Tagli alle famiglie con disabili: il M5S di Vicenza chiede al Comune come intende agire

COMUNICATO STAMPA ED INTERROGAZIONE COMUNALE

Al Movimento 5 Stelle di Vicenza arrivano sempre più spesso denunce da parte dei cittadini esasperati per i continui tagli che le istituzioni perpetuano nei confronti delle famiglie svantaggiate.

Fatto increscioso è quello che riguarda le famiglie con persone disabili. Dal primo gennaio infatti non è più garantito ai cittadini con disabilità di continuare il loro progetto di vita all’interno dei centri diurni.

Un centro diurno è una struttura semi-residenziale socio-sanitaria destinata all’accoglienza di persone con disabilità gravi, di età compresa di norma tra i 18 e i 65 anni, i quali presentano una compromissione dell’autonomia, tale da impedire il normale svolgimento della vita quotidiana. L’obiettivo principe è quello di sviluppare, anche a fronte di limiti oggettivi, le capacità personali residue, andando anche ad agire per il massimo mantenimento dei livelli di autonomia e di competenza acquisiti. Per le famiglie delle persone portatrici di disabilità il centro è una presenza concreta, una “struttura d’appoggio” alla vita familiare, fatta di spazi educativi, ricreativi ed assistenziali diversificati, particolarmente necessaria per consentire alla famiglia di continuare a mantenere al proprio interno il congiunto, offrendogli opportunità sociali e formative.

In seguito alla ormai famosa “spending review”, la Regione Veneto ha deciso di applicare tagli anche al settore sociale; questo nega, per molte famiglie di disabili, il diritto di affermarsi in qualità di individuo autonomo all’interno di un qualsiasi contesto sociale.

Il Movimento Cinque Stelle di Vicenza allora ha chiesto al sindaco Variati, di fornire a noi – e quindi ai cittadini- delle delucidazioni su come intende agire per far fronte a questi tagli “imposti dall’alto”, garantendo il diritto alla salute e all’assistenza socio sanitaria di cittadini vicentini, inoltrando il 22 Gennaio la seguente interrogazione di cui attendiamo risposta, speriamo celere:

INTERROGAZIONE

Visto che, nella seduta del 21 giugno 2013, la Conferenza dei Sindaci dell’Ulss n. 6 “Vicenza”, nell’approvare il bilancio della stessa Ulss, deliberò alla unanimità (cioè con il voto favorevole anche del Comune di Vicenza, ivi rappresentato dall’Assessore Isabella Sala) l’esclusione dalla frequenza dei Centri Diurni delle persone con disabilità ospitate nelle strutture residenziali;

Vista l’opposizione delle famiglie delle persone con disabilità alla suddetta deliberazione in quanto, per meri motivi di carattere economico, nega ad alcune persone il diritto alla prosecuzione dei “progetti individuali” da poco approvati dalle competenti unità operative dell’Azienda Ulss n. 6 ed impedisce loro la esigibilità di diritti costituzionalmente riconosciuti

Visto che questo Consiglio Comunale, in diverse riunioni della V Commissione e nella seduta del 19 settembre 2013, ha manifestato la piena ed unanime solidarietà nei confronti delle persone con disabilità e delle loro famiglie, approvando anche uno specifico ordine del giorno in cui, tra l’altro, si afferma che “assicurare i livelli essenziali di assistenza è dovere costituzionale e quindi prioritario per le istituzioni”

Considerato che, nell’unica valutazione effettuata dalla competente UVMD dell’Ulss su una di queste persone escluse dalla frequenza dei Centri Diurni, è stata confermata la necessità di mantenere e proseguire il progetto educativo individuale della persona, in quanto L.E.A., che prevede che non venga meno il suo pieno inserimento nel Centro Diurno frequentato;

Considerato altresì che la stessa Azienda Ulss, in aperta contraddizione con il proprio organo tecnico, ha comunque disposto l’allontanamento della medesima persona dal Centro Diurno a decorrere dallo scorso 1 gennaio;

Preso atto del fatto che, successivamente e sinora, l’Azienda Ulss non ha dato risposta alcuna alle istanze delle famiglie affinché tutte le persone con disabilità siano sottoposte alla valutazione tecnica da parte della UVMD, così come stabilisce la convenzione sottoscritta con gli Enti Gestori;

Preso atto del fatto che la maggioranza delle Associazioni delle famiglie delle persone con disabilità, consapevoli che gli effetti di quanto disposto dalla Conferenza dei Sindaci, in applicazione pedestre ma consapevole di quanto stabilito dai tecnici dell’Ulss di Vicenza, hanno fatto opposizione ricorrendo al T.A.R. Veneto e chiedendo, nelle more della valutazione di merito, la sospensione della delibera stessa;

Preso atto, altresì, del fatto che la Conferenza dei Sindaci, del cui esecutivo fa parte l’Assessore Isabella Sala di questo Comune, ha inopinatamente deciso di costituirsi in giudizio contro le famiglie delle persone con disabilità e che, sulla base di alcune considerazioni, peraltro molto discutibili e poco aderenti alla realtà, della memoria di “difesa” della Conferenza dei Sindaci, il T.A.R. Veneto, con estrema sollecitudine, ha negato la sospensione della delibera di cui trattasi;

Considerato che il Presidente della Conferenza dei Sindaci, in una recente trasmissione televisiva, a chi gli obiettava che non esisteva alcun obbligo per la Conferenza stessa di costituirsi in giudizio presso il T.A.R. contro le persone con disabilità, ha affermato che si è trattato di una decisione unanime presa sulla base di una precisa scelta politica

la sottoscritta Liliana Zaltron, nella qualità di consigliere comunale, chiede:

quale sia stata la scelta politica che ha indotto la Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 6, ivi compreso, perciò, il Sindaco di Vicenza o chi lo rappresenta in quella sede, a costituirsi in giudizio presso il T.A.R. contro le principali Associazioni delle famiglie delle persone con disabilità;

per quale ragione anche il Comune di Vicenza, in aperta contraddizione con la disponibilità a suo tempo dichiarata nell’ambito della V Commissione e nella seduta plenaria del 19 settembre 2013, abbia deciso di andare contro la maggior parte delle famiglie delle persone con disabilità che, tuttora, vista la fredda determinazione della Pubblica Amministrazione a risparmiare sulla pelle dei loro figli disabili, stanno lottando per la tutela del diritto alla dignità di queste persone che, con l’esclusione dai Centri Diurni, verrebbe sicuramente lesa;

se il Comune di Vicenza intenda chiedere all’Azienda Ulss il pieno rispetto delle convenzioni a suo tempo sottoscritte sulla base di un modello imposto dalla Ulss medesima;

cosa intenda fare il Comune di Vicenza per garantire, almeno alle persone con disabilità qui residenti, il mantenimento della frequenza ai Centri Diurni e la loro piena inclusione sociale, in accordo con le famiglie;

se il Comune di Vicenza, con i propri servizi, ha verificato o abbia intenzione di verificare nel concreto se corrisponda al vero che, come dichiarato pubblicamente da qualche ente gestore dei servizi, nei fatti anche alle persone escluse dalla frequenza dei Centri Diurni sono garantite prestazioni equipollenti nelle strutture residenziali;

se il Comune di Vicenza intenda monitorare e verificare gli inserimenti di nuove persone con disabilità nei Centri Diurni e nelle strutture residenziali, in modo da evitare che vengano penalizzati gli Enti gestori che si riconoscono nella politica sociale delle Associazioni che si oppongono alla Conferenza dei Sindaci ed all’Ulss.

Vicenza, 22/01/2014

Come recita l’ormai tanto conosciuta Legge 104, all’art. 3, e la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, una persona diventa disabile quando è l’ambiente (lavorativo, ricreativo, sociale più in generale) che non gli permette di esplicare le sue capacità, attitudini ed intenzioni.

Basta nascondersi dietro il classico scarica barile, tipo: “i tagli sono stati fatti dalla Regione”; a tale affermazione, noi cittadini potremmo allora controbattere: “cosa intende fare il Comune per sopperire a tali tagli e garantire i diritti base dei disabili in quanto cittadini di Vicenza a tutti gli effetti?”.

I cittadini tutti aspettano risposte.

Liliana Zaltron

Movimento 5 Stelle – Vicenza

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