Sinistri presagi

Bersani vince, lo spread scende, gli italiani se la bevono come sempre: “visto che è una buona cosa?”. Io invece rabbrividisco, perché se lo spread scende per questo effetto, vuol dire che è molto probabile la ricomposizione del vecchio parlamento, con il ritorno di B. a “contendere” (parola grossa), la leadership del paese. Dinosauri che tornano, Bindi ed ex-Dc che festeggiano, per la quasi sicura guida del paese dal 2013, con un occhio ben saldo sull’agenda Monti, tanto loro campano divinamente come fanno da sempre. Equitalia ha pignorato 80 mila case negli ultimi due anni (!), mandando per strada altrettante famiglie, grazie al “buon Pierluigi” e ai poteri che conferì a questa macchina infernale, ma gli italiani dimenticano in fretta.
Bersani iniziò a far politica quando la Moretti, mia concittadina, era ancora ragazzina, come molti degli entusiasti giovani che hanno votato. Ma cosa hanno votato: sinistra? Non credo proprio. La grancassa mediatica è tutta per la casta, che non ha colore, è uniforme, non ha differenze, traccheggia solo in modo leggermente diverso, ma la sostanza è quella. I giovani non vengono informati né si informano sul passato e ci cascano con tutti e due i piedi. Oltretutto hanno insegnato loro a perseguire soldi e potere. Il vecchio aforisma di Einstein “cerca di essere una persona di valore, prima che di successo” non si applica. L’apparato Pd è abbagliante, un viatico sicuro per la realizzazione, soprattutto economica (con i nostri soldi ovviamente).
La storia dice che non fu solo B. a creare disastri, ma li crearono a turno i due schieramenti, in un tandem da tragedia. Non solo i senatori a vita ma praticamente tutti sono a votare e legiferare senza essere stati eletti dal popolo, tutti con privilegi assurdi. Tutti innamorati delle tasse, come il buonanima Padoa Schioppa, che diceva “pagare le tasse è bello” e le alzava agli altri, riservando a se stesso però un trattamento al solo 9% e una pensione da oltre 32 mila euro. L’aveva voluto Prodi, il leader del centrosinistra, cioè Pd e affini, quello del «grande e sostanziale calo delle imposte per i lavoratori con reddito medio basso e per le famiglie con i figli», come aveva trionfalmente presentato il Professore nella conferenza stampa di fine 2007. Chi lo vide mai? Qualcuno ne ha notizia? Chi si riempie la bocca di “lavoro” oggi, dovrebbe ricordarci da quanto tempo non ha occupazione altra se non quella d’essere mantenuto dalla stessa gente a cui ha contribuito a far pignorare la casa. Più di tre milioni di italiani votano alle primarie Pd e ne sono anche contenti, con la testa lavata da tante parole tutte uguali negli anni: tv e giornali sono lì a pompare l’evento. Un’altra parte vota l’altra faccia della medaglia, quella che è ancora peggiore se possibile. In mezzo c’è qualcuno che si è svegliato dal torpore e fa paura. Entrambi gli schieramenti additano il Movimento 5 Stelle come pericolo per la democrazia, come portabandiera della demagogia, populismo, dilettantismo eccetera…ma dico, avete fatto quello che avete fatto e ne parlate come se voi non ci foste stati; avete tutti i privilegi e non se ne parla di mollarli; chiedete alla gente di lavorare per tutta la vita e ne fate carne da macello con le tasse; non avete mezzo programma che non siano frasi fatte in politichese; ladri corrotti inquisiti e condannati sono tutti in lista…e volete anche impedire che la gente si gestisca da sola? Senatori a vita, listini bloccati, “porcellum” e parlamentari sullo scranno da secoli… Vi sta andando di lusso che sia nato il Movimento 5 stelle, credetemi, proprio di gran lusso. Avete vinto alla lotteria. Occhio a non gettare via il biglietto.

Maurizio Ottomano

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