Punto 1: acqua pubblica

Sono Francesca Martelletto ed oggi vorrei condividere con voi alcune riflessioni che ho fatto in merito al punto 1 del programma a 5 stelle e cioè il nodo dell’acqua pubblica.

In questi giorni si sentono i leaders di regime ed opposizione che sono impegnati a discutere sulle riforme. Cosa intendano poi, con riforme è presto intuito.

In particolare però, mi sono fermata a riflettere su una proposta che ho sentito rimbalzare a destra e a manca inerente alla volontà di cambiare l’art 1 della Costituzione Italiana che cito:

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

A questo link trovate la versione ufficiale in formato pdf.

http://www.camera.it/files/costituzione/costituzione.pdf
E’ evidente che i costituenti hanno voluto mettere l’accento sul fatto che la Repubblica Italiana sia fondata sul lavoro.. Ma è evidente che modificando l’articolo in questione, la sovranità potrebbe non appartenere più al popolo e, comunque, potrebbe essere posto un limite ulteriore al suo esercizio.

Credo poco ci sia da commentare in merito a tale possibile modifica.

Un po’ tutti ci si deve mobilitare pacificamente, ma in modo determinato.

Per difendere la nostra libertà.

Ma ci sono delle riflessioni da farsi che non sono poi così lapalissiani.

E se la modifica dell’articolo in questione  fondasse il tutto sul profitto?

La funzione sociale pesantemente attaccata da ogni dove sarebbe sicuramente esautorata in modo semplice, veloce e legale.

Aprire qui una discussione tra le differenze tra legalità e Giustizia, non credo sia il caso.

Sottolineare che l’acqua è un bene pubblico e che la funzione sociale dello Stato nella gestione della stessa è fondamentale per la dignità e la libertà di tutti i cittadini credo cominci ad essere chiaro per tutti quanti siano sin qui giunti con la propria lettura.

Ricordo negli anni 70/80 come la mafia in Sicilia facesse affari d’oro manomettendo le tubature pubbliche e sostituendosi allo Stato nella gestione dell’acqua stessa.

Sembrerebbe che la volontà di continuare su tale strada sia la stessa, magari in scala un po’ più grande. Sta a noi, ora, decidere se vogliamo adeguarci a questi sciagurati disegni o se riteniamo sia opportuno riguadagnarci il ruolo di leadership nella società civile mobilitandoci, applicandoci e lavorando affinché l’acqua torni ad essere considerata quello che è cioè VITA sulla quale nessuno si deve permettere di speculare.

Francesca Martelletto, candidata provinciale lista civica “MoVimento Veneto a 5 Stelle”

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