Sotto la panca la bamba campa (a Campo Marzo)

Dopo i ripetuti episodi di violenza della scorsa primavera, l’amministrazione comunale ha predisposto un presidio mobile di polizia per battere l’area di Campo Marzo.
Il parco della stazione e i quartieri limitrofi, come ben noto, sono costretti da anni a convivere con realtà borderline, in particolare micro-spaccio al dettaglio e tutto ciò che ci gira intorno.

A inizio mandato il sindaco Variati aveva cominciato con il piede giusto, organizzando manifestazioni che facessero vivere il parco e tenere lontani i giri malfamati.
Peccato che, spente le luci degli show, il parco tornasse puntualmente in mano alle bande di pusher.
Campo Marzo senza panchine
Dopo alcuni mesi, la giunta Variati è tornata nella scia della precedente amministrazione (ricordate l’ordinanza “anti-bivacco” di Hullweck? Erano i tempi delle pantere in bici, poi abolite dalla nuova giunta perché “troppo costose”) e, per arginare il degrado, ha ben pensato di far rimuovere quattro panchine dal lato sud di Campo Marzo, epicentro dello spaccio alla luce del sole.
Risultato? I pusher (che nascondono le dosi di hashish tra gli arbusti e si muovono in bici per recuperarle) si sono spostati di pochi metri, alla prima panchina utile.
A un anno di distanza nulla è cambiato. Anzi, la situazione si è aggravata con l’arrivo di nuovi giovani disperati da Lampedusa l’estate scorsa.
Soluzione? Rimuovere altre panchine, appena un mese fa, dal vialetto che attraversa il parcheggio interrato di Via Verdi, con il risultato che questa volta i pusher si sono seduti per terra.
(sembra una barzelletta, purtroppo è la realtà)

La misura si è dimostrata stranamente inefficace, così in Comune qualcuno si è deciso a ricorrere (temporaneamente) al braccio forte della legge.
Finalmente il parco è stato restituito alla cittadinanza, alle famiglie… Obbiettivo raggiunto!
Peccato che ora i cittadini non abbiano più dove sedersi. Peccato pure che, come denunciato in un articolo del Giornale di Vicenza, il “bazar” si sia di nuovo semplicemente spostato di alcuni metri, in Via Napoli.
E soprattutto, peccato che al calar del sole l’intera zona da Piazzale Bologna fino in fondo a Viale Dalmazia torni inevitabilmente ad essere il regno dello spaccio, attorno a cui gravitano bande di sbandati e tossicodipendenti italiani. Senza dimenticare i giovani della Vicenza Bene che vanno lì a rifornirsi per le festine in villa.

Questo è Campo Marzo. Questa è Vicenza.
Una situazione apparentemente impossibile da risolvere. Tuttavia…per un’altra piaga di questo variopinto quartiere una soluzione la sì è trovata. L’ordinanza anti-prostituzione che ha istituito la cosiddetta zona rossa ha costretto decine di ragazze di strada a “traslocare” in periferia, fuori città o, chissà, magari al chiuso.
Un modo per nascondere la polvere sotto il tappeto, per “regolamentare” una pratica diffusa e “socialmente accettata” come la prostituzione (“fate pure, ma non lì”).
Non può valere lo stesso per la droga? Se bisogna essere ipocriti, meglio esserlo fino in fondo!

Prostitute e spacciatori possono da oggi esercitare le rispettive professioni tranquillamente, ma solo in periferia e nelle zone industriali. Firmato l’Amministrazione Comunale”.

Ovviamente è una provocazione. Una soluzione realmente efficace è difficile da trovare.
L’unica cosa certa è che gli scenari di degrado si sviluppano nelle aree depresse. Il fatto che a Vicenza si tratti della “porta della città” è grave e deve far riflettere.

La strada maestra dovrebbe essere una nuova regolamentazione a livello nazionale in materia di immigrazione e prostituzione, insieme a una depenalizzazione del possesso e consumo delle droghe leggere bilanciata da una stretta su quelle pesanti (il commercio mondiale di droga prospera sulla cocaina e l’eroina, non certo sulla canapa).
In una frase, vuol dire superare rispettivamente le leggi Bossi-Fini, Merlin e Fini-Giovanardi.

A livello locale, invece, la cosa migliore da fare è pensare a una città diversa, dove non esistano far west in pieno centro, zone depresse o quartieri dormitorio.
Campo Marzo può essere Hyde park…può essere il Tiergarten!
Ma serve una visione del futuro. Serve un’idea di città.

Una città con le panchine, possibilmente.

 

 

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