La svendita della Fiera di Vicenza

La Fiera di Vicenza si appresta alle nozze con l’omologa società romagnola da cui nascerà, come dichiara l’assessore alle risorse economiche Michela Cavalieri, “un polo fieristico leader a livello nazionale, per dimensioni il secondo in Italia…”

Notizia  un tantino troppo  trionfalistica per una realtà che ammaina bandiera.

Sarà pure il “secondo polo  fieristico italiano “ ma con il rapporto di concambio della Fiera di Vicenza fissato nella misura del  19%, conterà come il 2 di picche.

La nostra fiera sarà di fatto fagocitata e nonostante i bilanci positivi, il destino  è già segnato.

Le partecipazioni del Comune e la conseguente ricchezza dei cittadini perdono pezzi importanti.

 

La fusione con la Fiera di Rimini è un prologo al mesto tramonto della capacità di dirigere un asset del territorio, il risultato della decisione di fare grandi investimenti cementiferi e piani industriali dai risultati- sulla carta- troppo ottimistici.

 

Ma tant’è: la tenuta dei conti, le iniziative estere a Dubai, gli accreditamenti presso l’ONU, hanno svelato purtroppo la loro realtà.

Riteniamo necessario approfondire e fare delle analisi puntuali , specialmente quando si parla di soldi pubblici.  Specialmente quando, come in questo caso,  i numeri dell’operazione riservano a Fiera di Vicenza il ruolo di socio di minoranza, perdendo di fatto il controllo su sé stessa, l’autonomia decisionale ed il legame con il territorio.

Fiera di Vicenza ha un debito consistente assunto per l’ampliamento del polo fieristico” ha dichiarato alcuni giorni fa l’assessore Cavalieri.

E’ giusto ricordare che tale debito ammonta a oltre 40 milioni di euro e che l’ ampliamento del polo fieristico è un  opera faraonica la cui realizzazione è stata condivisa con forza dal Sindaco Variati  che, nel dicembre 2011, dichiarava  “il futuro della Fiera di Vicenza e lo sviluppo della città passano da qui”( VicenzaPiu’ 16/12/2011).

Ed ora, alla luce di questa operazione, chiediamo allo stesso sindaco di quale futuro  e sviluppo stesse parlando.

E’ necessario  capire quali valutazioni sbagliate siano  state fatte, quale il business plan presentato all’epoca e quali  decisioni sbagliate sono state prese.

I cittadini hanno ora sotto gli occhi i risultati: un Ente Fiera gravato da decine di milioni di euro di debiti, ritorni economici agli investimenti insufficienti ed una agonia che ha portato alla svendita di un asset strategico su cui la città non avrà mai più controllo.

Siamo passati dai sogni di futuro e di sviluppo alla triste realtà !!

 

Liliana Zaltron

Movimento 5 Stelle- Vicenza

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