Soenergy: esegesi di un'acquisizione anomala

Tutti ricorderanno come il 7 gennaio 2013 la stampa abbia dato ampio risalto all’operazione di acquisizione delle quote di Soenergy da parte del Gruppo Aim. Il Movimento 5 Stelle, che già da tempo stava analizzando il Gruppo Aim non era mai incappato in notizie che facessero presupporre un’operazione simile.
Strano: si è trattato effettivamente di un “colpaccio” imprenditoriale, come è stato presentato dai vertici di Aim e dal Sindaco Variati, in grado di assicurare positive ricadute alla Società e benefici ai vicentini in veste di “azionisti” ed utenti? Abbiamo pagato il 15% di una società 1,8 milioni di Euro. Vuol dire che la società intera vale 12 milioni di €. Sarà cosi?
Il dubbio viene dal fatto che la parte venditrice (Gruppo Soelia) è rappresentata da Fazioli, ex-Aim. Non è che forse Fazioli o qualcun altro avesse convenienza a perfezionare l’operazione?
Abbiamo cercato risposte a questi interrogativi attingendo ai documenti e alle notizie disponibili prestando molta attenzione alla cronologia temporale: siamo partiti dalla cronaca di Ferrara che il 14 gennaio 2013 dà evidenza della notizia. Nell’articolo si riporta che un’altra società di Roma aveva precedentemente acquistato un 15% (stessa quota di partecipazione acquistata da Aim), un dato utile per confrontare se magari, grazie all’abilità nella trattativa, il prezzo pagato da Aim sia stato più contenuto.
La stessa società romana aveva anche un’opzione da esercitare entro il 31 dicembre 2012 per acquistare un ulteriore 15% di Soenergy. A inizio 2013 quindi i soci dovrebbero essere tre: la holding di Argenta (amministrata da Fazioli) con il 55%, la società romana con il 30% (15 comperato +15 derivante dall’esercizio dell’opzione) e da ultima Aim, con il restante 15%.
Per quanto è dato sapere dalla visura della Camera di Commercio effettuata al registro imprese, il 16 gennaio 2013 figura come socio unico Soelia spa, che è la capogruppo della municipalizzata di Argenta. Possibile? Non dovevano esserci due soci?
Ma allora, se la società di Roma non ha esercitato l’opzione e anzi si è disfatta della precedente partecipazione (altrimenti non si spiegherebbe il “socio unico”) non è che l’affare non sia poi tanto vantaggioso?

Il 28 maggio 2012 la società di Roma (Europa Gas & Power Srl) era socia di Soenergy perché, seppur assente all’approvazione del bilancio, viene menzionata nel verbale. Ora, se la società romana ha come Aim una “partecipazione non trascurabile alla governance in una società omologa” (cfr. Otello Dalla Rosa), perché non partecipa all’approvazione del bilancio di esercizio, unica occasione in cui la minoranza societaria può esprimersi e giudicare il management dell’azienda? Inoltre, visto che la società romana era socia al 28 maggio 2012, perché non lo è più al 31dicembre 2012, quando avrebbe dovuto raddoppiare la propria quota di partecipazione al 30%? Perché la società romana si è sbarazzata della partecipazione e non ha esercitato l’opzione se è un affare così grande e fantastico come lo hanno dipinto il 7 gennaio Vianello, Dalla Rosa e il Sindaco Variati?
Per rappresentare un affare (non “grande” ma almeno pari al valore pagato) Soenergy deve valere 12 milioni. Siamo andati a verificare il bilancio Soenergy al 31 dicembre 2011, l’ultimo ad oggi disponibile e anche l’unico che il management di Aim aveva a disposizione all’epoca dell’acquisto. Ebbene, il patrimonio netto (cioè la differenza tra attivo e passivo) è pari  € 3.823.784 (bilancio di esercizio 31/12/2011, pag. 4) per cui il 15% corrisponde a € 573.567 €, cioè 1.226.433 € in meno rispetto al prezzo pagato. Quel sovrapprezzo viene solitamente pagato in presenza di “avviamenti” o di premi di maggioranza (golden share), circostanze che però non sono assolutamente riconducibili all’operazione che stiamo analizzando.
Abbiamo potuto verificare che il prezzo che Aim ha pagato è lo stesso prezzo della base d’asta del 31/08/2011 pagato dalla società di Roma. Un’operazione ratificata in consiglio di Argenta del 28/11/2011 dove viene valutata tra l’altro l’esperienza Fazioli e si contestano l’“imprenditorializzazione” (termine coniato dallo stesso Fazioli) dei settori della municipalizzata e l’azione allargata oltre i confini territoriali con preoccupante incremento dell’indebitamento, tanto che il sindaco di Ferrara, appoggiato dall’opposizione, detta delle linee di azione volte al ridimensionamento della municipalizzata (vendita delle partecipazioni non essenziali e non strettamente collegate al territorio) e riduzione dell’indebitamento (anche il direttore generale di Soelia, Guerzoni, pone attenzione su questa criticità). Come dire: la municipalizzata è del territorio e deve servire il territorio, ovvero operare con il sistema in-house.

C’è un passaggio chiave, riportato a verbale della seduta consiliare, sul valore della cessione del 15% di Soenergy: 1.425.000 di plusvalenza per il 2011 (quindi vuol dire che il valore del 15% per il venditore è di € 375.000 e tutto il resto è guadagno puro cioè plusvalenza) e altrettanti per il 2012 (con la famosa opzione).
A dicembre 2012, quando la società di Roma non opziona l’ulteriore 15% e addirittura non è più socia, Fazioli si trova a dover riferire in Consiglio Comunale non solo di una minusvalenza di 1.425.000 (perché Soelia avrà ricomprato, si presume a pari prezzo, la quota venduta), ma anche della mancata plusvalenza sull’ulteriore 15%, perché non c’è più nessuno che compra/opziona.
Non occorre immaginare la scena: basta leggere il verbale della seduta consiliare del 17/12/2012, dove Guerzoni, il direttore generale di Soelia, manifesta uno stato di disequilibrio finanziario (flussi di cassa) del gruppo di più di 5,2 milioni di euro e ricorda che in queste condizioni di difficoltà debitorie è improbabile che la società potrà riconoscere gli indennizzi ai gestori delle reti (200 milioni di euro), che bisognerà cercare di agire in ATI (“associazione temporanea di impresa” ossia in partnership) con altre società di settore (Aim?) e che Soenergy avrà un bilancio a 31 dicembre influenzato dalla fusione per incorporazione di ETR POWER.
Il Consiglio Comunale è molto preoccupato e l’opposizione incalza definendo la situazione della municipalizzata, creata e gestita da Fazioli per 10 anni, addirittura “peggiore della Grecia”. Fazioli non aveva ancora detto al Consiglio Comunale che la società Romana gli aveva restituito la quota e che non avrebbe mai incrementato la sua partecipazione, tanto che l’opposizione contesta a Fazioli e Guerzoni poca trasparenza e poi invita a far tornare la municipalizzata Soelia a fare “ciò per cui era nata, offrire servizi. Punto”.
Il sindaco, del Pd, e il consigliere di maggioranza Mancini notano il “tono dimesso degli amministratori” Guerzoni e Fazioli e la lista civica Azzalli incalza affermando che si naviga a vista usando la municipalizzata per assumere persone e che si sono fatte società su società apposta, scatenando l’ira di Fazioli. Tutto questo avviene il 17 dicembre 2012, un mese prima del 7 gennaio in cui Aim dichiara trionfalmente di aver acquistato il 15% di Soenergy dal suo ex presidente Fazioli.

Al termine di questa ricostruzione, davvero non si capisce perché AIM (Sindaco Variati, Dario Vianello, Dalla Rosa & Co.) abbia comperato con soldipubblici il 15% di Soenergy, in un ritratto è a dir poco desolante e il sospetto che più che un affare si sia trattato di un favore per togliere le castagne dal fuoco all’amico Fazioli è più che lecito. Forse però ci sbagliamo. Il sindaco uscente Variati può spiegarci dove sta l’affare?

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