Recupero dell’Oasi di Casale, ma rimangono i dubbi sull’inquinamento!

Oasi-Wwf-Stagni-di-Casale-F02La Giunta comunale qualche giorno fa ha approvato l’intervento, programmato per settembre, all’Oasi di Casale di Vicenza che prevede la spesa di 85.000 euro per il recupero della zona degli stagni per contrastarne l’interramento e l’inaridimento.
Premesso che siamo pienamente consapevoli dell’importanza di preservare zone come l’Oasi di Casale, ricordiamo al Sindaco ed all’Assessore competente che la zona in questione ha necessità anche di altri interventi e/o verifiche.
Si ricorda che, riferite alla zona suddetta, ho presentato due interrogazioni, la prima in Marzo e la seconda in Giugno 2014, a tutt’oggi ancora inevase.
Nelle interrogazioni si chiedono informazioni dettagliate sullo stato ambientale dell’intera zona ospitante l’oasi specialmente per quanto concerne la presenza di sostanze altamente tossiche, a seguito di segnalazioni pervenute da cittadini residenti nelle vicinanze.
Nello specifico si chiedeva la documentazione attestante l’ eventuale avvenuta bonifica e/o le risultanze dei controlli effettuati rispetto alla possibile presenza nei terreni, nei fossi e falde di superficie e di profondità di cromo esavalente.
Ad oggi non è stata fornita ancora nessuna risposta e ci chiediamo come sia possibile procedere all’intervento programmato per settembre, oscurando con l’oblio la questione fondamentale che riguarda l’accertamento della salubrità dell’area a conforto della salute dei cittadini.
E proprio con lo scopo di tutelare la salute dei cittadini residenti nelle vicinanze e di tranquillizzarli, nel caso la documentazione attestante la non pericolosità del sito non fosse disponibile, suggerivamo di eseguire un’ indagine geologica finalizzata alla verifica della circolazione idraulica sotterranea, in modo da poter orientare le eventuali successive indagini di approfondimento.
Suggerivamo di effettuare dei carotaggi tra quota -2 e -10 rispetto al piano campagna direttamente sui luoghi dove è stato ipotizzato, dal comitato dei residenti, l’interramento di sacchi contenenti sostanze inquinanti. Tali “carote” andrebbero poi fatte analizzare da un geologo per stabilire l’esatta stratigrafia del terreno, effettuando una classificazione geologica e geotecnica dei materiali individuati, attuando poi successive ed adeguate analisi per stabilire il grado di inquinamento da cromo esavalente nei punti eventualmente individuati come potenzialmente inquinati.
La tutela della salute dei cittadini e la loro tranquillità devono essere le priorità assolute, dopo, ma solo dopo, ben vengano tutti gli altri interventi.

Liliana Zaltron
Movimento 5 Stelle Vicenza

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