notizia” che girano l’Italia a denunciare cattedrali nel deserto.

E non è finita, si ha ancora il coraggio di ricorrere al project financing. Costruire a debito, firmando contratti con norme capestro che riducono a zero i rischi per i privati, moltiplicando esponenzialmente i loro utili e obbligando la regione a sopperire nel caso di mancati introiti. Ne sono esempio la costruzione dell’ospedale di Mestre, un buco di 200 milioni di euro per l’Asl 12 (fonte “la nuova venezia” 10 maggio 2011).  La costruzione dell’ospedale di Santorso, un canone annuo di 30 milioni di euro per 24 anni da pagare ai concessionari contro un loro investimento di circa 80 milioni per la realizzazione.  Nel caso l’Ulss non sia in grado di pagare il canone, il concessionario si rivolgerà alla regione (fonte analisi project financing della V commissione Consiglio regionale Veneto). Autostrada pedemontana Veneta, data al concessionario per 39 anni, che non solo percepirà gli introiti dai transiti, ma nel caso non vengano raggiunti i 34.000 veicoli di transito giornaliero la regione Veneto dovrà sopperire ai mancati guadagni.

Questi nostri dipendenti parlano di assi ferroviari e alta velocità quando non sono in grado di progettare una pedemontana che preveda l’intersezione con uno svincolo ferroviario. Il libro bianco del trasporto definito dalla comunità europea parla chiaro: dimezzare entro il 2030 nei trasporti urbani l’uso delle autovetture “alimentate con carburanti tradizionali” ed eliminarlo del tutto entro il 2050; sulle percorrenze superiori a 300 km il 30% del trasporto di merci su strada dovrebbe essere trasferito verso altri modi quali la ferrovia o le vie navigabili entro il 2030; nel 2050 questa percentuale dovrebbe passare al 50% grazie a corridoi merci efficienti ed ecologici. Entro il 2050 la maggior parte del trasporto di passeggeri sulle medie distanze dovrebbe avvenire per ferrovia.

Il governo e la regione Veneto non si stanno muovendo assolutamente in questa direzione. Per sostenere lo sviluppo Veneto è sufficiente  interrompere immediatamente la costruzione a debito e il connubio tra politica e imprenditori che favorisce infrastrutture non richieste a discapito dei servizi ai cittadini. Sosteniamo gli interessi della collettività non dei soliti gruppi privati affaristici.

                                                                                                                          MoVimento 5 Stelle Vicenza

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