Rincari dell’acqua: il M5S chiede più trasparenza su Acque Vicentine!

acque vicentineComune di Vicenza

Consiglio Comunale

Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle

Al Sig. Sindaco

Al Sig Assessore Delegato

Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale

 

INTERROGAZIONE

Premesso che:

  • da alcuni articoli pubblicati dalla stampa locale qualche mese fa, sono state riportate notizie relative all’aumento delle tariffe dell’acqua, del 6% rispetto a quelle del 2014 dal 1° gennaio 2015, applicate da Acque Vicentine ai suoi utenti, quindi anche agli abitanti del Comune di Vicenza;
  • che questo fatto, sempre in base a quanto riportato dalla stampa locale, “produrrà un aumento per una famiglia media, di circa 17 € l’anno”;
  • che, “spiegano dagli uffici, la tariffa non è definita da Acque Vicentine, ma dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas ed il sistema idrico (Aeegsi), dopo la verifica delle proposte del Consiglio di Bacino Bacchiglione. La tariffa è calcolata in modo da coprire sia i costi di gestione, che gli investimenti realizzati per ampliare e potenziare reti e impianti”;
  • che “quanto raccolto con le bollette per metà serve a coprire i costi di gestione (costi per le materie prime, come materiali di consumo ed energia elettrica; i servizi come gli appalti di manutenzione, smaltimento fanghi, lettura contatori, stampa delle bollette; il lavoro di tecnici e impiegati dell’azienda) e per metà i costi per gli investimenti per realizzare opere nel territorio e per garantire le agevolazioni tariffarie per le famiglie numerose o il fondo di sostegno per famiglie in difficoltà (segnalati dai Comuni). Quest’ultimo è stato nel 2014 di 126 mila euro, …”
  • che tale fondo di 126 mila euro, tenuto conto che “il consumo medio per famiglia è calcolato in 150 metri cubi, per una bolletta che passerà da 291 euro nel 2014 a 308 nel 2015”, risulta decisamente irrisorio in quanto consentirà di “sostenere” solamente circa 409 famiglie su 118.759 (0,3% del totale), numero che si ricava dividendo i 296.898 abitanti (dato comuni-italiani.it) per i 2,5 abitanti per famiglia considerati dalla stessa Acque Vicentine

Ricordato:

  • che il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale” recita all’art. 154 “Tariffa del Servizio Idrico Integrato”, comma 1:
  • La tariffa costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato ed e’ determinata tenendo conto della qualità della risorsa idrica e del servizio fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari, dell’entità dei costi di gestione delle opere, dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito e dei costi di gestione delle aree di salvaguardia, nonché di una quota parte dei costi di funzionamento dell’Autorità d’ambito, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi e secondo il principio “chi inquina paga”.

Ritenuto:

– che è necessario non sovraccaricare le famiglie di una tariffa troppo onerosa in questo momento così economicamente difficile;

Considerato:

– che, se le circostanze lo richiedono, la tariffa può essere rimodulata anche al ribasso, sempre nell’ottica di una corretta gestione delle risorse, concetto che si ribadisce con forza, in quanto si tratta di soldi dei cittadini che pertanto debbono essere utilizzati con oculatezza;

– che le gestioni delle società pubbliche partecipate o controllate dai Comuni devono essere portate avanti con logiche industriali senza la produzione di perdite;

– che la tariffa, pur non essendo stabilita “da Acque Vicentine, ma dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas ed il sistema idrico (Aeegsi), dopo la verifica delle proposte del Consiglio di Bacino Bacchiglione”, cosa di cui prendiamo atto, è pur sempre definita sulla base dei dati forniti da Acque Vicentine sulla propria gestione e sui propri investimenti;

  • che essendo la tariffa, “calcolata in modo da coprire sia i costi di gestione, che gli investimenti realizzati per ampliare e potenziare reti e impianti”, non può essere destinata a generare utili in quantità abnormi;

Analizzati:

i bilanci di Acque Vicentine, dal 2009 al 2013, dove si nota che:

– l’esercizio 2013 si chiude con un utile di oltre 6 milioni di euro che rappresenta circa il 15% del fatturato, mentre fino all’anno 2012 tali utili rimanevano compresi nell’ordine del 6-8%;

– sempre nel 2013 sono state pagate imposte (al netto dell’ IRAP) per quasi 3 milioni di euro sottraendo quindi tali risorse ai bisogni del territorio e dei cittadini;

– dal 2007, col medesimo meccanismo si sono sottratti al miglioramento del servizio od alla diminuzione delle tariffe, ben 17 milioni di euro, di cui oltre 6 milioni pagati in tasse (sempre al netto di IRAP).

Tutto ciò premesso, la sottoscritta Liliana Zaltron, nella qualità di consigliere comunale, chiede:

1 Quali sono stati i motivi per cui si sia creata tale situazione, ovvero se si tratta di tariffa troppo elevata rispetto ai costi di gestione e di investimento oppure se si tratta di mancate manutenzioni.

2 Se sono stati elargiti premi alla fine di ogni anno a Direttore Generale e a Presidente per il raggiungimento di tali risultati e, in caso affermativo, a quanto ammontano.

3 Se a fronte di tale risultato l’Amministrazione comunale non ritenga di proporre un istanza ad Acque Vicentine, e quindi al Consiglio di Bacino Bacchiglione che poi la inoltri all’Autorità per l’energia elettrica e il gas ed il sistema idrico (Aeegsi), con la richiesta di non procedere all’aumento delle tariffe per l’anno corrente 2015, previsto in circa il 6%, per favorire così, in modo particolare e concreto, tutte le famiglie utenti di Acque Vicentine, ed in particolare quelle famiglie che si trovano in difficoltà a causa della crisi economica in atto.

Si richiede anche risposta scritta.

Vicenza, 28/05/2015

 

Liliana Zaltron

Movimento 5 Stelle Vicenza

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