Rifiuti ed (eco)balle

E’ singolare constatare come le critiche della maggioranza uscente nei confronti del Movimento Cinque Stelle abbiano assunto i contorni di una stantia giaculatoria sull’inesperienza, molto spesso a corredo di argomentazioni deboli, dileggianti e prive di fondamento logico. Che l’ultima sferzata sia arrivata da uno dei pretoriani di Variati è forse la conferma della dilagante “ossessione grillina” in seno all’amministrazione.
L’impressione è che la minaccia di un definitivo ostracismo turbi i sonni di un già inquieto Dalla Pozza, dopo l’indigesta scomunica sul tema della sicurezza, al punto da spingerlo a reprimende quantomeno azzardate nei nostri riguardi pur di conservare un barlume di credibilità agli occhi del suo imperatore. Nondimeno, la risposta piccata dell’assessore solleva ulteriori riflessioni.
La prima riguarda la natura dei dati: è evidente che Dalla Pozza operi una sorta di discriminazione qualitativa, ritenendo che esistano dati di cui sia utile far sfoggio molto più di altri. Se è pur vero che il dossier di Ecosportello (che ricordiamo essere stilato sulla base dei dati forniti dalle amministrazioni comunali) non tenga conto dei rifiuti inerti, del compostaggio domestico o della parte di spazzamento stradale, è pretestuoso ricondurre la percentuale del 53% al loro mancato computo. Anche comprendendoli, è impossibile che vadano a colmare lo scostamento di dieci punti tra le cifre ufficiali e quel 65% sostenuto da Dalla Pozza.
Il dato del 53% è confermato anche dall’Arpav, che indica per il 2011 la stessa percentuale da noi riportata. Pertanto anche sforzandosi, non si capisce proprio da dove provengano i dati sbandierati da Dalla Pozza. Che sia l’unica reliquia rimanente della defunta gestione in-house di AIM?
Il culmine del parossismo si raggiunge addebitando al nostro astigmatismo la lettura del documento Arpav, ed è forse qui che risiede la summa del pensiero dallapozziano: un trionfo di non-negazione, caratteristica emblematica del dirigente medio Pd (l’“abbiamo non vinto” di bersaniana memoria pare abbia fatto scuola). In pratica, sembra che per il nostro assessore sia ben diverso addebitare la fuoriuscita di gas metano alla discarica piuttosto che alla vicina fattoria e il tutto impone un preciso distinguo, cosa che lo sprovveduto grillino si è ben guardato dal fare. Poco importa quindi che l’Arpav inviti il Comune ad adottare “provvedimenti tesi alla salvaguardia di strutture o persone”. Ma qui sorge l’ennesima domanda: “la notorietà storica delle manifestazioni naturali di gas metano” non poteva indurre a una maggiore riflessione nella scelta del sito da destinare al cosiddetto ampliamento? Oltretutto, ammesso che l’ampliamento fosse davvero un’operazione irrinunciabile, a 3 anni di distanza non è ancora chiaro perché il Dgp 149/2010 abbia stimato il fabbisogno in quasi 80.000 tonnellate quando l’effettivo conferimento è attualmente di circa 30.000 tonnellate annue. Sarà forse perché detta deliberazione non teneva conto degli impianti di Bassano e Schio?
Per quanto riguarda i cassonetti a calotta, osannati come esempio di avanguardia tecnologica, pubblichiamo alcune immagini che dimostrano la vera efficienza del sistema in altri comuni del Veneto, perchè siano i cittadini a trarre le debite valutazioni sulla bontà o meno di questo “progetto pilota”.
Quel che è certo è che le possibilità di operare una netta inversione di tendenza ci sono state, soprattutto evitando inutili dispendi di risorse finanziare che portano oggi ad accontentarsi dei miseri proventi realizzati dalla vendita dei materiali ai Consorzi.
Forse i vicentini si meriterebbero delle risposte serie, alcune in attesa da anni di essere evase, come la vicenda del trasferimento della proprietà del sito di Grumolo ad AIM, che ha visto coinvolti personaggi come Stefano Gavioli, finiti agli onori della cronaca per i sistemi “poco trasparenti” di gestione delle discariche.
Risposte che già 4 anni fa abbiamo richiesto invano, quando proponemmo pubblicamente di stipulare una convenzione con il Centro di Riciclo di Vedelago senza nessun esborso per il Comune, trattandosi di un investimento privato, che a Treviso ha generato negli anni un indotto di 9200 persone (fonte Camera di Commercio).
Evidentemente, però, prendersi gioco dei cinque stelle tacciandoli di supponenza e incompetenza è ben più semplice ed efficace dal punto di vista elettorale che raccontare una buona volta ai propri concittadini la verità, invece delle solite balle. Pardon, eco-balle.

P.S.: giovedì 9 maggio è in programma una serata dedicata al ciclo dei rifiuti dal titolo “Quale futuro per l’ambiente?”, in Circoscrizione 6, alle ore 20.30.
Ospiti dell’evento: Ezio Orzes, Assessore all’Ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi (BL), Vicenzo Cordiano, Presidente dell’ Ass. Medici per l’Ambiente – ISDE, Giorgio Magnani, del Comitato popolare contro la discarica di Grumolo e la nostra candidata sindaco di Vicenza, Liliana Zaltron.

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