Scusate, ci riprendiamo l’ambiente!

La salvaguardia e la tutela delle risorse naturali per anni sono state sfruttate come arma elettorale dai vari schieramenti politici che si sono succeduti al governo della città. Nei fatti, però, il territorio di Vicenza è tra le realtà più inquinate d’Italia. Le politiche ambientali adottate e previste dall’attuale amministrazione non inducono all’ottimismo: la recente approvazione del PUM ha ancora una volta messo in luce la mancanza di provvedimenti incisivi per contrastare il fenomeno dell’inquinamento atmosferico.
La mobilità quotidiana è strettamente condizionata dalla dipendenza veicolare e questo determina la crescita costante dei livelli di benzene, lo sforamento dei valori relativi alle polveri sottili e all’ozono rispetto ai limiti di legge. Ciò ha costretto ad interventi perlopiù “tampone” non conciliabili con una strategia di medio-lungo periodo volta ad abbattere definitivamente la concentrazione delle polveri e appunto del benzene nell’aria.
Il Programma 1.0 è un’alternativa radicale rispetto alla situazione esistente: proposte non meramente ambientaliste, ma dettate dal buonsenso, volte a valorizzare un patrimonio paesaggistico e naturale che rende Vicenza un capolavoro tutelato dall’Unesco e in quanto tale un tesoro inestimabile e unico.

Per tutelare l’ambiente, oltre a controlli periodici di acqua, aria e suolo, da effettuare regolarmente coinvolgendo le Università e l’Arpav, occorre un censimento in tempi rapidi degli edifici pubblici e privati dotati di impianti di riscaldamento a legna o gasolio, che sono la causa principale dei picchi di smog nei mesi invernali, per procedere alla loro progressiva dismissione, con politiche comunali di incentivazione, entro il 2018. Inoltre l’introduzione di nuove tecniche innovative per il lavaggio delle strade, in particolare nelle vicinanze di cantieri e aree industriali, permetterà di contrastare il fenomeno dell’abbattimento al suolo delle PM10.
Queste e altre azioni, come i nuovi progetti contenuti nel programma per la mobilità, potranno ridurre drasticamente il tasso di inquinamento della nostra città.
Sempre in ambito ambientale, proponiamo la costituzione del Comune di Vicenza come parte civile nei processi riguardanti i reati ambientali, impiegando i risarcimenti per opere di bonifica o per progetti di sostenibilità ambientale.
L’alluvione che ha colpito la città di nel 2010 ha messo in luce le precarie condizioni degli alvei e degli argini fluviali sia del Bacchiglione che dei suoi affluenti. E’ necessario intervenire, di concerto con la Provincia, con interventi puntuali, dragando e pulendo l’alveo ed elevando un contrargine dal confine con Caldogno, fino al ponte di Viale Diaz, per mettere in sicurezza i terreni e le abitazioni a ovest della Base Dal Molin.
Altra priorità è la tutela del patrimonio arboreo cittadino mediante tecniche di potatura adeguate e utilizzando in modo efficiente le risorse finanziarie a disposizione.

Centrale nel Programma 1.0 del Movimento Cinque Stelle Vicenza è la gestione dei rifiuti.
Dopo aver approvato nel 2009 il progetto di ampliamento (in realtà un vero raddoppio) della discarica di Grumolo delle Abbadesse, motivato da “ragioni di emergenza”, ora si addebita la mancanza di rifiuti alla crisi economica. Oggi che si conosce il volume reale dei rifiuti destinati all’impianto (meno di 30.000 tonnellate all’anno), si è reso così necessario conferire quelli prodotti da comuni non consorziati, violando così le norme statutarie della società e senza riuscire lo stesso a far quadrare i bilanci.
Inoltre, il Comune di Vicenza, socio maggioritario del Ciat che produce da solo il 30% dei rifiuti dell’intero consorzio (con una percentuale di raccolta differenziata ferma al 50%), ha scelto di conferire parte dei propri rifiuti all’inceneritore di Schio, con un aggravio di costo sulla tariffa di circa 31 euro a tonnellata. Ancora una volta saranno i vicentini a pagare, non solo quando i costi di questa gestione scellerata e vergognosa verranno scaricati sulla Tariffa di Igiene Ambientale, ma soprattutto in termini di salute e inquinamento del territorio.
Le nostre proposte mirano a una vera e propria rivoluzione della gestione dei rifiuti come risorsa preziosa, non da sotterrare o da bruciare. No, quindi a nuovi inceneritori o nuove discariche.
E’ necessario invece partire da un sistema “porta a porta” per la raccolta dei rifiuti esteso all’intera città, con tariffa puntuale, per abbattere i costi di trattamento e ridurre la percentuale di rifiuto indifferenziato. A questo sistema sarà necessario affiancare un trattamento che miri a recuperare quanti più materiali possibili: i centri di riciclo rappresentano un’alternativa concreta al conferimento in discarica o all’inceneritore, che crea lavoro e indotto.

In ambito energetico occorre dare un impulso sostanziale allo sviluppo delle energie rinnovabili, intervenire per migliorare l’isolamento termico degli edifici pubblici e rendendo obbligatoria la certificazione energetica di classe A per gli edifici di nuova costruzione. Una strada percorribile è quella del leasing: realizzando impianti di proprietà del Comune è possibile ammortizzare l’investimento con la vendita dell’elettricità destinando poi l’utile, ad esempio, alla manutenzione degli edifici comunali. Un’ulteriore fonte di risparmio deriva dall’introduzione di impianti ad illuminazione magnetica, che, oltre a far diminuire sensibilmente i costi di manutenzione del 60% permettono di limitare le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera.

Sul fronte dell’acqua pubblica, lo spettro del monopolio finanziario evocato dalla recente vicenda dell’acquisizione di Acegas-Aps da parte di Hera spa, rischia di indurre AIM e Acque Vicentine ad abbandonarsi alle rischiose tentazioni del mercato dei capitali privati, auspicato da più parti per “non perdere competitività” con le altre società del settore. Una colossale falsità, come dimostra il processo di ripubblicizzazione in atto nel continente, da Parigi, Londra, Madrid, Monaco e Berlino. Lasciando per ora da parte gli aspetti societari di Aim –che saranno affrontati nelle successive parti del programma-, un simile business su un bene indispensabile alla vita umana come l’acqua tradisce il risultato referendario del 2011 ed è quindi indispensabile la pubblicazione periodica dei bilanci e dei piani di investimento di Acque Vicentine spa, per consentire ai cittadini di avere completa conoscenza della gestione di una risorsa che è appunto “bene comune”.
In tal senso, fondamentali sono la regolamentazione dei pozzi artesiani privati e la dotazione di un quantitativo giornaliero di acqua gratuita ai cittadini di Vicenza. La prima, si inserisce in una politica che mira a limitare gli sprechi evitando il progressivo svuotamento delle falde acquifere; la seconda è diretta conseguenza della prima, in quanto dal risparmio ottenuto dal corretto utilizzo di questa risorsa, se ne garantisce l’accesso anche ai cittadini meno abbienti.

Le proposte contenute nel Programma 1.0 non pretendono di risolvere tutti i problemi, ma non sono nemmeno vuoti slogan ecologisti. Vogliono rappresentare un contributo concreto e fattibile, chiamando i cittadini alle integrazioni necessarie, nella prospettiva che un progetto condiviso si debba arricchire dei contributi di ognuno e sia correggibile e modificabile in qualsiasi momento.
Questo è lo spirito del Movimento 5 Stelle.

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