QUESTA E’ UNA VIOLAZIONE DELL’INTERESSE PUBBLICO

Con questo genere di motivazione un giornale ungherese potrebbe
ricevere una inquantificabile multa da parte del Consiglio dei
Media.
No, non si tratta della solita bufala giornalistica e non si
tratta nemmeno di un mistico consiglio druidico situato in
qualche tetra foresta nordica.
Il parlamento ungherese ha il 21 dicembre scorso approvato una
legge che mette dal primo dell’anno tutte le testate
giornalistiche e i mezzi di informazione sotto il controllo del
Consiglio dei Media, organo composto da cinque membri nominati
dal governo.

Verranno sanzionate con multe molto ingenti tipologie molto confuse di reati come la contraddizione della “morale pubblica” piuttosto che “l’offesa alla dignità umana” o la violazione di un non specificato “interesse pubblico”. Le stazioni radiofoniche potranno essere pesantemente sanzionate; se una non specificata cronaca nera occuperà più del 20% del totale o se almeno un quarto della programmazione non è composto da musica nazionale.

Secondo l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in
Europa questa legge “limita la libertà di stampa sia
tradizionale, sia dei nuovi media, impedisce il libero
dibattito e mina gli elementi indispensabili per la democrazia.”

Numerose sono state le proteste, le fiaccolate organizzate
dagli studenti universitari, le reazioni non si sono fatte
attendere anche in tutta Europa; l’Economist, per esempio, ha
lanciato un appello a trasformare il semestre ungherese di
presidenza Ue in una graticola permanente su cui grigliare il
governo di Budapest finché non sarà tornato “alla ragione”;
un quotidiano tedesco ha addirittura definito l’Ungheria un “Führerstaat”.

Dobbiamo approfittare di questo momento di luce che sta avendo
l’Ungheria in questi sei mesi di presidenza europea,
l’annullamento della legge bavaglio potrebbe essere sicuramente
una svolta nel percorso di libertà comune.

Girolamo da Schio – Movimento 5 Stelle Vicenza

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