Presentazione delle osservazioni al Piano degli Interventi

Giovedì mattina abbiamo depositato le nostre osservazioni al Piano Interventi del Comune.
Una scadenza passata in sordina come del resto l’intero iter di questo documento fondamentale per Vicenza e per la pianificazione territoriale dei prossimi 5 anni.
Contestiamo anzitutto l’opacità del processo decisionale, lo scarso coinvolgimento della cittadinanza, l’aver operato in fretta e furia a fine mandato, sfruttando i progetti oggi in sospeso come garanzia elettorale.

Al di là di tale processo, sul quale già ci siamo soffermati in passato, è il contenuto del P.I. ad essere oggetto delle nostre critiche: migliaia di nuovi metri cubi di cemento, opere pubbliche di dubbia utilità, troppe norme “sottintese”. In particolare, si ravvisa un immotivato sviluppo di volumi residenziali, non giustificato da una domanda reale, a fronte delle 5.000 unità già sfitte e di dati demografici stazionari o in leggero calo.
Nonostante si tratti per la gran parte di interventi di ristrutturazione e ampliamento, sono in progetto anche numerose nuove unità abitative e piccoli quartieri che dalle periferie alla seconda cintura urbana andranno a consumare ettari su ettari di terreno: Borgo Casale, Campedello, Ospedaletto, Polegge, Biron, Settecà, Laghetto, Saviabona, Bertesinella, San Felice, San Bortolo… Questo è il genere di “sviluppo” al quale ci opporremo, d’ora in avanti, per arrivare a costruire “cemento solo sul cemento”. Cementificare è un metodo una tantum per fare cassa, ma è una soluzione che aumenta insieme i costi di gestione, produce inquinamento, crea trasformazioni permanenti con costi passivi dovuti all’impermeabilizzazione del territorio.
Svendiamo i gioielli di famiglia, la nostra terra, per rimandare un declino che pare inevitabile, aggravando la situazione. La soluzione è una politica “cemento zero”, che non significa affatto, come si potrebbe pensare, ammazzare l’edilizia, ma lavorare sull’esistente, andando a migliorare e abbellire il territorio, pensando a una pianificazione di qualità. Abbattere gli eco-mostri e sanare le ferite industriali, per ricostruire strutture moderne e a misura d’uomo. Soluzioni alternative e sostenibili, anche economicamente, al consumo del territorio e al suo inesorabile declino, come dimostrano le esperienze di comuni virtuosi che hanno adottato piani urbanistici “cemento zero”: piccoli comuni come Cassinetta di Lugagnano, ma anche grandi città come Napoli e grandi province, come quella di Torino.
Come sempre non ci limitiamo a dire “no”, ma portiamo proposte, come l’introduzione del verde verticale nelle zone economico-produttive per assorbire l’inquinamento anche acustico, la semplificazione dell’individuazione delle destinazioni d’uso nelle zone economico-produttive e l’adozione di tecnologie di illuminazione pulita e a basso consumo che non aggravino il costo della spesa pubblica.
Chiediamo attenzione alla salute e alla sicurezza, con migliori controlli dell’inquinamento elettromagnetico degli impianti radio installati su edifici pubblici e un incremento della distanza per le sale gioco dalle zone “sensibili”; fasce di rispetto fluviali come da normativa regionale a tutela dei corsi d’acqua e rispetto delle distanze dai corridoi ferroviari e stradali, per dare “respiro” alla città riducendo la cementificazione e migliorando la vivibilità.
Chiediamo più precisione nella individuazione delle aree di viabilità esistente e di progetto e più attenzione nei controlli delle aree di progetto dei Piani urbanistici di attuazione.
Con le 35 osservazioni depositate, il Movimento 5 Stelle di Vicenza contesta il Piano degli Interventi, non solo formalmente, ma in maniera sostanziale a partire dai principi stessi che antepongono o gli interessi economici privati di pochi a discapito del bene comune e al rispetto del territorio, al diritto alla partecipazione dei cittadini anche nelle fasi di pianificazione territoriale. Per questo motivo, da oggi e sempre di più, seguiremo da vicino l’approvazione del Piano degli Interventi e l’attuazione dei singoli piani in fase di progetto. Ci vediamo in consiglio comunale. Sarà un piacere.

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