Relazione del 14 Gennaio ’09

Ringraziamo tutti i partecipanti alla proiezione del film, veramente numerosi visto che abbiamo organizzato tutto in meno di un mese a causa della pausa natalizia…
La vasta fascia di età del pubblico ha permesso una visione del tema molto più globale con una discussione molto sentita e chiarificatrice.
La serata è stata gestita da Enrico Biasiolo,che è riuscito a coinvolgerci tutti con le domande mirate alla situazione a cui ci stiamo avvicinando.

Riportiamo qui di seguito i primi commenti ricevuti sulla serata e ne attendiamo molti altri nei vostri commenti:

Giordano: la cosa che più mi è balzata agli occhi è che il futuro è tutta una cosa che gira intorno all’agricoltura, meglio se non intensiva per questioni salutistiche legate agli agenti chimici, meglio se in piccole aziende di coltivazione per non coinvolgere i trasporti a lungo e medio raggio. La logistica e i trasporti di cose e persone è la seconda cosa che nel film e nel nostro futuro sarà molto importante oltre che la produzione e la circolazione dell’energia in piccoli impianti (vedi anche l’esperienza di schonau). Infine aggiungerei che sarrebbe importante avere delle apparecchiature, machinari, veicoli ecc ecc il più possibile standardizzati i modo da rendere facile gli interventi di manutenzione e la reperibilità dei ricambi.

Davide: mi hanno colpito le parole di una donna che ha avvisato l’umanità che una della maggiori sfide del futuro sarà riconvertire l’agricoltura dall’uso dei pesticidi attuale al biologico. I terreni sono diventati ormai spugne su cui buttare semi, pesticidi e fertilizzanti. Nel filmato invece si ritorna a piccoli appezzamenti di terreno più orientati all’orticoltura, con le diverse piante che lavorano in sinergia fra loro come una foresta che si autoalimenta e che lascia all’uomo solo il compito di raccogliere i frutti. Come dicevano nel film, la terra, il terreno, è vivo e dopo un grande sforzo per rimetterlo in sesto dopo gli anni di pesticidi, tende a funzionare richiedendo sempre meno manutenzione. Questo ridona al contadino uno status sociale ambito e non certo disonorato come può apparire nelle società consumiste e opulente. Riconvertire i terreni quindi è fondamentale e a Cuba l’esperienza ha stimato in 3-5 anni il tempo necessario a rendere il terreno nuovamente vivo. Ci sono molti altri esempi molto interessanti che il filmato ha fornito per uno stile di vita più moderato ma accettabile. I medici erano in una quantità enorme, tanto che cuba li “esporta” ad altri paesi, le università sono passate da 3 a 50. Quindi la sanità pubblica e la scuola non sono diventate sacrificabili, ma al contrario sono diventate i caridini su cui basare la società. Infine questa esperienza ha portato il popolo a stringersi e a vivere a fondo il concetto di comunità. Una comunità che condivide la vita, le esperienze, le difficoltà. Ah, non dimentichiamoci il “cammello”, un camion con rimorchio riadattato capace di trasportare 300 persone :-)

PS: vi ricordiamo il consueto appuntamento di domani 21 gennaio 2009 alle 20.30 presso la ex Circoscrizione 7.

PPS: vi ricordiamo per il 28 gennaio 2009 la seconda serata a tema “Quale futuro per l’acqua nel vicentino?” con Lorenzo Altissimo, direttore Centro Idrico di Novoledo (VI).

Print Friendly
Share