Ripensare al Teleriscaldamento

Leggo dal GdV di sabato 13 Febbraio un interessante articolo riguardante il problema dell’inquinamento. Chi scrive fa notare che periodicamente le varie città, tra cui il nostro comune, cercano di limitare le polveri sottili esclusivamente con blocchi del traffico e domeniche ecologiche  in determinati orari e zone e che questo si capisce non basta visto che comunque sembra palese che la situazione sembra  risolversi, o meglio rientrare nei parametri, solo in seguito a precipiatazioni metereologiche.

Il problema è bisognerebbe attivarsi con interventi in altri settori che influiscono in modo significativo sull’inquinamento atmosferico.

Uno di questi, fa notare l’articolo, è il settore degli impianti di riscaldamento. E a Vicenza, sembra incredibile, ci sarebbero le strutture per rendere più efficiente e meno dispersivo questa energia. Stiamo parlando del teleriscaldamento.

Si legge sul giornale: “il teleriscaldamento (grosso impianto centralizzato cittadino) è  riconosciuto dai tecnici del settore come sicuro mezzo di riscaldamento adatto ad ogni edificio sia esistente che di nuova costruzione adattabile ad impianti centralizzati o autonomi; garantisce un razionale uso dell’energia e quindi meno immissioni nell’atmosfera.(…) Il teleriscaldamento preserva l’inquilino da ogni tipo di  problema che può talvolta causare l’impianto di riscaldamento (soprattutto quello autonomo) al quale magari non viene fatta regolare manutenzione”.

Praticamente il teleriscaldamento funziona con la distribuzione di acqua calda, attraverso una rete di tubazioni interrate che portano alle singole utenze l’acqua a 90° generata in una singola centrale e la riportano a 60°, dopo aver ceduto il calore necessario alle utenze.

La centrale che gestisce la rete permette di raggiungere un ottimo risultato in termini di efficienza energetica facendo sì che il teleriscaldamento risulti una soluzione economica, che rispetta l’ambiente. Infatti se si pensa che per uno stesso quantitativo di energia prodotta dai sistemi tradizionali, il consumo di combustibile nella centrale è sensibilmente inferiore, con la conseguenza che le emissioni inquinanti sono inferiori. Anche perchè, si aggiunge, che le molte caldaie autonome presenti sviluppano più energia (un influente 50% in più!) di quella che realmente servirebbe per riscaldare le unità immobiliari.

Ora sembra che l’area servita dal Teleriscaldamento sarà estesa a gran parte del cuore della nostra  città (http://www.aimvicenza.it/a_24_IT_23_1.html) ma ci si chiede nell’articolo come mai invece aree di recente costruzione  non abbiano avuto il privilegio di essere collegate a questa rete esistente.

Io spero che questo settore , come in altri che incentivano la riqualificazione di vecchi edifici (vedi cappotti esterni, nuovi infissi, pannelli solari) siano di costante importanza per le amministrazioni comunali così da migliorare tutto il sistema di efficienza energetica in Italia.

Valentina Tisato, candidata provinciale (Vi) lista civica regionale veneta “MoVimento Beppegrillo.it”

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