Scusate, ci riprendiamo la vita!

Non sono necessarie le cronache quotidiane per spiegare l’impatto che la crisi finanziaria e sistemica sta avendo sui singoli cittadini e le famiglie. Ognuno di noi conosce i sacrifici e le difficoltà che derivano dalla congiuntura attuale. I luoghi comuni più diffusi sono drammaticamente veri: i poveri sono sempre più poveri, i giovani fanno sempre più fatica, le giovani coppie non riescono a creare una famiglia e quelle che ce la fanno o già ce l’hanno fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. L’intero tessuto sociale è sofferente e le fasce di popolazione in difficoltà o “a rischio” si allargano giorno dopo giorno.
Il Programma 1.0 per il sociale del Movimento 5 Stelle Vicenza risponde ai problemi e alle necessità espresse dai cittadini in mesi di incontri pubblici e muove a partire dalle proposte degli stessi cittadini.
L’obiettivo è di migliorare il tenore di vita dei vicentini, a partire da quelli più in difficoltà, mettendo al centro la persona. Famiglia, istruzione, lavoro e sicurezza sono diritti indispensabili nella vita di ogni individuo.

Scuola e famiglia sono cardinali per lo sviluppo e la formazione di cittadini sani, formati, consapevoli e felici. Le politiche per la scuola meriterebbero un discorso a sé, ma certamente le parole d’ordine devono essere sburocratizzazione e servizi. Sviluppare registri informatici in ogni istituto, oltre a migliorare le comunicazioni scuola-famiglia, consente di risparmiare soldi che possono servire. Ad esempio servizi di anticipo/posticipo nelle scuole elementari e di studio assistito nelle scuole medie, o per garantire l’apertura pomeridiana per corsi aperti di alfabetizzazione informatica, o di lingua italiana per stranieri.
Per migliorare la situazione di genitori e figli bisogna intervenire negli ambienti di vita quotidiani, coinvolgendo tutti i soggetti interessati: le istituzioni, i sindacati, l’associazionismo e le stesse famiglie. Nuove sinergie per il welfare di genitori lavoratori, rivedere la formulazione e le modalità dei bandi per l’assegnazione di case popolari, per favorire la nascita e la stabilità dei nuclei familiari. Sostegni di tipo economico per le famiglie in difficoltà, saranno possibili, ad esempio, attraverso una “family card” per accedere a sconti e agevolazioni con attività convenzionate, creando un circolo virtuoso utile a sostenere anche le realtà economiche coinvolte.
Un’altra politica virtuosa è la creazione di orti sinergici urbani, destinando aree verdi incolte alla coltivazione di prodotti agricoli a chilometro zero, coinvolgendo associazioni impegnate nel sociale e destinando nuovi posti di lavoro alle fasce di popolazione più deboli. Realizzarli è economico, e sono autosufficienti: i costi di gestione si ripagano con la rendita degli orti stessi, definiti sinergici perché non necessitano di prodotti chimici, ma è la sinergia tra le piante a nutrire il terreno rendendo più di quanto consuma.
Una metafora ideale della società in cui crediamo, dove singoli concorrono al benessere diffuso. Come anche per la sicurezza, per la quale sono, ancora una vota i cittadini a poter fare molto, creando le condizioni e le opportunità adatte. Attraverso una programmazione serrata e condivisa con associazioni anche amatoriali, dovranno essere i cittadini di Vicenza a riappropriarsi degli spazi degradati della città, a partire da Campo Marzo. Il parco simbolo del degrado cittadino necessita di diversi interventi di riqualificazione: dall’illuminazione, alle panchine fino ai bagni pubblici. L’idea è di creare un progetto partecipativo per disegnare un nuovo parco, destinando aree ad attività ricreative per giovani e anziani.
Va a loro un ultimo pensiero: troppo spesso non considerati e invece da valorizzare come la risorsa più grande che abbiamo. Gli anziani devono tornare ad avere un ruolo centrale e attivo, sviluppando servizi di volontariato per coinvolgerli nella vita della comunità e promuovendo iniziative culturali per trasmettere alle nuove generazioni tradizioni e competenze.
Queste e altre sono le proposte contenute nel Programma 1.0 per costruire insieme una società attenta al Bene Comune che appartenga e sia partecipata da tutti, senza lasciare indietro nessuno. Un programma in continuo un “work in progress” , aperto a nuove proposte di un numero sempre maggiore di cittadini attivi e reattivi, come dobbiamo tutti imparare ad essere.

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