Una Manuela non è per sempre

In primavera la natura rinasce e la meravigliosa varietà del regno vegetale riserva al sottobosco di Vicenza una sorpresa davvero incredibile. Si tratta della candidatura a sindaco di Manuela Dal
Lago, che ha suscitato parecchio clamore per essere l’unico caso scoperto finora di fiore che, nel mese di maggio, tenta di sbocciare già secco. Forte della militanza in un partito, la Lega Nord, di proverbiale
nitore e specchiata affidabilità, per partecipare alle elezioni amministrative vicentine la professoressa Dal Lago si è dovuta fabbricare una propria lista civica usa-e-getta, che dovrebbe consentirle – spera – di ripetere gli exploit del passato: conquistare
una poltrona e quindi eclissarvisi, in maniera coerente, del resto, con la sua brillante carriera politica, della quale non si ricorda, per l’appunto, assolutamente alcunché, salvo l’attaccamento alla
poltrona medesima. Ma per alcuni ricercatori, il fenomeno Dal Lago dovrebbe essere classificato piuttosto tra i minerali, come i diamanti acquistati con il denaro dei cittadini italiani, per cui l’ex tesoriere della Lega,
Francesco Belsito, risulta indagato per le ipotesi di reato di appropriazione indebita dei rimborsi elettorali e di truffa aggravata ai danni dello Stato, insieme con l’ex segretario ferale leghista, il
sen. Umberto Bossi. A proposito di brillanti, una piccola considerazione è d’obbligo: dato che Manuela Dal Lago non è per sempre, non c’è alcuna ragione di regalarle Vicenza.

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