Quelli del “curriculum made in Silvio”

MEDIA&REGIMEMarco Lillo

14 marzo 2010 – Masi, Innocenzi & Co, guarda che coincidenze

Non bisogna stupirsi se il capo della Rai, (concorrente delle reti di Berlusconi), il numero due della commissione divigilanza sulle tv, il commissario che dovrebbe controllore Mediaset e il consigliere della Rai che dovrebbe combatterla si muovono all’unisono per chiudere Santoro, danneggiare l’azienda pubblica e avvantaggiare il leader del Pdl in un colpo solo. Tutti quanti sono ex dipendenti del Cavaliere. L’elenco inizia con Giancarlo Innocenzi, 65 anni, già direttore dei servizi giornalistici di Canale 5, Rete 4 e Italia1, poi parlamentare e infine sottosegretario alle comunicazioni di Forza Italia, promosso per la sua indipendenza al ruolo di membro dell’autorità garante delle comunicazioni nel 2005. Nelle intercettazioni definisce Berlusconi “Il grande capo”.

Non solo, nel 2007, quando Romano Prodi traballa sulla sua poltrona di presidente del consiglio, cerca in tutti i modi di dare una spallata al suo Governo. Insieme a un produttore cinematografico, che la sua autorità dovrebbe controllare, cerca di “comprare” in qualche modo il voto del senatore di centrosinistra Willer Bordon. Per blandirlo (senza successo) il produttore, su input di Innocenzi, propone alla moglie di Bordon, una brava attrice, una parte nella fiction prodotta da De Angelis, Incantesimo. A coordinare la manovra, stando a quanto racconta Innocenzi stesso al telefono mentre è intercettato insieme all’ex capo di Rai fiction Agostino Saccà, è lo stesso Silvio Berlusconi che oggi rimette in pista il vecchio “Inox” per chiudere Annozero. Alle riunioni per elaborare “la strategia per chiudere Santoro” nella sua casa vicino a San Pietro, Innocenzi convoca anche un altro ex manager della Fininvest: Alessio Gorla. È Gorla a svolgere il ruolo di ponte tra Innocenzi e la Rai. È lui a fornire al commissario dell’Agcom le carte utili per far scrivere al presidente dell’Autorità una lettera pepata contro Michele Santoro. Gorla, a 73 anni è stato premiato con la poltrona di consigliere della Rai dopo avere rivestito cariche manageriali nel gruppo Fininvest.

Nel 1994 è entrato in Forza Italia e ha coordinato la campagna elettorale del partito. Passato in Rai come direttore delle risorse è stato pensionato nel 2006 e richiamato in consiglio lo scorso anno. Anche il direttore generale della Rai, Mauro Masi, prima di cercare in ogni modo di eliminare dal video i suoi rivali mediatici, è stato dipendente di Berlusconi come segretario generale di Palazzo Chigi. Infine Giorgio Lainati, l’uomo che si definisce un soldato nelle intercettazioni della Procura di Trani e che si lamenta contro Mauro Masi e contro i precedenti direttori generali che non sono riusciti a chiudere Annozero nonostante sette esposti presentati (non solo da lui) dalla Commissione di Vigilanza, quel Giorgio Lainati che oggi è vicepresidente della Commissione di vigilanza sulla Rai, per anni è stato un dipendente proprio di Mediaset. Prima di essere eletto nelle file di Forza Italia in Parlamento è stato giornalista di Studio Aperto e Canale5.

da Il Fatto Quotidiano del 14 marzo 2010 – liberamente tratto da www.antefatto.ilcannocchiale.it

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